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Tasso alcoolico o tasso glicemico ? Tasso e basta.

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Siamo d’accordo quindi sul fatto che i confronti delle retribuzioni devono tenere conto di anzianità, istruzione etc. Però poi insisti nel voler affermare che nel pubblico si guadagna di più. Scuola+SSN fa circa il 50% del totale dei dip. pubblici e non il 70%.

 

Per quanto riguarda i sanitari, non ho capito il forum che citi cosa indichi. Servirebbero i dati sulle retribuzione effettive tra pubblico e privato nel comparto e qualche indicatore sulla diversa composizione. Comunque ti ricordo che i contratti nazionali pubblico/privato sono simili; che su 690 mila dipendenti del SSN oltre 100 mila sono medici, e che il rapporto medici/infermieri è intorno a 1:2 e gli altri paramedici e amministrativi sono in gran parte anch’essi laureati o con istruzione postsecondaria (biologi, fisioterapisti, infermieri etc.). In sintesi, il confronto con la media non va bene, e non ho dati per dire che i salari dei privati in campo sanitario siano di fatto diversi, e in che direzione, da quelli pubblici.

 

Per quanto riguarda la scuola, sicuramente gli insegnanti italiani sono più di altri paesi, e quindi se vogliamo portarci in pari la misura in questo caso sarebbe quella di tagliare cattedre, ma non conosco proprio il termine di paragone nazionale con cui confrontare le retribuzioni, se non la miseria nera per gli insegnanti di materie umanistiche (qual è l’occupazione alternativa per loro nel privato?) e quasi nera per gli altri. Quindi se il riferimento deve essere il mercato, allora il salario alternativo di questi è zero. Se invece si usasse il concetto di capitale umano (titolo di studio, esperienza etc.) allora è molto difficile prendere un milione di dipendenti della scuola, di cui circa il 70% insegnanti a tempo indeterminato con una età media di 50 anni, un titolo superiore, e paragonarlo con il resto della popolazione dove il 50% circa arriva appena alla licenza media. In Italia i dipendenti pubblici sono meno e guadagnano meno rispetto agli altri paesi (USA inclusi). Questo secondo i dati OCSE. Sistema efficiente allora? Certo che no, i ritardi di efficienza sono da paura, vi sono casi poi particolarmente evidenti di mala gestio e di inefficienze strutturali. E ciò non esclude che si possano tagliare gli stipendi ulteriormente o tagliare i dip., ma la motivazione non può essere quella del confronto con il privato se non per motivi populistici.

 

I dati sono rintracciabili alla rinfusa qui e qui

I contratti collettivi sono invece ricercabili facilmente sui siti dei sindacati, mentre gli altri “numeri” sono presi a memoria dall’Annuario Istat.

Senza voler entrare nel confronto salari pubblici/privati (in cui io ho fatto un caveat, ma vedo che non è servito), senza avere assolutamente la voglia di vedere quanti insegnanti sono laureati e quanti no, senza voler sorridere sul concetto di laurea per i fisioterapisti, senza voler specificare che i contratti sanità pubblica e sanità privata sono completamente diversi, soprattutto per le indennità, insomma senza mettermi a fare studi comparati che molti accademici si rifiutano di fare per la disomogeneità dei dati, e che io ho fatto prendendo due dati: uno è il rapporto stipendi pubblici/privati, che può non piacere, ma l'altro è la crescita dei salari pubblici sul PIL reale calcolato dalla CGIA di Mestre.

Ovvero mentre i salari privati scendevano, quelli pubblici aumentavano senza rapporto e ritegno, invece facendo quello che ha fatto la Germania, la GB, l'Irlanda, la Spagna e così via (non capisco perchè i confronti vanno bene solo verso l'alto) avremmo risparmiato 22 mld annui.

Se non è chiaro ribadisco il concetto: si devono tagliare sostanziosamente i salari dei dipendenti pubblici, perchè non ce li possiamo permettere. Il come è materia di scelta, io ne ho indicate due, ma sul come l'unico limite è la fantasia.

Ho capito benissimo che vuoi tagliare “sostanzialmente” ma l’argomento che portavi a sostegno si basa su fatti insussistenti. Se tiene conto di tutto ciò che c’è da tenere conto, il divario retributivo non c’è, questo è peraltro tipico anche negli altri paesi. Le retribuzioni pubbliche sono superiori a quelle private per il semplice fatto che nel pubblico c’è una quota più sostanziosa di titolati. Su questo ormai siamo d’accordo, penso. Non è vero neanche che ci siano troppi dipendenti pubblici in Italia, tant’è che si potrebbe sostenere il contrario, l’Italia ha meno dipendenti della maggior parte degli altri paesi e con paghe in PPP più basse, grazie al fatto che proprio nella scuola e nella sanità i nostri sono pagati meno rispetto ai pari internazionali.

