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Non importa se il gatto è bianco o nero. Politiche per la crescita. Prima giornata

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Non ho account twitter quindi metto qui...

Franco Bocchini continua a ripetere che con la riforma Ichino i costi per le imprese aumentano. Franco, ragiona (ho provato a farti ragionare di persona prima ma NON mi ascolti! :-)): se da un lato aumenta il costo di indennita' ma dall'altro dimuiscono le altre componenti dei costi di licenziamento, tu capisci bene che non e' ovvio quale sia l'effetto netto!

...non tutti gli altri costi si devono sostenere sempre. Attualmente capitano anche quelli che se he vanno senza rubarti 6-12 mesi di paga, mentre con la riforma Ichino il costo per chiunque sarebbe altissimo.

penso che Bocchini pensasse alle aziende con meno di 15 addetti; per loro la situazione post eventuale riforma Ichino si farebbe più pesante.

Che cosi' sia. La situazione, neanche a dirlo, e' complessa. Ma credo che alla fine, fatti tutti i conti, Franco non abbia ragione ed il motivo e' che non ha alcuna ragione Giuseppe Bottacin a usare l'espressione "rubare" in riferimento a indennita' di licenziamento.

Alla fine, il valore atteso di quell'indennita' diventera' parte del calcolo del salario reale che il lavoratore percepisce, esattamente come oguno dei fringe benefits che oggi si pagano. Se quel valore e' molto alto calera' , in compensazione, il salario "in tasca" che l'impresa e' disposta a pagare, almeno per i primi anni. Non vedo davvero perche' aggiungere un fringe benefit che ha un costo MONETARIO chiaro debba aumentare ipso-facto il costo del lavoro, everything else equal. Alla fine un minimo di mercato esiste, no?

La qual cosa implica che la riforma Ichino e' un plus per le imprese: in cambio di una modifica della COMPOSIZIONE del COSTO TOTALE del lavoro le imprese vengono liberate dalla spada di damocle del ricorso al pretore del lavoro in caso di licenziamento e dal rischio del maledetto reintegro. Mi sembra decisamente un passo avanti sostanziale.

La domanda da farsi, invece, dovrebbe essere: come disegno contratti di lavoro, all'interno di un ambito legislativo "alla Ichino" in modo da poter premiare, monetariamente, i lavoratori produttivi e capaci e di penalizzare gli altri. 

Mi pare che il diritto al reintegro per le piccole non esista nemmeno ora.

Non c'è obbligo di reintegro.

http://it.wikipedia.org/wiki/Licenziamento#Aziende_con_una_minore_soglia_occupazionale:_la_.22tutela_obbligatoria.22

Riassumo velocemente, il datore di lavoro puo scegliere tra:
- riassumere il lavoratore

- pagare all'ex dipendente una indennità risarcitoria

Quindi sicuramente non si reintegra ma al limite si riassume (con la perdita dell'anzianità).

In realtà raramente o mai si riassume, bensi ci si mette d'accordo per una indennità risarcitoria. Sulla base delle mie conoscenze direi che è la prassi e addirittura so di aziende che, per cercare di evitarla, fanno firmare lettere di dimissioni in bianco al momento dell'assunzione.

In questo contesto, e sotto questo punto di vista, la riforma Ichino non mi sembra portare svantaggi a queste aziende. Si limità a regolamentare una prassi consolidata.

L'importante è finirla con il dualismo nel mercato del lavoro: aziende < o > di 15, T.I. vs cocopro, chi accede alla cassa integrazione e chi no ecc.
Perché i trattamenti diversi pesano parecchio non solo quando si lavora ma anche nella vita di tutti i giorni; chiedere un prestito o mutuo, indispensabile per "farsi casa" o cambiare auto, puo diventare diciamo eccessivamente complicato.

Mi piacerebbe poter pubblicare, senza violare leggi sulla privacy o generici diritti alla riservatezza, qualcuna delle lettere che mi è capitato di vedere, con le quali le ditte tentano di far capire ai difensori del "lavoratore" (le virgolette non stanno li per caso) che è proprio necessario licenziarlo e che se l'è proprio cercata.
Non tento neanche di riassumerle, dato che la creatività della gente nel fottere datori di lavoro e colleghi, facendo il massimo danno possibile data la posizione, senza neanche guadagnarci qualcosa, è sconfinata.

Non riesco davvero a capire come si possa parlare di "indennità di licenziamento" per casi in cui sarebbe il dipendente a dover indennizzare il datore di lavoro, Michele.

Con le norme attuali, è ancora possibile che qualcuno, dopo averne fatte di tutti i colori, accetti di firmare la lettera di licenziamento senza fare troppe storie, anche se nella maggior parte dei casi le imprese devono accettare di pagare molti mesi di paga a dei veri delinquenti.
Da quel che capisco, con la riforma Ichino, si pagherebbe sempre.

La vera riforma da attuare dovrebbe compiere il miracolo di far distinguere delinquenti da imbranati sfortunati. Questo mi pare il vero problema della difesa dei lavoratori in italia.

Se tu parli di uno non troppo sveglio oppure che semplicemente che si ritrova nel posto sbagliato e dev'essere lasciato a casa per poter aumentare la produttività dell'azienda, capisco che abbia diritto a una compensazione e francamente dubito che la maggioranza degli imprenditori voglia negarla in un caso simile. Il problema è che ti obbligano a regalare mesi di paga a gente che ne ha già rubati parecchi, sotto varie forme...

... almeno a tavola non lo hai fatto (però non so in taxi), Franco pone la questione (come me, perchè ne abbiamo parlato insieme) dei costi per le piccole imprese, perchè per le grandi non c'è discorso, la proposta Ichino conviene alla grande (e anche al lavoratore).

 

L'unica cosa su cui Ichino ragiona, ma non dice, sono le agenzie di outplacement, penso che sia rimasto favorevolmente colpito da alcuni casi e ne voglia riproporre il modelo con costo a carico del datore di lavoro (supera la sua vecchia proposta, fatta a Siena, del tutoraggio), è questo il passaggio su cui io e Franco abbiamo delle perplessità (eufemismo): per le piccole aziende (non necessariamente quelle al di sotto dei 15) potrebbe essere un ulteriore onere, però, da quel che ho capito, se avete ancora Ichino sottomano chiedeteglielo, lui pensa di rendere questo ulteriore costo con una forma di compensazione fiscale. Allora sarebbe OK, e hai ragione, il costo netto non esiste, addirittura diventa un vantaggio.

 

Comunque la proposta Ichino è variata rispetto a Siena, lì non si era parlato di agenzie di outplacement, nè di compensazione fiscale,forse  a Ichino fa bene venire ai convegni nFA.... E comunque tanto di cappello, al di là di tutto è una persona seria e competente, con delle idee. Se penso che il suo contraltare era Sacconi...