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Due implicazioni del caso Lega Nord

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Si è persa la capacità di sognare, di immaginare un mondo migliore, di lavorare per un'idea fondante e condivisa, per qualcosa che sia 'molto'

Di idealismo e capacità di sognare se ne trova a bizzeffe in realtà.  Peccato che da solo non basti e che sia anzi controproducente:  per farlo funzionare occorre una visione del mondo sensata, non fondata su banali pregiudizi ideologici.  Il dato di fatto è che dagli anni '80 ad oggi molti paesi hanno abbandonato la pianificazione economica adottando i principi del capitalismo liberale.  Scusate, ma se questo non è un mondo migliore e 'molto', mi mangio il cappello.  Il capitalismo puoi spruzzarlo anche su una pianta, e inizia a camminare e produrre qualcosa (vedere la Cina da Deng Xiaoping ad oggi).  Al secondo punto c'è il federalismo iperdemocratico sul modello Svizzera:  il paese che ora vuole impedire l'immigrazione ai tedeschi perche rubano posti di lavoro! Ora la priorità è spiegarlo con calma agli italiani, contrastando decenni se non secoli di propaganda.

Strano che non faccia sbocciare nulla qui quest'acqua miracolosa.

Se chiedi sacrifici devi avere un obiettivo, un'idea di società, di civiltà. La capacità di un politico deve essere anche quella di aggregare attorno ad un sogno che per anni è stato il grasso, comodo, televisivo messaggio del centro destra. Un po' poco come sogno e ideologia. Ed è l'unico sogno ancora in auge. Sogno in contraddizione con l'idea di sacrificio. Allora emerge imponendosi l'idea di privilegio, di diritto divino, di casta.

Riaffiorano tutti i peggiori sentimenti e le continue spartizioni.

Spruzza, spruzza!

Mi auguro solo che non si torni a dover morire in piazza o assaltare i forni.

Il modello di società a cui faccio riferimento è quello liberale, integrato da un grado più o meno spinto (questione di preferenze politiche) di equità sociale.  Non è un'idea politicamente di parte, e non corrisponde minimamente con quanto le destre hanno fatto in questi anni, anche se talvolta rivolgono ad esso un'attenzione strettamente superficiale e di facciata.

Peraltro va ricordato che Mario Monti insediandosi al governo aveva preannunciato "sacrifici per la crescita", ma la seconda parte è del tutto scomparsa, perché Monti si è trovato senza l'appoggio politico per realizzarla.  Se ora vogliamo semplicemente convincerci che i sacrifici per l'austerità sono una buona cosa, possiamo solo appellarci alla strenua difesa della credibilità nazionale e del nostro ruolo nelle istituzioni europee.  Ma saremmo comunque consapevoli di scegliere tra la padella e la brace.