 

 Non è neanche vero che gli altri paesi hanno ridotto la spesa per salari pubblici e l’Italia no. In media tutti i paesi europei hanno aumentato la spesa. Eurostat mostra che in Italia i salari pubblici tra il 2000 e il 2010 sono passati dal 10,4% del PIL al 11,1%, mentre nello stesso periodo in UE lo stesso tasso è passato da 10,5% all’11,1%. Cioè l’Italia s’è mossa come gli altri facendo però un po’ peggio della zona euro, dove il tasso è salito dal 10,4 al 10,8%. Quindi i numeri non mostrano una anomalia della spesa aggregata per il personale in Italia che non ha fatto altro che seguire il trend generale europeo. Poi, ex post, si trova sempre un paese che ha fatto meglio di noi. Il caso che citi è la Germania, che si può imitare, però essa non si distingue per essere parsimoniosa con i dipendenti pubblici, visto che sia il numero di dip pubblici che le retribuzioni in questione sono superiori a quelle italiane (in PPP). Per la Germania la performance come calcolata dalla CGIA di Mestre è dovuta al fatto che in Germania si è avuto un aumento del PIL superiore (9,4% complessivo nel periodo in termini reali) all’Italia (misero 2,5%) e quindi l’incidenza della spesa stipendi pubblici è stata inferiore. Se il suggerimento è di collegare le retribuzioni pubbliche all’andamento del PIL non mi pare una buona idea, anche se immagino invece molto apprezzata dai sindacati (è una forma di indicizzazione rafforzata inflazione+pil reale). Per quanto riguarda lo specifico degli altri paesi che citi (GB, Irlanda e Spagna), il monte salari pubblici in termini di PIL non sono diminuiti come sostieni ma aumentati, attestandosi a livelli superiori a quelli italiani.

 

Per comodità ti riporto i dati eurostat salari pubblici/PIL nel 2010:

Svezia 14,8%

Finlandia 14,4%

Francia 13,4%

Portogallo 12,2%

Grecia 12,1%

Spagna 11,9%

Irlanda 11,8%

UK 11,4%

Italia 11,1%

Austria 9,7%

Svizzera 8,1%

Germania 7,9%

UE 11,1%

Euro area 10,8%

 

Resta il fatto che il monte salari/PIL è di 3 punti percentuali più alto in Italia rispetto alla Germania, ma non perché i ministeriali tedeschi siano di meno o meno pagati, ma perché la base del PIL è più elevata e di parecchio. Detto questo, tagliamo se è fattibile e se serve a salvare il barcone che affonda ma adducendo giustificazioni diverse dal "i ministeriali sono strapagati" o "ci sono tanti dipendenti pubblici". Ce ne sono tanti o pochi rispetto a nostri desideri, ma non rispetto agli altri paesi.Poi operativamente si deve specificare come operativamente si vuole tagliare, cosa che a parte il blocco del turnover, nessuno in europa ha fatto o intende fare.

Resta il fatto che il monte salari/PIL è di 3 punti percentuali più alto in Italia rispetto alla Germania, ma non perché i ministeriali tedeschi siano di meno o meno pagati, ma perché la base del PIL è più elevata e di parecchio.

Non credo che esista questo nesso causale, ma in ogni caso non dovrebbe esistere. Ogni Stato deve fare i conti con le risorse prodotte al suo interno, se gli italiani producono meno dei tedeschi e' doppiamente sbagliato dare ai dipedenti pubblici una frazione maggiore del PIL, il PIL va diviso secondo l'apporto delle varie categorie al prodotto nazionale. Secondo me il settore pubblico italiano ha produttivita' inferiore a quella gia' modesta del settore privato, e ritengo che sulla base di questo genere di confronti si dovrebbero determinare i salari pubblici. Penso che il  ~100% dei dipoendenti pubblici meridionali, per esempio, siano pagati significativamente piu' dei loro omologhi nel settore privato della stessa provincia. Nel Nord Italia forse cio' non avviene, ma non vedo problemi di carenza di dipendenti pubblici a causa di salari insufficienti nemmeno nel Nord. Mi sembra quindi che ci siano i margini per una riduzione dei salari pubblici, specie nel Sud Italia. L'ostacolo maggiore per questa scelta, che sarebbe utile oltre che giusta, e' che sovra-pagando i dipendenti pubblici specie meridionali Stato centrale e partiti politici "comperano" voti e consenso. Questo e' uno dei meccanismi che affossa lo Stato italiano.

Non è tanto difficile da capire per chi voglia intendere...