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Protezione dell'occupazione: alcuni effetti economici e un'idea per riformare

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Lo dico fuori dai denti: l'art. 18 dà fastidio all'imprenditore perchè ti "costringe" a fare una serie di cose che altrimenti eviteresti di fare, dal licenziamento, al mobbing, all'accordo sottobanco (con i soldi in bocca!) con i sindacalisti per far fuori qualcuno, fino a forme iperfantasiose di mettere tutti i fancazzisti in un finto ramo d'azienda, per poi cederlo a una scatola vuota destinata al fallimento. Ma l'art. 18 per un imprenditore con tempo e soldi è tutto fuorchè un ostacolo insormontabile.

 

Per i sindacalisti no: è la manna dal cielo. E' il feticcio da agitare ai lavoratori per farli iscrivere al sindacato (noi ti proteggiamo, c'è l'art.18, con noi sei tutelato, il padrone non ti può far niente, etc., etc.), è l'arma con cui chiedi soldi al datore di lavoro (lei ha licenziato 10 persone, se non vuole una bella causa di lavoro facciamo finta di accordarci: lei dà XY ai lavoratori come indennizzo,  Z a noi che ti aparecchiamo il tavolo (che difatti si chiama "tavolo di trattative")).

Allora: agli imprenditori dà fastidio perchè sono ricattabili (ma come in tutti i ricatti paghi e porti a casa il risultato), ai sindacati serve per ricattare. Ma se domattina la Confindustria dicesse una cosa del genere apriti cielo.

 

Da questo punto di vista Marchionne li ha serviti con la stessa moneta: li ha ricattati e costretti a firmare il "modello Pomigliano", che è soprattutto un modello di "relazioni industriali" e poco o punto sull'organizzazione del lavoro.

 

Quindi ti rispondo così: se i sindacati non possono più ricattare il datore di lavoro cambia tutto, l'art. 18 serve solo a ricattare, non certo a impedire i licenziamenti.

Ma dato per buono quello che dici, come fai poi a dire che e' un falso problema?
1. i sotterfugi costano sia direttamente sia nel senso che avvelenano il clima dentro l'azienda con ripercussioni sulla produttivita'.
2. i sindacalisti corrotti sono anche un costo, sia diretto che come corruzione di tutto il rapporto.
3. le aziende con proprietari "decenti esseri umani" saranno penalizzate rispetto alle aziende di proprieta' di chi foreste sullo stomaco.
4. questo rimane comunque un grosso incentivo ai contratti temporanei con conseguente classificazione dei lavoratori in serie A e serie B.

Personalmente poi posso dire di aver visto nelle imprese manifatturiere di Veneto e Lombardia applicare tutti questi trucchi (e altri piu' sporchi ancora) ma per esempio non li ho mai visti usare tra i body rental informatici. Se hai un programmatore che non fa una fava... porti pazienza e cerchi di piazzarlo ad un cliente poco esigente.

Capisco ciò che hai descritto ma mi chiedo se basti cassare l'articolo 18 per evitare i ricatti. Secondo me questi rimarranno possibili anche con l'articolo 8 della Legge 15 luglio 1966, n. 604  "Norme sui licenziamenti individuali" che non è mai stata messa in discussione e che recita:

Art. 8 

 1. Quando risulti accertato che non ricorrono gli  estremi del licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, il datore di lavoro è tenuto a riassumere il prestatore di lavoro entro il termine di tre giorni o, in mancanza, a risarcire il danno versandogli un'indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo al numero dei dipendenti occupati, alle dimensioni dell'impresa, all'anzianità di servizio del prestatore di lavoro, al comportamento e alle condizioni delle parti . La misura massima della predetta indennità può essere maggiorata fino a 10 mensilità per il prestatore di lavoro con anzianità superiore ai dieci anni e fino a 14 mensilità per il prestatore di lavoro con anzianità superiore ai venti anni, se dipendenti da datore di lavoro che occupa più di quindici prestatori di lavoro.

Infatti l'articolo 18 non sancisce l'illegittimità di licenziamenti individuali senza giusta causa o giustificato motivo, già stabilita dalla legge 604, ma rende, nel caso, il reintegro obbligatorio e non più facoltativo. 

Quindi  il ricatto sarebbe reso possibile solo dall'obbligo di reintegro e non:

---dalla durata e costo del processo che possono essere gli stessi sia che il ricorso sia in capo all'art. 18 della 300 che all'8 della 604

---dalla diversa indennità, f issata in 15 mesi dall'articolo18, e da 2,5 a 14 mesi per l'articolo 8 se il licenziato dipende da imprese con più di 15 addetti, da 2,5 a 6 nel caso di imprese più piccole.

Infatti l''articolo 8 vale anche per imprese con meno di 15 dipendenti. 

quanto alla aneddotica, spesso pittoresca, sui pronunciamenti  impropri dei giudici non capisco perchè nessuna delle due parti (sindacato e confindustria) non pubblichi un libro bianco con tutte le 300 casistiche che negli ultimi cinque anni hanno visto i datori di lavoro soccombere in giudizio. Che non convenga a nessuna delle due?

...anche quando il lavoratore vince poi "chiude" con una transazione monetaria.

 

L'art. 18 sarebbe abrogato, ma l'art.8 (indennizzo monetario) non è nemmeno lontanamente materia del contendere, anzi lo si vorrebbe rafforzato, almeno in una parte dell'ipotesi Ichino, che è quella che più si avvicina all'ipotesi della Fornero. E ti posso garantire che la maggior parte degli imprenditori è d'accordissimo al discorso "pago, ma fora d'i bal".

 

Il ricatto è sul reintegro obbligatorio: tu lo pagheresti vita natural durante non dico uno che non fa il suo lavoro, ma uno che fa il suo lavoro, ma porta disarmonia nel suo ambiente di lavoro ? Guarda che molte volte ci si "libera" di un lavoratore non perchè sia ammacchiato, o si ciula la sig.ra Brambilla, ma perchè semplicemente non va d'accordo con gli altri. Solo che poi ti scatta l'art. 18... E si ritorna a bomba: potere ricattatorio dei sindacati, che ci marciano.

 

Ma ripeto: il vero problema sono le "relazioni industriali", di cui l'art.18 è solo l'aspetto più evidente, in quanto i sindacati lo usano come totem, mentre è solo la loro (preferita) arma di ricatto.

se è vero che negli ultimi cinque anni 230 su 300 reintegrati hanno poi preferito l'indennizzo (15 menslità più durata del processo) se questo fosse offerto subito, nella misura prevista, andrebbero subito foera di bal.

.. ma il sindacato non avrebbe più alcun ruolo, nemmeno quella della mediazione, sarebbe tutto automatico ! 

 

E non ti credere chei soldi non siano offerti subito, ovviamente il d.d.l. cerca di risparmiare e offre  1, il lavoratore chiede 10 e si va in giudizio, inattesa che entrambi facciano dei passi, il sindacato media e fa finta di essere indispensabile e così via.

 

Invece nell'ipotesi Fornero devi solo prendere la calcolatrice...

Ringrazio tutti per il thread!  Finalmente "ci ho capito" qualcosa.