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A Ma’! Versace n’artro LTRO!!!! (*)

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A molti è passato per la mente questo gioco di parole.

Qui un altro  blogger "economista" (le virgolette sono d'obbligo) titola il suo articolo  più o meno allo stesso modo. Diciamo, però, che i contenuti non sono proprio i medesimi...

Beh, il nome del blog e' molto appropriato, invece :-)

Battute a parte, mi sembra interessante il blog che segnali. Una gran mole di dati, uno sforzo notevole nel raccoglierli e sistemarli e poi un'analisi dei medesimi che a chiamarla "schizofrenica" ci vuole un certo sforzo di gentilezza.

Non so se l'autore prova a controllare con un modello la coerenza delle sue affermazioni, ma se lo fa deve farlo quando e' sotto l'influenza di qualcosa di pesante. Oscilla da affermazioni coerenti e perfettamente adeguate ai dati che mostra ad altre che non solo contraddicono le precedenti ma che non hanno alcuna relazione con i dati che mostra e che si conoscono.

Affascinante. In altri tempi mi sarei messo a discuterci, ora per fortuna ho altro da fare. Ma grazie per la segnalazione: e' utile sapere dove trovare un termometro che misuri il livello di confusione analitica nella testa dell'economista italiano medio. Aiuta a capire perche' continuano a teorizzare quello che teorizzano e ad adottare le politiche che adottano ...  

Quel che più lascia di stucco, non sono tanto le tesi e le analisi incoerenti (tra l'altro, mi pare, nulla di originale, visto che si ascrivono tutte alla grande teoria "è colpa dei tedeschi"), ma l'arroganza e soprattutto la paranoia che i lunghissimi post lasciano trasparire. E' convinto che ci sia un complotto di tutti gli economisti "libbberisti" contro di lui.Tu l'hai mai sentito nominare?
Quel che rattrista è l'entusiasmo della gente che commenta i suoi articoli (una lunghissima sequela di complimenti e la quasi totale assenza di critiche) e la diffusione che ha il blog sui socialnetwork.

Quel che mi consola è che per solo due anni, sono scampato dall'averlo come professore al mio corso di laurea :-D

Anche a me è parso di riscontrare delle incoerenze nell'analisi di Goofynomics.  Però i dati da lui compilati mettono in luce un punto interessante, cioè che i paesi PIIGS della zona Euro hanno mantenuto tassi di inflazione relativamente alti, nonostante la crisi del 2008 e la successiva crisi dei debiti sovrani.  Questo se da un lato non lascia presagire un riequilibrio "naturale" delle divergenze nell'Eurozona, dall'altro lato è un chiaro segnale di problemi dal lato dell'offerta, la cui soluzione richiede l'attuazione di riforme strutturali.

Parlare di PIIGS come se fossero ammalati dello stesso morbo, non e' fuorviante?

Secondo me l'inflazione e' per lo piu' il risultato delle posizioni oligopolistiche, della scarsa liberalizzazione e delle rendite di posizione che sono presenti in quei paesi, forse con l'eccezione dell'Irlanda.

 

Comunque un giorno o l'altro dovro' scrivere un post su come si calcola davvero il Pil e l'inflazione, visto che ho fatto quel mestiere per un tre anni. 

 

Vi anticipo che non ci sono mai riuscito. E non credo che nessuno ci riuscira' mai.

su FT dice più o meno lo stesso sul PIL potenziale e si chiede come potrà funzionare il fiscal compact che su questo si basa.

la merkel nonavrà colpe se gli altri non sono competitivi, ma la gestione della crisi è quanto meno discutibile.

Mi riferivo al Pil calcolato dall'Istat. Il Pil potenziale e' un'altra di quelle idee strampalate che significa cose diverse in contesti diversi. Anche su questo dovrei fare un post riprendendo un vecchio paper che scrissi al Fondo Monetario.