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A Ma’! Versace n’artro LTRO!!!! (*)

5 commenti (espandi tutti)

A me non interessa convincere tutti quelli che scrivono commenti, sarebbe assurdo, anche se a volte succede anche sul FQ. 

 

Io sono felice quando ricevo un commento strampalato. Piu' e' strampalato piu' sprizzo di felicita'. Perche' non e' il commentatore il mio target, ma la platea molto piu' vasta di chi legge i commenti, magari senza mai commentare.

 

Quando ho un interlocutore che parte per la tangente o insulta io godo. Perche' attraverso una risposta composta e ben articolata solidifico la mia credibilita'. 

 

E comunque tutti i lettori, anche i piu' virulenti avversari, apprezzano una risposta, anche se non la condividono. E ritornano a leggere. E a commentare.

 

Infine non e' necessario convincere tutti. Basta fare breccia in un 5% di chi non era mai stato esposto ad argomenti logici. Il motivo per cui tanta gente sviluppa convinzioni senza senso deriva proprio dal fatto che chi dovrebbe esprimere fatti e argomenti solidi si scoraggia di fronte al compito che pare immane e senza speranza. Invece non lo e'. Lo testimonia il successo di NfA che e' stato costruito con tenacia e con abnegazione.

 

Il mio vecchio post http://noisefromamerika.org/articolo/come-guardar-crescere-erba-inverno spiega piu' in dettaglio quale deve essere lo spirito che ci anima.

 

Comunque, a prescindere dalla questione dei commenti, mi sembra che la teoria monetaria sia un argomento abbastanza spinoso, sul quale è facile fare errori grossolani. Ho anche fatto una ricerca qui (parole chiave "teoria monetaria" e "politica monetaria") ma non ho trovato molto, a parte qualcosa sulla teoria austriaca del ciclo economico e un articolo sul QE. Per esempio sarebbe interessante un approfondimento sul rapporto fra inflazione e politica monetaria, o più in generale fra politica monetaria e ricchezza reale, che mi sembra uno dei punti più importanti della questione. O sbaglio?

Concordo

tizioc 10/3/2012 - 18:25

Concordo con lei sulle questioni che solleva.  Purtroppo per affrontarle in modo davvero esaustivo servirebbero intere lezioni di macroeconomia.  Peraltro si tratta di argomenti piuttosto controversi, e credo di dubitare che nFA sia il sito maggiormente portato ad affrontarli in maniera completa.  Suscita ad esempio dubbi il fatto che che due economisti fondatori di nFA sono stati criticati sul Sole 24 Ore per aver adottato delle posizioni estremamente semplicistiche, tendenti a tralasciare completamente alcune questioni macroeconomiche che sono strettamente legate a quella da lei sollevata.  Volendo proporre un'analogia un po' radicale, è come se si discutesse di fisica e "per semplicità" qualcuno trascurasse la resistenza dell'aria: su molte questioni ci troveremo d'accordo con il vantaggio di un'analisi più semplificata, ma non potremmo mai stabilire se un velivolo è ben progettato oppure no.

... devono aver torto di sicuro!

Ma li vogliamo bloccare questi anonimi imbecilli o no? Oramai non c'e' un singolo commentatore anonimo (fatta eccezione per i pochi "legittimati" che poi sappiamo chi sono) che scriva cose degne d'essere lette. E' tutto rumore, una pomposissima cazzata dietro all'altra. Questo "tizioc" e' diventato la nuova macchietta ridicola.

Insisto: bloccarli tutti. Chi vuol commentare si identifica, punto. E magari versa pure un obolo alla fondazione. Queste continue cretinate in liberta' fan passare la voglia di leggere.  

La politica monetaria e la politica economica in generale, sono terreni controversi. Ma se per questo anche l'astrofisica e' una scienza dove non c'e' consenso unanime su questioni basilari. Quindi se il Sole24Ore esprime delle critiche (tra l'altro e' il giornale dove scrivono Guido Rossi cantore del burocratismo e  Marco Fortis cantore del tremontismo e tanti altri cantori che trovano udienza in Confindustria) non e' che sia una tragedia. 

 

Nel post cmq non e' che si parla strictu sensu di politica monetaria. Si parla piu' propriamente di supervisione degli intermediari finanziari e LoLR su cui le divergenze non dipendono da un modello economico piu' o meno sofisticato, ma da una visione di come i mercati dovrebbero funzionare e come dovrebbero essere regolati.