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Due implicazioni del caso Lega Nord

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Il problema non si e' mai posto nella forma in cui lo descrivi. Quindi poni una domanda alla quale non vale la pena rispondere.

Non solo perche' i "forcaioli analfabeti" erano decisamente piu' frequenti nella LN che altrove (i cappi sono un'invenzione leghista) ma anche perche' il panorama politico era leggermente piu' variegato.

In ogni caso, il problema non e' quello.  Il problema che noi abbiamo posto e' esattamente l'opposto: perche' chi poneva istanze federaliste ha SCELTO costoro come propri rappresentanti? Per dirla terra-terra: perche' i militanti della LN adorano ancora oggi gente come Bossi, Maroni, Borghezio, Castelli e Calderoli mentre si sono facilmente disfatti di un Pagliarini o di un Gnutti?

La giustificazione "ma dall'altra parte c'erano i comunisti che mangiano i bambini" non e' solo vecchia e falsa, e' anche irrilevante in questo contesto. 

L'elettore medio leghista, come tutti gli elettori medi di tutti i partiti, non è lungimirante né sufficienemente informato, ergo è ben probabile che la maggioranza degli  elettori della LN non sia in grado di apprezzare la differenza tra un buon candidato ed uno pessimo. 

 

C'è poi il voto "contro". Al momento del voto siamo consci che dall'altra parte vi siano forze politiche con propositi diametralmente opposti alle nostre aspettative. Da questo punto di vista una forza politca retrograda come le coalizioni di centro-sinistra costituiscono una vera e propria fucina di voti per partiti altrettanto scadenti "dall'altra parte" e, sottolineo, per i motivi sbagliati.

Possiamo allora votare Pagliarini, di cui sposo le posizioni, che nel frattempo si è candidato con La Destra (il che è tutto dire), fondare un altro partito o votare LN, nella speranza che "qualcosa porti a casa".

Dopo il 2000 il sistema si era consistentemente polarizzato e non c'era spazio per nuovi partiti, anche perché il centro-destra con la lega appariva "nuovo", quindi si era disponibili a dargli una prima possibilità (nda:il Berlusconi I non durò abbastanza per convincerci a non votarlo e cercare un partito nuovo di zecca). Sicché l'alternativa più credibile delle tre era votare LN e incrociare le dita. C'è quindi chi vota LN perché si fida, non avendo sufficiente informazioni, chi si vuole fidare, compiendo un atto di fede, e chi non ha nulla di meglio da votare.

 

Oggi forse c'è molto più spazio per i nuovi partiti, nuovi veramente, cioé senza retaggi storici di stampo fascio-comunista o leghista, e, forse, potrei impegnarmici pure personalmente (volantinaggio e nulla più eh). Ma allora era così.

 

Così, mi pare d'aver capito, fanno strada i pessimi dirigenti.