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Due implicazioni del caso Lega Nord

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 Questo allargamento del voto dipende anche dalle pressioni dei politici e delle elites cattoliche e social-comuniste che avevavo l'obiettivo di prevalere elettoralmente su Destra e Sinistra storica sfruttando la loro maggiore capacita' di mobilitazione e convinzione sugli analfabeti e le persone meno istruite. La stupidita' e la nocivita' del comportamento delle elites specie cattoliche e social-comuniste italiane si e'resa manifesta in pochi anni quando Mussolini conquista oltre il 50% dei voti


Destra e Sinistra storica non esistevano più dai tempi di Depretis... è come dire che il '68 si opponeva al governo di De Gasperi e Scelba. C'è di mezzo Giolitti, e per decenni. E prima di Giolitti la crisi di fine secolo...hai presente? Bava Beccaris? Anche lui colpa delle élites socialcomuniste?

Le date sono importanti. Una parolina sui limiti culturali delle élites liberali ci starebbe.

Poi, nel '19 non è questione del voto agli analfabeti, viene introdotto il sistema proporzionale, proprio per sbaraccare il notabilato clientelare favorito dal sistema uninominale. Non è un caso che poi le elezioni del '24 vinte da Mussolini (colpa delle élites socialiste. Certo. Stai a vedere che Mussolini l'ha fatto vincere Matteotti) sono fatte con un sistema elettorale molto diverso, con un enorme premio di maggioranza, e con l'abbondante uso dello squadrismo. E comunque i voti non li prende il partito fascista da solo, ma un listone nazionale pieno di conservatori "liberali" e sedicenti "moderati". Quelli che secondo te voterebbero con cognizione di causa. Invece nel '21, grazie al voto degli analfabeti catto-social-comunisti, i fascisti presero lo 0,5...


In quanto alla qualità delle élites cattoliche, beh, il danno prodotto da non expedit,  Sillabo e  crociata antimodernista  se lo sono fatti da loro. Per non dire del cattolicesimo veneto (google "Paron Stefano Massarioto" e quello che successe quando i liberali candidarono l'ebreo Luzzatto... roba da Protocolli degli Anziani di Sion, e che spiega le radici profonde della xenofobia leghista). Però pure Sturzo e De Gasperi erano mediocri?


Parlere di élites social-comuniste nel '19 quando il PCdI viene fondato nel '21, vabbè.

La scarsa qualità delle èlites di sinistra: suppongo che quell'analfabeta di Gramsci, o quei trogloditi di Emilio Sereni (lo storico dell'agricoltura) e Rodolfo Morandi (dell'industria) siano un caso esemplare. Vuoi mettere con Guareschi?


le elites italiane sia cattoliche sia social-comuniste hanno continuato nella loro tradizione storica di favorire il voto semi-analfabeta e indottrinato rispetto alla promozione dell'istruzione di massa di cittadini liberi, autonomi e capaci di fare valutazioni politiche indipendenti


Mi sono perso qualcosa. Dunque, vediamo, le élites che hanno creato riviste come Rinascita e il Mulino, o case editrici come Einaudi, Feltrinelli, Editori Riuniti, Il Mulino, Marietti ecc. ecc. volevano favorire il voto analfabeta e indottrinato. Alle feste dell'Unità non c'erano mai stand di libri, ma grandi manifesti con su "L'ignoranza è forza", I suppose. E da parte loro c'è stata una furiosa opposizione alla scolarizzazione di massa, infatti la scuola media unica e l'elevamento dell'obbligo l'hanno fatto i Klingon e i Vulcaniani.

Sarà, ma io ho letto Locke e Smith in edizioni degli Editori Riuniti, e la Storia del liberalismo europeo l'ha pubblicata, e la tiene in catalogo da decenni, Feltrinelli. 



Insomma, io non pretendo di dare lezioni di fisica, ma tu continui a ripetere una vulgata reazionaria (sì, reazionaria, le parole hanno un senso) che non ha alcun fondamento storiografico.  E in questo sei molto italiano, preconcetti e disinformazione uber alles.

