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Due implicazioni del caso Lega Nord

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Alcune considerazioni post voto: 

1.       Come correttamente anticipato da B&B l’elettorato leghista si è liquefatto così come il voto pdl (morto il principe si cambia strada…). Good. 

2.       Esiste una quota rilevante dell’elettorato (vi includerei anche gran parte di chi ancora si astiene, disgustato, dal voto) disposta a votare a favore del cambiamento, a prescindere dalle soluzioni politiche adottate dalle formazioni outsider come il m5s. Good but not so good. 

3.       Lo sappiamo, mediamente il popolo è ignorante (nel senso che ha grosse lacune informative su ciò che gli accade intorno) e tontolone (nel senso che ha forte tendenza a farsi abbindolare e per capire ciò che gli accade intorno necessità di molto tempo e di rilevantissima evidenza empirica). Bad. 

Ora, come si organizza il 'vero' cambiamento con queste condizioni di fatto?  

Si fa presto a cavalcare l’onda in questo mare, basta sfruttare il momento favorevole e porsi in antitesi rispetto alle fomazioni responsabili del disastro. Senza grossi sforzi di memoria mi viene in mente la lega di 20 anni fa. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. 

A mio modesto avviso, occorre innanzitutto cambiare le regole del gioco e trovare un modo affinché (quelle che saranno) le nuove èlites politiche vengano selezionate con un processo democratico che parta dal basso, dalla base dell’elettorato. Processo non semplicissimo (vedi punto 3) e non necessariamente in grado di trovare soluzioni ottime e/o ideali ma che dev’essere in grado di garantire la possibilità di revocare i propri rappresentanti quando questi si dimostrino indegni del mandato conferito.  

Ma prima ancora occorre che gente di qualità si autocandidi...