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L’euro non c’entra

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sinceramente non capisco questo modo di portare avanti un ragionamento/dialogo. Stai combattendo contro degli interlocutori immaginari? Degli straw men? Ho fatto una domanda precisa e mi hai risposto altro, Costantino Caldarella ti parla del sistema paese e tu e la prendi con fantomatici anti statali di cui nessuno stava parlando che dovrebbero scendere in strada contro la burocrazia!? Senza offesa ma sembra il barsport che quando si discute se era o meno fuorigioco salta su qualcuno a dire "perchè settimana scorsa c'era il rigore che vi hanno dato?" Accusi gli altri di pregiudizi ideologici ma mi sembri tu quello che legge i commenti vedendoci cose che non ci sono.

ti ho linkato un paper della Bocconi che mostra i dati della bilancia dei pagamenti prima e dopo la svalutazione del 1992, ne spiega i meccanismi, parla con dovizia di cosa è successo... e mi si viene fuori col PIL, che comprende altri 3 settori oltre che il saldo delle partite correnti, e poi con la classifica di facilità di fare impresa... e poi sono io che cambio discorso?

Se uno mi parla di PIL, parlo allora anche di consumi, investimenti e spesa statale (sai com'è, ci sono dentro anche quelle 3 voci), se mi parli di facilità di fare impresa dico che il problema è la giustizia civile e la burocrazia.

Se mi parli di tattica del fuorigioco poi non irritarti se ti rispondo a proposito dello schema a zona... cmq non c'è problema, eviterò di rispondere ai commenti che non c'entrano col discorso. Su questo hai ragione. 
 

O provochi oppure i tuoi ragionamente sono privi  di connessione logica.io propendo per la prima opzione.

Corrado Ruggeri ha chiesto questo:

  se esistono studi che dimostrino che, effettivamente, la svalutazione della lira abbia trainato l'economia italiana

1)non ha chiesto se la svalutazione abbia incrementato il surplus delle partite correnti.ha chiesto se è aumentato il Pil,IN VIRTù DELLE ESPORTAZIONI -IMPORTAZIONI.IL PIL E' LA GRANDEZZA CHE VIENE  USATA PER MISURARE IL REDDITO  DI UN PAESE.NON Le partite correnti.io gli ho risposto che un tasso di crescita sconvolgente  del Pil non c è stato.Ma siccome la tua tesi preconfezionata è quella dei tedeschi cattivi che non ci fanno crescere,del cambio che non si aggiusta ,della deflazione slariale nei confronti dei lavoratori, e non invece delle(italiane) spese folli,della produttività decrescente, delle tasse alle stelle ,delle pensioni regalate, di una popolazione lavorativa con un mediocre livello formativo,  di mercati ingessati,di un sistema di leggi nel quale non si capisce mai nulla, SEI ENTRATO DI SPONDA  A DIFENDERLA come l'hai vista non supportata dai dati.

DAL 93 AL 97 siamo cresciuti in media dell'1,44 ALL'ANNO(erano quelli gli anni d'oro del nostro export,dico bene?)  non del 5-6%perchè evidentemente il nostro problema NON SONO LE ESPORTAZIONI,SONO ALTRE LE COSE CHE CI FREGANO.NON SO SE LO SAI MA OLANDESI(soprattutto) E  AUSTRIACI    HANNO AUMENTATO  IL LORO SURPLUS EPPURE ANCHE LORO HANNO AVUTO LA SFIGA DI AFFRONTARE QUEGLI ODIOSI MANGIASALSICCE,RUBA MERCATI

 

La questione della facilità di fare impresa era in risposta alla tua richiesta disperata di aiuti nei confronti della Merkel.vedi,si dà il caso che   chi guida una nazione in maniera seria ci pensi un attimino prima di capire come spendere i soldi dei contribuenti. e sia restia a pagare le spese di una paese di matti come il nostro.non è che tutte le classi dirigenti sono come quelle italiane che a quanto pare tu riesci solo ad adorare.

MA per favore 

 

P.S

Ma cosa ti è capitato con i tedeschi (ogni 3 parole ripeti tedeschi alemanni e statalisti),ti hanno fatto qualcosa?Lo puoi dire sei tra amici.Dai su,ci parlo io.

Innanzitutto ringrazio Tizioc per avermi voluto dare la sua risposta.

Guerani, non avevo visto l'estratto del testo bocconiano da te postato. Quel che vedo, in effetti, è che ogni qual volta l'Italia, per un qualche motivo, ha fissato il suo tasso di cambio, il suo saldo commerciale è divenuto negativo. Vero. La spiegazione data nel testo è che il differenziale di inflazione tra l'italia e i partner commerciali era notevole.

 

Mi pare altrettanto evidente, però, che tale fenomeno sia occorso per la prima volta ben 20 anni prima delle famigerate "riforme Hartz" implementate dalla Germania di Schroeder le quali, oltre ad aver causato "fame, povertà e insicurezza" (a detta dei detrattori) tra i tedeschi, sono anche imputetate di aver dato origine agli squilibri interni alla UE. Allora, forse, non sono queste l'origine di ogni Male...

