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Per usare bene il bisturi occorrono endoscopi efficienti.

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Scusa, cosa intendi in sintesi per informatica distribuita, in che modo e tempi si dovrebbe applicarla?

In ogni caso, non so il contesto messicano, ma quello Inglese è fantascienza rispetto al nostro, loro probabilmente non solo hanno i dati che noi non abbiamo, ma sono anche dati INTEGRI e COMPLETI, ovvero oltre ad esistere senza essere facilmente persi/distrutti DEVONO ESSERE ANCHE VERITIERI!!!

In Italia non potremo averli prima di un decennio, ma quali sono i presupposti per realizzare questa infrastruttura ICT e avere dei dati congrui e disponibili?

Ambito di realizzazione infrastruttura tecnologica:
Irrealizzabile, infatti solo limitandoci all'ambito della realizzazione di queste infrastrutture ICT si dovrebbe radicalmente cambiare le modalità con cui noi lavoriamo e con cui realizziamo e assegnamo le attività, ovvero un cambio culturale che da noi è impensabile. Strategicamente in Italia partiamo male, perchè noi pensiano che sia preponderante la lettera C (communication) mentre invece l'investimento e la progettazione principalmente  è sulla I (Information).
Restringendo ancora l'ambito sull'IT, assumendo anche che abbiamo risolto la parte CT, l'infrastruttura IT sarebbe comunque irrealizzabile solo nella fase iniziale di progettazione, in quanto SONO QUASI INESITENTI LE STRUTTURE NEGLI ENTI CHE SONO IN GRADO DI FARE LA PROGETTAZIONE DI INDIRIZZO E CHE SONO QUINDI IN GRADO DI SCRIVERE I REQUISITI TECNICI al di là di qualche singolo componente ferroso (HW). Il vincitore del bando (amico o nemico che sia) ti fornirà la sua infrastruttura obsoleta e che conosce solo lui, generalmente poco integrabile con il resto dell'infrastruttura ICT già presente nell'ente

Ambiti di gestione dell'infrastrattura tecnologica:
ma avete idea di chi sono i manager degli enti che gestiscono o seguono i fornitori delle infrastrutture ICT, indovinate come hanno fatto carrierra? Avete idea di cosa hanno sotto di loro e di come sono organizzati, non sanno neanche cosa significhi ITIL (per non parlare di ISO 27001 ex BS7799 per la gestione dei processi di sicurezza) indipendemente dall'entità e qualità delle persone che hanno sotto, e magari volete anche che i dati siano anche disponibili e confidenziali negli enti ... ridicolo.  In ogni caso le risorse economiche dipendono dalle strutture politiche dell'ente e che considerano i sistemi informativi un accessorio e non un motore, in ogni caso meno importanti del mantenimento di un cane (come mi ha spiegato un assessore di un comune, anche le leggi non hanno mai mandato veramente in galera qualcuno per non aver realizzato degli adeguati sistemi informatici).
ITIL e BS7799 provengono da BUONE PRATICHE ANGLOSASSONI (BS sta infatti per British Standard), se si pensa che in un contesto di generali WORST PRACTICES si possano ottenere dei risultati analoghi  è per me fantascienza, PARLIAMO INFATTI DI DUE MONDI CULTURALMENTE DIFFERENTI.

Allarghiamo l'ambito sui processi di gestione degli enti:
Il problema dei dati non è solo legato all'esistenza delle banche dati su quello che si acquista nella PA centrale e località, questi sono una parte dei dati, INFATTI MANCA IL TRACCIAMENTO DEI PROCESSI DI GESTIONE DEGLI ENTI che sono parte integrante di questi dati, non ho bisogno di avere gli altri dati per sapere che le cose sono fatte senza nessun riscontro anche nelle modalità e nella tempistica, dobbiano iniziare ad investire nell'ICT che permette di tracciare e automatizzare i processi di gestione per sapere dove si fermano le pratiche, come meglio distribuire le risorse umane ed economiche, LA COMPLETEZZA DELLE INFORMAZIONI RENDE L'ANALISI DEI DATI CONGRUA E VERITIERA.

forse informatica distribuita non era il termine corretto: intendevo dire la facilità di accedere e operare da diversi punti a db e programmi centralizzati. In ogni modo nella multinazionale in cui lavoravo fino a metà anni 90 i dati erano inviati ogni cut off (cut off uguale per USA, Giappone ,  Europa ed Asia) a batch dalla periferia al centro e rinviati, dopo rielaborazione, ai vari uffici. A meno dei rebates ai distributori, tasse, write offs, poste straordinarie che venivano  elaborati a fine mese, si era in grado già da allora di produrre (non che lo si producesse) di un Profit & Loss giornaliero. 

Per l'integrità dei dati esistono anche programmi standard che la garantiscono ad un alto livello e possono isolare quelli sospetti.

Certo che non è facile per quell'ospedale geriatrico che è l'alta dirigenza pubblica e i pochi giovani hanno speso più tempo a leccare che non ad occuparsi di nuove tecnologie, ma non è impossibile.

Qualsiasi multinazionale elettronica utilizza in n sedi sparse per il mondo migliaia di pn (i prodotti che ogni fornitore chiama in modo diverso)  e non acquista in base a un prezzo standard ma a un best price che si forma più o meno come ho descritto nella risposta a Carlo. In caso di fusioni o acquisizioni le procedure vengono unificate in uno due mesi perchè tutte più o meno si basano sugli stessi criteri. Ora l'Italia o fa qualcosa del genere o dimentichi di potere risparmiare sugli acquisti alcunchè.

