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Tasso alcoolico o tasso glicemico ? Tasso e basta.

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Corretta la proposta di ridurre i salari pubblici, piu' elevati in media di quelli privati corrispondenti.

 

Visto che hai fatto una proposta antipatica in Italia, ne aggiungo una che e' ancora piu' sacrosanta della tua ma con  conseguenze, nel disastro italiano, ancora piu' antipatiche.

 

I salari dei dipendenti pubblici (fino ai politici) non va ridotto per cattiveria e nemmeno per sanare i conti pubblico, ma per due basilari principi di 1) giustizia economica  ma in realta' giustizia in senso lato e 2) efficienza economica. La giustizia economica impone di pagare compensi reali comparabili per mansioni comparabili (aggiungo io, nel luogo dove il lavoro viene svolto). L'efficienza economica anch'essa domanda ci siano compensi comparabili a fronte di produttivita' comparabile, il contrario e' distorsivo e peggiora l'allocazione delle risorse e la produzione complessiva di beni e servizi.

 

In generale i salari dei dipendenti pubblici vanno aggiustati (come obiettivo finale, da raggiungere gradualmente) ai salari del settore privato, ad esempio la media provinciale, per qualifiche comparabili.  Dove non esiste un paragone facile di mercato, come ad esempio per i compensi dei dirigenti burocrati di Stato, oppure per i compensi dei politici eletti, vanno presi i compensi lordi medi di Paesi civili e funzionanti, e corretti per il minor PIL pro-capite iitaliano.

 

Questo meccanismo invece di essere stupidamente lineare come i tagl idi Tremonti e in generale quelli operati dalla politica italiana, colpirebbe prima lo stipendio del presidente della provincia di Bolzano, che quadagna piu' dei premier di interi Stati con popolazione 50 volte supeiriore, colpirebbe i salari dei barbieri del Parlamento, ridurrebbe di molto i compensi dei politici e soprattutto quelli degli alti burocrati , dei magistrati anziani, dei membri delle Authority, mentre lascerebbe quasi invariato il compenso degli insegnanti (che per ora di insegnamento sono remunerati piu' o meno come nel resto d'Europa). Inoltre, conseguenza antipatica ma giusta ed estremamente positiva per il mercato del lavoro meridionale, ridurrebbe in proporzione di piu' i compensi dei dipendenti pubblici in servizio nelle regioni con minore produttivita' del settore privato, piu' o meno le regioni meridionali.

 

Una netta maggioranza di italiani avrebbe tutto da guadagnare da misure di questo genere. Nella regione con piu' spesa per dipendenti pubblici pro-capite, la Calabria, non piu' del 35% degli occupati sono dipendenti pubblici (su un totale di occupati pari probabilmente a meno del 50% delle persone in eta' da lavoro).  La maggioranza degli italiani tuttavia non sostiene politicamente un programma del genere per una varieta' di ragioni, le principali secondo me sono l'esistenza di elites, partiti di massa e sindacati dominati da fanatismo di fazione, ignoranza profonda dei meccanismi economici, e disonesta' orientata a fare profitti personali e della propria corporazione con le risporse pubbliche.  Per questa Casta e' essenziale avere uno Stato ipertrofico per poterne estrarre piu' ricchezza, e dipendenti pubblici privilegiati per farne supporter e clientes.

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marco esposito 6/4/2012 - 12:22

La tua proposta è sensatissima, se non l'ho fatta era perchè mancano i numeri precisi.Ma una volta guardando dei dati sugli stipendi pubblici calabresi ho trovato che i dirigenti di una ASL in culo alla Luna, nel settore veterinario (ma quante vacche ha l'Aspromonte?) guadagnavano in media  50.000  e annui + i premi, alcuni arrivavano a 100.000.

E' ovvio che io farei il pazzo per fare il dirigente veterinario sull'aspromonte.

Nessun criterio, proprio nessun criterio.