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Due implicazioni del caso Lega Nord

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Boldrin e Brighella hanno già manifestato disagio di fronte a certe interpretazioni che tendono a trovare nella storia remota la spiegazione di situazioni attuali. Non credo che intendessero negare valore a ricerche siffatte, ma piuttosto invitare a non azzardare le prime ipotesi che ci vengono in mente come spiegazioni definitive (benché si possa muovere loro lo stesso rimprovero, quando lamentano una cultura papalina e borbonica, quasi che fossero identiche).

A me pare che non si possa dimenticare, quando si fanno paragoni tra Italia ed altri stati europei, che la vicenda storica della prima non è uguale a quella di altri: l'unità d'Italia è alquanto recente, la divisione in entità diverse è durata per molti secoli ed ha inevitabilmente portato alla creazione di culture diverse, basti pensare al contrasto tra i comuni del centro-nord e il feudalesimo perdurante nelle Due Sicilie.

Francia, Inghilterra e Spagna hanno costruito lo stato nazionale  molti secoli or sono, due di esse connotandolo stabilmente di assolutismo (in Inghilterra ci provò Carlo I e ci rimise la testa); l'espansione coloniale ha verosimilmente contribuito a rafforzare il sentimento nazionale. La divisione della Germania forse è il frutto della debolezza dell'Impero, incapace sino ai tempi di Bismarck di sottomettere i principi locali, ma dominazioni straniere furono episodi limitati (invece in Italia durarono a lungo).

Un bel film di Kubrick testimonia che le decimazioni furono praticate anche nell'esercito francese. Non mi pare che il prestigio della République ne abbia sofferto granché.

Hai ragione, sono discorsi appassionanti ma, purtroppo, sono troppe le variabili da analizzare (da "saper analizzare") e da "pesare".