Certo una procedura simile avrebbe quasi automaticamente escluso in Puglia i Tedesco e i Tarantini. Siamo sicuri che il Governo voglia ridurre la spesa e non ingrassare gli amici.

L'una o l'altra entrambe sono incompatibili.

ed è in ogni caso impossibile da risolvere in quanto, lo ripeto, non esistono e non esisteranno strutture organizzative  in grado di poter progettare e implementare tali infrastrutture.

Anche se si creassero tali organizzazioni i risultati tecnici sarebbero:
a) poco influenti nel rapporto costi/benefici;
b) organizzativamente e politicamente non applicabili/implementabili.

a) :
- abbiamo dei costi ENORMI sui contenziosi degli appalti, l'authority di vigilanza sugli appalti è principalemente finalizzata ad evitare i ricorsi al TAR, quindi generalmente legati all'assegnazione e gestione della realizzazione del bando, a causa di vizi di forma nella scrittura o vizi di contenziosi sulla implementazione della fornitura;
- abbiamo dei costi ENORMI sulla progettazione e i benefici dei beni e servizi che acquistiamo, non dico che non potremmo risparmiare sulla carta igienica, ma sul resto della carta si, purtroppo non c'è nessuno che entra nel merito della progettazione con i requisiti tecnici di indirizzo E ANCORA MENO SULLA NECESSITA' STESSA DEL PROGETTO.
Ho indicato in precedente post come la Regione Sardegna voglia spendere più di cento milioni di euro per tablet e lavagne digitali per le scuole sarde, che saranno obsoleti e distrutti dai ragazzi in due anni, continuando imperterreti  ad avere le scuole senza sistemi informativi. QUALCUNO MI DEVE SPIEGARE CHE CACCHIO SERVE COMPRARLI AL MIGLIOR PREZZO, non certo lo stato italiano che si è complimentato con la Regione Sardegna.

b)
come già detto non ci sono fondi e organizzazioni negli enti per il governo e la gestione dell'ICT, sarebbe inoltre necessario una forte azione politica per  fare delle modifiche alla finanziaria stessa che neanche le associazioni dal basso percepiscono, faccio un esempio su cosa dovrei iniziare a fare se volessi informatizzare gli enti locali:
modificare il patto di stabilità ed alcuni vincoli come quello delle risorse sulla formazione ... e si cari miei, lo stato ha ucciso l'innovazione tecnologica  di tutti i comuni ed enti locali italiani solo agendo sul capitolodi spesa  della formazione; è evidente  che per innovare l'ICT devi alla fine FORMARE il personale dipendente nell'utilizzo delle nuove applicazioni (e non sto neanche parlando dell'organizzazione di progettazione e governance dell'ICT), ebbene tutti i comuni italiani hanno il vincolo di non poter spendere per la formazione più del 50% di quello speso nel precedente periodo (già questo ti uccide l'innovazione), molti comuni che non hanno precedentemente  speso a fondo il capitolo della formazione si trovano il caiptolo con il 50% di un importo che tende allo ZERO, DA ADESSO IN POI I COMUNI CHE INVESTIRANNO IN ICT PER AUTOMATIZZARE E DEMATERIALIZZARE  I PROCESSI NON AVRANNO LA POSSIBILITA'  FORMARE I DIPENDENTI, ANCHE AVENDO UN BILANCIO RICCO  NON POTREBBERO UTILIZZARLO PER QUEL CAPITOLO!!  

A me sembra evidente che in un tale marasma di mancanza di organizzazioni competenti , mancanza di fondi e mancanza di valutazione di impatto delle normative non si può costruire nulla, ancor meno se parliamo di infrastrutture informatiche complesse.

..una quindicina di anni fa per un paio di anni, dopo una serie di attività di gestione e monitoraggio di sistemi e reti "Internet" dalla loro nascità in Italia, ho avuto il seguente ruolo e attività  :

"Responsabile e coordinatore della gestione sistemistica dell’insieme di database del sistema informativo di Telecom Italia Net (TIN) e del relativo sistema di replicazione dei dati su ambienti multipiattaforma. Tale attività comporta il coordinamento della progettazione, gestione e performance tuning delle applicazioni software che compongono i database e i replicatori di dati, nonché dell’analisi di tutte le attività che gli altri applicativi richiedono ai medesimi e delle attività che il sistema stesso richiede all’infrastruttura hardware e di rete. "

Ovvero dovevo gestire sia a livello di coordinamento, che operativamente come DBA, i dataserver e i replication server (mantenendo l'integrità e consistenza dei dati e delle relative strutture dei DB) ,  quello che dal di fuori viene visto come centralizzato è generalmente mooolto distribuito, ma soprattutto accessibile ad una miriade di applicazioni che attraverso gli utenti (una miriade di utenti, tecnici sistemisti e applicazioni più o meno batch) accedono ai  dataserver che gestiscono i database, non a caso il disegno architetturale dell'insieme delle applicazioni e dei database era stato soprannominato "La tarantola", ovvero chi lo tocca rischia di morirci.

Se non ho capito male, più o meno quello che intendevi dire come "la facilità di accedere e operare da diversi punti a db e programmi centralizzati", o sbaglio?