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Due implicazioni del caso Lega Nord

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... pron(t)o a credere che basti mettere dei politici "buoni" alla guida di una macchina statale completamente identica a quella esistente per poter ottenere risultati migliori e che il problema non sia, invece, quello di cambiare lo stato, ridurne i poteri, introdurre meccanismi di responsabilizzazione, eccetera.

...

Questi gli insegnamenti del caso Lega Nord. Insegnamenti che non rendono particolarmente ottimisti ma dai quali è giocoforza partire per pensare il futuro.

Secondo me il problema è che il sistema di potere in Italia è tale che chiunque arrivi nelle sue stanze, pur animato da buone intenzioni riformiste, ne rimane avviluppato ed impara ad usarlo (per continuare a stare al potere) invece di cambiarlo.  In pratica cio' che è successo alla Lega è di essere assorbita dal sistema. Ma era successo ad altre istanze, nei decenni scorsi. Milioni di voti al PCI ed al MSI erano chiaramente voti di protesta (non erano certo fascisti o comunisti) ma poi anche questa  è stata assorbita, prima con il meccanismo del consociativismo e poi con l'alternanza. 

 

Bisognerebbe capire come funziona questo sistema di potere.  Uno dei punti importanti è il sistema delle clientele. Che non riguardano solo piccole caste ma possono essere vaste e comprendere milioni di persone (e voti). Prendiamo la telenovela ICI-IMU.  Il 70% ed oltre è proprietario di casa sua (negli altri paesi occidentali siamo sotto il 50%, salvo eccezioni) per cui esiste una maggioranza che apprezza il fatto che qualcuno abolisca l'ICI sulla prima casa e poi  altri la aboliscano del tutto.  Anche la realtà delle pensioni di anzianità è un fenomeno di clientelismo e non tanto per i 2 milioni di casi ma per la dozzina di milioni che aveva aspettative di poterne usufruire.  Si creano quindi blocchi politici, a destra come a sinistra, che tendono a non modificare il sistema, per non perdere voti, ed aggiungere altri bocconcini clientelari all'elettorato (fa niente se le finanze pubbliche vanno a ramengo).

 

Tutto questo pero' è crollato alcuni mesi fa ed ora, pur con tutte le critiche del caso, abbiamo un governo "tecnico" che sta toccando proprio gli elementi di clientelismo economico-politico piu' vasto e pesante per i conti pubblici: prima le pensioni di anzianità e poi la tassazione delle case. Se l'operazione proseguità (RAI, spending review) penso che il sistema di potere si indebolirà abbastanza da poter essere scardinato.  Ma sorse sono troppo ottimista.  Alle prossiime elezioni ci saranno partiti che proporranno di togliere o attenualre la tassazione della prima casa e di riaprire finestre per le pensioni di anzianità? Come reagirà l'elettorato?

 

mah

tizioc 3/5/2012 - 09:42

Mah... io non imputerei ai politici di fare l'interesse di ampie fette dell'elettorato.  Il problema che lei sembra porre è la possibilità di spendere a debito impunemente, perché le generazioni future non votano.  Ma tale questione è stata radicalmente affrontata, prima con il patto di stabilità e di crescita europeo, ora con il fiscal compact (pur con tutti i limiti di questo strumento).  Il clientelismo vero e proprio è diverso: lì il politico fa l'interesse di gruppi ristretti che riescono con artifizi e sforzi di vario genere (non sempre illegali, sia chiaro) a spostare interi gruppi di voti.

Che l'esentare la prima casa dalla tassazione fosse una cattiva idea era facilmente comprensibile dai meno sprovveduti in materia.  Però ricorderà che sull'ICI prima casa esistevano degli effettivi problemi di capacità contributiva, che si è rinunciato ad affrontare nel modo corretto (ad esempio potenziando l'assistenza alle persone a basso reddito, e permettendo espressamente la dilazione dei pagamenti ai pensionati).

Che l'esentare la prima casa dalla tassazione fosse una cattiva idea era facilmente comprensibile dai meno sprovveduti in materia.

Ecco, io che sono molto sprovveduto, invece, chiedo perché. Non sarebbe fattibile avere almeno una franchigia sotto cui non si paga? O sarebbe distorsiva in qualche modo? Grazie :-)

Ecco, io che sono molto sprovveduto, invece, chiedo perché.

Perché le imposte immobiliari sono poco distorsive (soprattutto se finanziano comuni o municipalità), e quello che non si tassa con l'ICI va tassato in altro modo.  Se proprio si voleva mettere assieme "meno tasse per (quasi) tutti" e deficits don't matter [cit.], meglio tagliare ad esempio il cuneo sui redditi da lavoro, o la benzina.  Questo è anche il limite della franchigia; non distorce in sé (almeno a prima vista), però riduce il gettito.

certo, la tassazione patrimoniale che c'è nei cantoni svizzeri opera su questo principio ma si applica sul totale del patrimonio mobiliare ed immobiliare,  è progressiva (anche se con un rate di salita molto blando e con aliquote non da rapina che si esprimono in millesimi per evitare troppi zeri davanti). Quindi ipotizzando una zona non imponibile di 30'000 per componente del nucleo familiare franchi (che varia di cantone in cantone) che sia una casa o che siano i risparmi per la vecchiaia non importa.  Mariti, moglie e due figli a carico non pagano nulla sui primi 120'000.  L'imposta è locale, naturalmente, e se hai 10 case paghi molto di piu' di 10 singoli con una casa a testa, per la progressività.

Che potrebbe essere riformulata così: quanto pesantemente deve cambiare la vita quotidiana di ognuno di noi prima di arrivare a capire che qualcosa deve cambiare? Quanto ci dobbiamo impoverire per riuscire a rinunciare alle tesi complottistiche, allo scaricabarile e all'atteggimento ora struzzesco ora semplificatorio (quello per cui basta tagliare le auto blu per far lavorare milioni di persone)?

No, non lo voglio sapere...