 

 

 

Gramsci?

tizioc 3/5/2012 - 12:11

La scarsa qualità delle èlites di sinistra: suppongo che quell'analfabeta di Gramsci,

Suvvia, lei sta citando il massimo teorico dell'indottrinazione e della propaganda marxista, preso a modello dall'URSS.  Gramsci sarà stato una persona istruita, ma il suo obiettivo dichiarato era di sovvertire ed erodere la cultura delle elite dominanti e creare un vuoto ideologico ed istituzionale, per spianare la strada al totalitarismo. In realtà, questo rafforza le responsabilità che Lusiani attribuisce alle "elite socialcomuniste".

a parte che anche un liberale come Croce ha scritto cose ben diverse su di lui, Gramsci ha spiegato come funziona il meccanismo dell'egemonia in ogni, ripeto OGNI, società. E l'alternativa all'egemonia è la repressione pura e semplice (quello che poi Gramsci imputava a Stalin).
In quanto a sovvertire ed erodere la cultura delle élites dominanti... che c'è di male? Lo hanno fatto gli Illuministi, lo hanno fatto i fisiocratici, l'hanno fatto Lutero e Ben Franklin.
E viste le élites italiane (Papini? i nazionalisti che "io sono uno che gli immortali principi della rivoluzione francese gli fanno schifo"?Cadorna?) era cosa buona e giusta.
Poi, Gramsci preso a modello dall'URSS... beh, è semplicemente sbagliato fattualmente, come dire E=mc3 o che il teorema di Pitagora dice che il prodotto dei cateti è uguale all'ipotenusa. La letteratura in merito è sterminata.

Poi, Gramsci preso a modello dall'URSS... beh, è semplicemente sbagliato fattualmente, come dire E=mc3 o che il teorema di Pitagora dice che il prodotto dei cateti è uguale all'ipotenusa. La letteratura in merito è sterminata.

Sarà.  Ma che il KGB abbia messo in atto "misure attive" nei paesi occidentali, e che tali misure si siano basate anche sulla "guerra di posizione" culturale (ad esempio il sostegno mirato di alcune associazioni della società civile, non necessariamente politiche ma culturalmente "di sinistra") allo scopo di indebolire l'Occidente, è abbastanza comprovato.  E questa tattica oggettivamente era stata messa per iscritto da Gramsci, oltre che forse da Gyorgy Lukacs.

E quindi questo cosa dimostrerebbe (se non il suo pavloviano anticomunismo)? La questione della discussione e' l'affermazione secondo la quale le cosidette elites social-comuniste si siano opposte "all'istruzione di massa di cittadini liberi, autonomi e capaci di fare valutazioni politiche indipendenti"

 

Il ruolo culturale delle case editrici di sinistra e' gia' stato fatto notare, ma vorrei anche ricordare chi fu, in Italia, a pubblicare il dottor Zivago. Gisto per smentire l'idea che a taluni tanto piace di una sinistra italiana eterodiretta dal KGB.

 

Poi ci sarebbero le battaglie per il diritto allo studio, le 150 ore e quant'altro; io aspetto ancora un argomento piu' raffinato del "non vale, erano comunisti".

Per contro mi sembra che nell'italia liberale di fine '800 (erano altri tempi, certo) non ci fosse un gran interesse a far studiare i figli dei pezzenti, per non parlare dell'interesse a realizzare forme di mobilita' sociale tramite l'istruzione.

Feltrinelli

tizioc 3/5/2012 - 16:59

Il ruolo culturale delle case editrici di sinistra e' gia' stato fatto notare, ma vorrei anche ricordare chi fu, in Italia, a pubblicare il dottor Zivago. Gisto per smentire l'idea che a taluni tanto piace di una sinistra italiana eterodiretta dal KGB.

Beh, il ruolo di Feltrinelli è già stato fatto notareda Marino_bib, ma era un personaggio chiaramente eccentrico - nel bene e nel male - oltre ad essere milionario.  Poteva permettersi una certa autonomia che non è così scontato attribuire ad altri.  E la pubblicazione del Dottor Zhivago lo costrinse sostanzialmente a restituire la tessera del PCI.

Comunque non mi interessa dimostrare granché; il mio commento verteva sulla stretta vicinanza tra le teorie gramsciane ed alcune operazioni dell'Unione Sovietica, non tanto in Italia ma genericamente nell'Occidente.

Poi, nel '19 non è questione del voto agli analfabeti, viene introdotto il sistema proporzionale, proprio per sbaraccare il notabilato clientelare favorito dal sistema uninominale.

Nel 1918 viene esteso il diritto di voto agli analfabeti, in una legge separata da quella sul sistema elettorale proporzionale. Da http://legislature.camera.it/cost_reg_funz/667/1157/1153/documentotesto.asp:

Il suffragio universale maschile fu introdotto con la legge del 30 giugno 1912, n. 666. L'elettorato attivo fu esteso a tutti i cittadini maschi di età superiore ai 30 anni senza alcun requisito di censo né di istruzione, restando ferme per i maggiorenni di età inferiore ai 30 anni le condizioni di censo o di prestazione del servizio militare o il possesso di titoli di studio già richiesti in precedenza.
Il corpo elettorale passò da 3.300.000 a 8.443.205, di cui 2.500.000 analfabeti, pari al 23,2% della popolazione.

