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Due implicazioni del caso Lega Nord

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Nonostante la lucidità dell'articolo: il Nord conquista il Sud, impone il proprio imperialismo, si fa carico di tutto lo sviluppo del Paese, porta l'Italia ad essere una delle massime economie mondiali...e poi si fa infinocchiare allegramente? Com'è stato possibile? E' proprio così?

"Il Nord si e' fatto infinocchiare dal Sud" non e' la descrizione piu' accurata di quanto succede dal 1880 circa fino ad oggi, e soprattutto non consente di comprendere le ragioni dell'insuccesso dello Stato italiano.

Alla base dell'insuccesso politico ed economico dell'Italia si sono elites, sia del Nord che del Sud, che sono 1) di bassa qualita' 2) con scadenti competenze di politica economica 3) poco oneste e poco civiche, cioe' orientate primariamente a usare lo Stato per gli interessi propri, della propria famiglia e della propria fazione, piuttosto che per l'interesse piu' generale di tutto lo Stato.

Queste elites di bassa qualita' e di scadente senso civico hanno "sfruttato" il dislivello di sviluppo economico tra Nord e Sud per giustificare uno Stato centralista che raccoglie imposte sempre storicamente eccessive in rapporto allo sviluppo economico del Paese, con lo scopo dichiarato e sbandierato di finanziare lo sviluppo economico del Sud e i consumi dei residenti meridionali, ma in realta' col fine reale e la prassi reale di appropriarsi di parte del flusso dalle risorse comuni il piu' possibile a proprio vantaggio, a vantaggio della propria famiglia e della propria fazione.  Ovviamente piu' grosso e' il flusso di risorse pubbliche mobilitate, e piu' grande e' l'appropriazione privata che ne risulta possibile.

Per raggiungere questo scopo le elites hanno avuto buon gioco con cittadini/elettori mediamente meno istruiti rispetto agli Stati europei oltre le Alpi, e facili prede di ideologie o di derivazione cattolica, o comunista, o nazional-socialista che giustificano uno Stato tendenzialmente totalitario in economia, ovviamente "a fin di bene".

Questi sono i meccanismi che generano in Italia le distorsioni economiche piu' manifeste in termini di 1) compensi eccessivi ai vertici sia politici sia burocratici e giudiziari dello Stato 2) elevata corruzione derivante dall'amministrazione pubblica, con ulteriori guadagni illegali degli amministratori pubblici 3) eccessivi, discrezionali, ingiustificati sussidi statali alle grandi imprese (dai fondi per le cattedrali nel deserto del Sud, alle rottamazioni auto, allo sconto per i decoder del digitale terrestre). E mentre tanti ai vertici dello Stato hanno indennita' e pensioni milionarie, il sottosviluppo del Sud e' rimasto costante, anzi e' stato potenziato secondo me proprio dall'intervento pubblico.

Ora ritorniamo a Nord e Sud.  Chi ci perde dall'operato dello Stato italiano sono primariamente i cittadini comuni, ma non le elites del Nord e non le elites del Sud. Le elites nel Nord occupano il 20% circa dell'alta dirigenza dello Stato e intascano le reliative cospicue indennita', ma oltre a questo intascano sussidi e protezioni statali eccessive attraverso le grandi imprese assistite.

Alla fine della prima repubblica, ad esempio, qualcuno ha stimato che la Fiat aveva intascato nei 10 anni precedenti 10mila miliardi di lire di sussidi statali, piu' o meno corrispondenti al totale dei dividendi distribuiti.  Senza contare tutte le altre preferenze di Stato, come la protezione dalla concorrenza estera (vedi cessione preferenziale dell'Alfa Romeo), le rottamazioni, gli acquisti di auto blu, l'anomalo basso livello di investimenti statali in Ferrovie, l'anomalo elevato livello di spesa pubblica in autostrade..

In tempi piu' recenti lo Stato e' il primo garante degli extra-profitti oligopolistici di Mediaset, dei profitti da concessione / tariffa del gruppo Autostrade/Benetton. Anche Eni, Enel, Ferrovie godono di protezione statale (anche se in diminuzione) che garantisce extra-profitti da monopolio anche ad amministratori quando poco competenti e/o corrotti.

