Titolo

Due implicazioni del caso Lega Nord

1 commento (espandi tutti)

l’elettorato del Nord, anche nella sua componente forse più istintivamente “incazzata” con le pratiche della casta e con il modo in cui lo stato italiano svolge le sue funzioni, rimane incapace di riconoscere a tempo debito i cialtroni, di eliminarli dal panorama politico e di impedire così che le proprie istanze vengano affidate ad una banda d’incompetenti.

E' vero che in tutta Italia, anche nel Nord e anche i piu' infuriati contro la Casta sono incapaci di punire elettoralmente i cialtroni, anzi gli elettori italiani sembrano avere una particolare predilezione proprio per i politici piu' cialtroni e (come osserva Travaglio) piu' inguaiati con la legge. Sarebbe pero' utile fare un confronto con gli altri Stati piu' avanzati dell' Italia per capire meglio i termini della questione. Una differenza a sfavore dell'Italia e' il fatto che i cittadini, gli elettori, sono storicamente meno istruiti e scolarizzati rispetto a USA, Francia, Germania, Inghilterra. Gli elettori italiani vengono da un passato recente di analfabetismo di massa, mentre nei Paesi piu' avanzati come l'Olanda l'alfabetizzazione di massa e' iniziata 4 secoli prima che in Italia. Tuttavia secondo me c'e' un fattore ancora piu' determinante del basso livello di istruzione medio degli italiani: la scadente qualita' delle elites italiane.

In Germania quando si scopre che un ministro ha copiato brani della tesi di dottorato, la societa' lo costringe a dimettersi e le espelle dai vertici della politica.  Ma se andiamo a vedere un po' piu' nel dettaglio non sono stati la massa degli elettori tedeschi ad espellere zu Guttemberg dalla politica tedesca: ci sono molteplici sondaggi che mostrano chiaramente che la netta maggioranza degli elettori tedeschi era incline a perdonare zu Guttemberg e contraria alle sue dimissioni, perche' il ministro aveva lavorato abbastanza bene e soprattutto aveva un'aria simpatica, onesta e valida.  In realta' chi ha costretto zu Guttemberg alle dimissioni sono state le elites tedesche, una evidente minoranza della societa' tedesca, a partire dalle elites politiche sia della parte avversa sia - fattore determinante - della sua stessa parte politica.  Particolarmente forte poi e' stata la reazione delle elites accademiche e delle persone piu' istruite. In Germania, evidentemente, le elites sono ancora sostanzialmente sane, ma soprattutto conservano un livello ragionevole di quei valori civici di onesta' che privilegiano l'interesse generale, e assieme all'interesse generale anche l'interesse di larga scala sia della categoria dei politici in generale, sia del settore accademico, sia in generale di tutti quei cittadini che lavorando duro hanno conseguito sudati titoli accademici.  Espellendo zu Guttemberg le elites accademiche e politiche tedesche hanno conservato la stima del resto degli tedeschi, hanno mantenuta piu' pulita, seria, onesta e valida la propria comunita', insomma hanno tenuto presente il vantaggio presente ma anche futuro di lungo termine sia delle proprie categorie sia della societa' tedesca.

Le elites italiane si sono quasi sempre comportate, in situazioni analoghe, in maniera opposta alle elites tedesche: la corporazione del cialtrone ha sempre difeso il cialtrone con l'obiettivo miope e di breve termine di proteggere il membro della propria famiglia, della propria corporazione, del proprio partito e della propria fazione. Il cialtrone italiano viene difeso di regola anche quando i sondaggi elettorali lo vorrebbero alla gogna.

Prendiamo poi in considerazione la Francia. Anche in Francia ci sono i partiti populisti, che da diversi lustri hanno un notevole consenso elettorale, come si e' visto anche ultimamente.  Non e' quindi la massa degli elettori francesi che preclude l'accesso alla politica ai cialtroni. Sono le elites francesi, le elites socialiste e golliste, che pur con sempre piu' ampie ondulazioni, finora hanno convenuto di allearsi per escludere i populisti quanto piu' possibile dal potere politico.
In USA e Inghilterra il ruolo delle elites appare meno determinante, perche' gli elettori sembrano meno inclini al voto populista, tuttavia mi sembra che anche in Inghilterra siano le elites piu' degli elettori a tener quanto piu' possibile ai margini partiti populisti come il BNP.