[...]

Al termine del primo conflitto mondiale la legge 16 dicembre 1918, n. 1985, ampliò il suffragio estendendolo a tutti i cittadini maschi che avessero compiuto il 21° anno di età e, prescindendo dai limiti di età, a tutti coloro che avessero prestato servizio nell'esercito mobilitato.
L'idea di una riforma del sistema elettorale in senso proporzionale acquistò sempre maggiori consensi nel paese nel dopoguerra. Protagoniste di questa tendenza furono le forze politiche d'ispirazione socialista e cattolica, organizzate in partiti di massa, le quali aspiravano ad offrire una più estesa rappresentanza a quelle classi sociali che maggiormente avevano sopportato il peso della guerra.

Quindi la legge del 1919 amplia il diritto di voto agli analfabeti da 21 a 30 anni, oppure con servizio militare ma meno di 30 anni, che con la legge del 1912 non l'avevano. In una legge separata viene modificato il sistema elettorale in proporzionale.  Peraltro ai fini di quanto ho scritto il fatto che il voto agli analfabeti sia stato dato nel 1912 o nel 1919 o parte nel 1912 e parte nel 1919 non cambia nulla. E' addirittuta piu' indicativo della qualita' delle classi dirigenti italiane aver dato il voto agli analfabeti (concessione di Giolitti ai socialisti) nel 1911 che non nel 1918, dopo che centinaia di migliaia di soldati analfabeti o poco istruiiti erano morti o sul fronte o con le decimazioni.

La scarsa qualità delle èlites di sinistra: suppongo che quell'analfabeta di Gramsci

La qualita' delle elites non si misura dalla loro istruzione, ma dal loro operato. I comunisti hanno elaborato l'indottrinamento delle masse, i commissari politici, l'eliminazione anche fisica dei dissenzienti, un linguaggio astruso e incomprensibile, concetti come il partito unico e il centralismo democratico, e il culto personale del leader cui dare potere fino alla morte: tutti elementi che riproducono in modo speculare il modo di operare della Chiesa cattolica, solo con un taglio piu' sinistro, e tutti elementi inconciliabili coi valori della liberaldemocrazia basata sul confronto e la competizione democratica di parti e opinioni diverse.

e tutti elementi inconciliabili coi valori della liberaldemocrazia basata sul confronto e la competizione democratica di parti e opinioni diverse.

in astratto magari è vero. In concreto, se uno esamina la politica culturale del PCI, il suo dibattito interno e la sua politica (di cui sono molto critico, tra l'altro) non lo è.

Visto che non stiamo parlando di Bordiga, ma al massimo di Amendola e Berlinguer, delle due l'una: o il PCI negli anni '80 era un partito antisistema e quindi andava sciolto, e qualunque strumento per opporvisi era lecito, o non lo era. 

 A me sembra un ragionamento come dire, ass-backward: le élites italiane cattocomuniste (c'erano solo loro? ) devono essere per forza il peggio del peggio del peggio, perché così si può giustificare il sostegno a élites (parola grossa...) come quelle intorno a Berlusconi e Bossi. Altrimenti, se si accetta che Amendola, Ingrao, Moro, La Malfa sr. o chi altro erano anche solo uno 0,1% meglio di B&B tutta la costruzione crolla.


 

Quoto: La qualita' delle elites non si misura dalla loro istruzione, ma dal loro operato. I XXX1 hanno elaborato l'indottrinamento delle masse, i commissari politici, l'eliminazione (anche fisica) dei dissenzienti, un linguaggio astruso e incomprensibile, concetti come il partito unico e il centralismo democratico, e il culto personale del leader cui dare potere (fino alla morte): tutti elementi che riproducono in modo speculare il modo di operare della XXX2, solo con un taglio piu' sinistro, e tutti elementi inconciliabili coi valori della liberaldemocrazia basata sul confronto e la competizione democratica di parti e opinioni diverse. Sia XXX1 l'organizzazione che vuoi, a scelta Komunisti o Berluscoidi, sia XXX2 l'organizzazione sua antagonista , a scelta Chiesa o IDV o Grillini. Il Culto del Capo, Il Partito Unico, il Pensiero Unico, è tutto bellissimo. Il tutto con il BungaBunga (chè è un vero tocco di classe di esotismo, "me lo ha insegnato Gheddafi!"). A suo modo, "un glande" (cit. Titti, di Gatto Silvestro).