Le elites del Sud, meno abili e con minori mezzi per fruire di sussidi e protezione statale nell'impresa economica, collaborano nello sfruttamento delle risorse comuni occupando l'80% circa dell'alta dirigenza dello Stato e del para-Stato e fruendo delle relative indennnita'.

Non c'e' quindi semplicemente il Sud che infinocchia il Nord, ci sono elites sia del Sud che del Nord che collaborano per estrarre molto piu' che in altri Stati risorse pubbliche a loro vantaggio, in cambio di servizi molto piu' scadenti rispetto ad altri Paesi piu' avanzati.

Tutta questa appropriazione privata di risorse pubbliche, che non puo' che essere nociva per i risultati economici complessivi dell'Italia, ha bisogno di consenso democratico, che viene acquisito in due modi diversi.

Nel Sud lo Stato italiano acquisisce il consenso assumendo dipendenti pubblici in eccesso e pagandoli molto piu' delle corrispondenti posizioni private. Inoltre la Casta del Sud massimizza la spesa pubblica locale sia "a perdere", sia usando soldi pubblici discrezionalmente in cambio di tangenti e di voti clientelari.  Tutto cio' avviene anche nel Nord ma avviene molto di piu' nel Sud perche' perche' a parita' di spesa pubblica a disposizione si "comperano" nel Sud circa il doppio dei voti rispetto al Centro-Nord, perche' nel Sud il PIL pro-capite e' circa il 50% del Centro-Nord, e la disoccupazione circa tre volte tanto.

La parte maggiore e piu' resistente del supporto allo Stato centrale viene quindi acquisito nel Sud, fin dai tempi di Turati, che gia' ai suoi giorni osservava che il voto politico del Nord tendeva a collocarsi all'opposizione del governo centrale, mentre il Sud votava tendenzialmente a favore dello Stato centrale.

Nel Centro-Nord il consenso allo Stato si basa su due elementi che si combinano:

  1. 1) la diffusione di ideologie statal-centraliste di derivazione cattolica, comunista e nazional-socialista, che probabilmente fanno presa sulle masse sia per il mediamente basso livello di istruzione, sia per l'attitudine delle masse centro-settentrionali all'intruppamento in fazioni contrapposte, vere e proprie subculture combattenti tra loro, probabile eredita' delle fazioni medievali. Queste fazioni politicamente contrapposte sono cosi' focalizzate alla lotta contro la fazione avversa da perdere razionalita' e coscienza e da giustificare ogni misfatto se compiuto dalla propria parte;
  2. 2) il circo mediatico fatto di RAI-TV, Mediaset, e i giornali, guarda caso di proprieta' delle grandi imprese assistite.

Complessivamente i cittadini del centro-nord, soprattutto i lombardi, ci perdono da tutto l'ambaradan-Italia, perche' lo Stato prende circa 1000-2000 euro all'anno per residente del Centro-Nord per spenderlo nel Sud per acquistare consenso.  Le masse del centro-nord che sostengono questo sistema, e che ultimamente appaiono disposte anche a suggerire gigantesche tassazioni patrimoniali sulle loro proprieta' mobiliari ed immobiliari per salvare questo Stato, sono i veri utili idioti del sistema.  Ma il sistema non si basa sullo sfruttamento puro e semplice del Sud sul Nord, almeno secondo me.  Si basa sull'appropriazione privata di risorse pubbliche di una Casta congiunta e unita fatta da elites del Nord ed elites del Sud.  Il trasferimento di risorse da Nord a Sud e' una conseguenza accidentale dovuta al fatto che la spesa pubblica acquisisce piu' voti nel Sud, e che nel centro-nord e' piu' diffusa l'attitudine a fare l'utile-idiota per adesione ad una fazione ideologica . Infatti non si vede proprio nessuna rimostranza da parte delle elites del Nord riguardo il trasferimento, 100% improduttivo, di risorse da Nord a Sud.

