Titolo

Due implicazioni del caso Lega Nord

2 commenti (espandi tutti)

Prono, soprattutto, a credere che la soluzione al problema di uno stato ladro ed inefficiente possa venire dall’aumento dei poteri dello stato medesimo (in mano ai “buoni”) invece che da una modificazione sostanziale delle forme in cui lo stato stesso si costituisce ed agisce e degli incentivi che, di conseguenza, genera

Questo è il vero nocciolo del problema, sento sempre che la soluzione è "più stato", più leggi, più regolamenti, perchè il "liberismo selvaggio" a questo ci ha portato... etc., etc.

 

Sconfortante, ma non c'è un partito, movimento, associazione di un qualche rilievo che inverta il problema, anche perchè, lo dico con franchezza, chi poi propugna la riduzione dello Stato, ne fa una bandiera radicale, sul modello dei Tea Parties americani, per cui sembra quasi che si voglia "abolire" lo stato, e questo, in un paese con radici cattoliche e comuniste come il nostro, come evidenziato da pantalon e brighella, politicamente ha la stessa attrattività di un cefalopode nel letto.

Siamo destinati a fallire.

anche perché

tizioc 30/4/2012 - 13:26

anche perchè, lo dico con franchezza, chi poi propugna la riduzione dello Stato, ne fa una bandiera radicale, sul modello dei Tea Parties americani

La parte che probabilmente fa più danni di questo estremismo da "Tea Party" è forse l'avversione ideologica a qualsiasi politica di redistribuzione del reddito e della ricchezza: ad esempio, una tassazione moderatamente progressiva del reddito (ricordando che "no distortion at the top" è empiricamente inapplicabile), o un'imposta patrimoniale sui patrimoni più grandi.  Non ho una grande simpatia per politiche di questo tipo, che hanno un costo economico considerevole anche se ben progettate:  ma se si vuole essere politicamente sostenibili occorre affrontare il problema.  Altrimenti qualsiasi politica liberale o liberista verrà bollata, non senza ragione, come una recrudescenza della "guerra di classe" da parte dei più affluenti.