In conclusione ritengo che la determinante dei comportamenti italiani, anche per quanto riguarda i fatti recenti della Lega Nord, non siano gli elettori ma le elites, e per questo sono in disaccordo con gran parte della vostra analisi.

Innanzitutto, gli elettori della Lega Nord hanno un nucleo duro, attivo che ha ostacolato e non facilitato la recente opera di pulizia nel partito, per esempio andando ad acclamamare Bossi e accusando Maroni di tradimento. Tra parentesi, Bossi ha dovuto piu' volte pubblicamente chiarire che Maroni non e' un traditore. Una parte importante degli elettori della LN si fida solo acriticamente di Bossi.  Ritengo anche che la maggior parte degli elettori della LN seguano relativamente poco la politica e per quanto mi risulta non hanno espresso in alcun modo una determinante pressione per fare pulizia nel partito, piuttosto, come la media degli elettori italiani, mi sembra che gli elettori della LN siano particolarmente pronti a credere a teorie varie di complotti, subito evocate da Bossi e poi Calderoli, e invece smentite da Maroni.

Per quanto vedo io quindi non sono stati gli elettori della LN a forzare le recenti azioni del partito. Invece, i cambiamenti recenti interni alla LN sono opera della parte dei vertici del partito, parte che credo sia relativamente piu' qualificata e maggioritaria, che segue piu' o meno Maroni, e progressivamente nel tempo ha abbandonato la fedelta' di tipo stalinista verso Bossi. Il contrasto tra questa parte della LN e i pretoriani di Bossi si e' accentuata nell'ultimo anno: c'e' stato contrasto serio sul capogruppo alla Camera, poi sul segretario del partito a Varese, e la lotta era culminata nel decreto della Lega Nord federale che proibiva a Maroni di partecipare ad incontri pubblici coi militanti.  Sono tutti fatti documentati nella stampa.  A seguito di quel diktat, la parte maroniana della LN si e' ribellata, inviando credo oltre 200 inviti a Maroni ad incontri coi militanti dalla sezioni locali, e il decreto e' stato annullato.  Quello e' stato il segno determinante che nella LN la parte di Maroni aveva la maggioranza.  Le serie di malefatte stile ladri di polli che sono emerse recentemente hanno dato il colpo finale ai pretoriani di Bossi, cui sembra appartengano la magigor parte dei malfattori.

In conclusione, lo ripeto, quanto sta avvenendo nella LN non e' determinato primariamente dagli elettori ma dal prevalere della corrente maggioritaria di Maroni. Quanto sara' seria e pervasiva l'eliminazione dei cialtroni e la rifondazione del partito dipende dalla serieta' / onesta' di questa componente e non dagli elettori, la cui maggioranza si sarebbe bevuta la teoria del complotto come fanno abitualmente gli elettori italiani, dal PDL al PD quasi tutti inclusi. Non so se la LN, che ora e' screditata forse anche oltre la media degli altri partiti, riuscira' a recuperare la fiducia degli elettori.  Prima dei recenti scandali gli elettori italiani ritenevano la LN di gran lunga il partito piu' onesto tra quelli di una minima consistenza, con un enorme vantaggio sul PD.  Maroni apparentemente cerca di recuperare questo patrimonio di credibilita'. In ogni caso, questo inizio di pulizie di primavera nella Lega Nord e' un fatto positivo per la politica italiana, perche' andra' a costituire un termine di riferimento minimo con cui le pessime e corrotte elites politiche italiane degli altri partiti dovranno confrontarsi nelle prossime elezioni. E' evidente che rispetto all'andazzo comune in PDL, PD, Margherita, UDC, FLI anche solo il poco fatto fino ad ora dalla Lega Nord alza l'asticella. Ci vorrebbe una competizione al rialzo da parte degli elettori, per premiare i partiti che fanno di piu' per eliminare ladri e cialtroni, ma ho scarsa fiducia che cio' avverra'.