Infine, pur essendoci trasferimento di risorse da Nord a Sud non e' nemmeno ovvio che in assenza dell'intermediazione statale il Sud starebbe peggio. Secondo i numeri di L.Ricolfi, il Sud ha PIL pro-capite circa il 60% della media italiana per due motivi, perche' la produttivita' per addetto e' a spanne l'80% del centro-nord, e perche' l'occupazione e' inferiore del 20-30% (vado a memoria). L'occupazione nel Sud e' molto bassa perche' per un misto di poca onesta' e poca competenza economica lo Stato italiano e i sindacati promuovono con gli stipendi pubblici e con i contratti nazionali salari uguali tra Nord e Sud a fronte di produttivita' e salari locali reali diversi. La reazione ovvia e scontata dell'economia privata e' quella di deprimere l'occupazione nel Sud Italia, in misura tale che non viene per nulla compensata dalla maggiore occupazione nel settore statale-pubblico. L'inocccupazione legale di massa nel Sud genera poi occupazione sommersa in attivita' poco complesse di infimo valore aggiunto, per cui complessivamente il PIL pro-capite del Sud invece di essere l'80% di quello del centro nord come sarebbe se l'occupazione fosse la stessa e i salari proporzionali alla produttivita' cala al 50% circa.  L'intervento pubblico di trasferimento di risorse piu' o meno porta il reddito spendibile in consumi nel Sud all'80% di quello del Centro-Nord, piu' o meno dove si collocherebbe se la distorsione dello Stato non esistesse, secondo me.

Giusto per far notare che io sono sostanzialmente d'accordo con molti dei punti fatti da AL qua sopra (dopo aver letto certe frasi, mi veniva di dire "amen").

Sono meno d'accordo che il cittadino lombardo non ci guadagni dalla situazione attuale: i.e.  quando per la BreBeMi si vogliono spendere 38 mln al km, mentre per la A20 se ne sono spesi (forse) 4, ed uno paragona i tracciati (*), è impensabile non pensare che di quei 34 mln di differenza al km, sì, una parte leonina finirà in tasca alle elites, ma una bella fetta, in maniera diretta o indiretta, finirà comunque alla popolazione locale.

 

(*) la Bre.Be.Mi passerà per zone piatte come un biliardo, la A20 passa, su 183km di percorso, per 282 viadotti e 155 gallerie, per un totale di 118km in galleria. Ogni volta che l'ho percorsa in compagnia di stranieri, non m'ha mai creduto nessuno che sia costata solo 4mln al km (bisogna però aggiungere che su un singolo passaggio, uno generalmente non nota che la qualità dei lavori non pare essere particolarmente elevata, per cui probabilmente un po di crema l'avranno succhiata anche da lì).

ono meno d'accordo che il cittadino lombardo non ci guadagni dalla situazione attuale: i.e.  quando per la BreBeMi si vogliono spendere 38 mln al km, mentre per la A20 se ne sono spesi (forse) 4, ed uno paragona i tracciati (*), è impensabile non pensare che di quei 34 mln di differenza al km, sì, una parte leonina finirà in tasca alle elites, ma una bella fetta, in maniera diretta o indiretta, finirà comunque alla popolazione locale.

I confronti internazionali indicano con chiarezza che negli appalti per autostrade e alta velocita' si ruba alla grande, e come riprova lo Stato italiano si e' sempre opposto strenuamente e ha ritardato con tutti i trucchi possibili l'applicazione delle norme UE che impongono appalti aperti almeno a tutte le imprese europee, allo scopo di assegnare gli appalti italiani ai soliti noti. In questi appalti con tutta l'evidenza statistica disponibile si ruba alla grande anche nel Centro-Nord.  Detto questo, questa spesa pubblica in eccesso e' una delle tante che ci sono in Italia, e quando si fa il conto di tutto in maniera ragionevole, come secondo me ha fatto Ricolfi, risulta che in termini di trasferimento di risorse lo Stato sposta ~85 miliardi del 2006 da Nord a Sud, di cui 35 si possono giustificare come solidarieta' massima secondo la definizione di Ricolfi, e 50 miliardi sono spesa aggiuntiva ingiustificata se non per l'acquisizione del consenso.