 

A questo punto, invece di farci tante seghe mentali su cambi fissi o fluttuanti - visto, tra l'altro, che i 17 Paesi dell'Unione Monetaria hanno deciso con entusiasmo e liberamente di aderire alla moneta unica per un motivo o per un altro- o su "politiche europee dei salari", perchè non ci focalizziamo sul cercare di risolvere i peculiari problemi del nostro paese, i quali ci conducono, ogni qual volta non possiamo giocarci la carta della svalutazione, ad essere meno competitivi? Per entrare nella metafora calcistica: 3 volte su 4 il Real Madrid, anche quando ha l'arbitro contro, riesce a vincere. Ps Questo lavoro pubblicato su VoxEU, anche se non lo condivido (per quanto io ne possa capire, con le mie ristrette conoscenze della materia) ha però una tabella interessante, la seconda. La conclusione che traggo dalla sua osservazione è che, mentre la famosa deflazione salariale tedesca non mi pare niente di eccezionale, il costo del lavoro nel PIIGS è esploso.

Guardate l'Italia, la Spagna e, soprattutto la Grecia. Si può crescere ed essere competitivi con salari crescenti ma produttività calanti o stagnati?

A parte che io concordo con quel paper di Voxeu, il problema è esattamente quello che noti anche tu ma bisogna mettere in ordine di causa ed effetto cosa succede.

l'ULC è il costo del lavoro relativo all'output, cioè al PIL. Come tutti i rapporti può salire per due motivi, o aumentano i costi o diminuisce l'output.

Considerato che anche l'Istat conferma che i salari sono pressoché fermi da anni (aumento lordo retribuzioni 99-12 32,75% CPI 30,9) e lavoriamo più ore che i tedeschi (dati OECD 2010 1778 ore x occupato contro 1408)  il problema è evidentemente nell'output.

A questo punto hai due strade.

La prima è quella di far costare meno il lavoro: quindi ridurre i salari e/o abbassare il peso fiscale sul lavoro. Insomma le riforme Hartz. Che però sono state fatte mettendo anche in campo una serie di ammortizzatori sociali e tagli su tasse che hanno un costo immediato sul bilancio pubblico per poi pian piano negli anni successivi essere riassorbiti dalla migliore competività. 
Siamo in grado di farlo rispettando i parametri dell'austerità? Domanda retorica... NO. Anche la Germania sforò i parametri di Maastricht per fare le riforme hartz.

La seconda è aumentare l'output, ma anche qui se non hai l'effetto calmierante di un cambio flessibile che rende più convenienti i tuoi prodotti è una cosa complicata. La Germania tenendo più bassa l'inflazione del target UE (2%) ha reso via via meno costosi i suoi prodotti sul mercato "interno" dell'eurozona. E l'inflazione si tiene bassa principalmente tenendo fermi i salari, cioè non adeguandoli alla crescita della produttività. Questa è stata la deflazione salariale tedesca, l'unica possibile "svalutazione" in un sistema di moneta unica, che però è una politica "beggar thy neighbour" che non mi pare compatibile con una Unione economica dove, in teoria, ci dovrebbe essere collaborazione e non guerra commerciale.

Questo per rispondere anche a chi dice che sono anti-tedesco. Se vogliamo mantenere l'Eurozona non andrebbe nemmeno bene che l'Italia vincesse la competizione dei costi con i tedeschi e rovesciasse la situazione. Avremmo sempre degli squilibri. 

Fra l'altro questi squilibri sono stati finanziati dagli stessi che sono in surplus commerciale, in poche parole la Germania ha fatto quello che fa la Cina con gli US, finanzia i consumi delle sue esportazioni. Che è poi quello che facciamo anche noi fra Nord e Sud Italia, con la differenza che una parte di quel "finanziamento" sono trasferimenti fiscali, perché siamo un unico Stato, mentre nell'Eurozona sono flussi completamente finanziari.

Il patatrac è sorto quando con il 2007 si è avuto una restrizione del credito, tante banche tedesche che erano esposte su assets speculativi hanno cercato di far rientrare i loro soldi, si è seccato l'interbancario e adesso infatti tutti gli squilibri li trovi ribaltati quasi in automatico sul sistema target2.

Cmq a prescidendere dalle soluzioni, quello che è chiaro è che la crisi NON è stata causata dal debito/deficit pubblici. Quello è un problema ora perché tipo in Italia non abbiamo risorse per spingere la domanda o fare ristrutturazioni del sistema produttivo tramite tagli tasse, investimenti, ecc e dobbiamo pagare tassi di interesse sempre più alti che incorporano la svalutazione dei titoli nel caso l'Eurozona si rompesse.

il paper è stata la tua seconda risposta, prima avevi "risposto" non alla domanda (domznda sincera e non retorica) ma avevi argomentato altro.

Sull'analizzare il PIL  per misurare il prodotto di una nazione e la sua crescita mi sembra che, a parte Tremonti e Kennedy, sia prassi comune.

Comunque non ti sto accusando di "fuggire le risposte"ma di partire per la tangente.I tuoi commenti sono anche interessanti ma così rendono, secondo me, impossibile approfindire un punto o dialogare compiutamente ( cioè partendo da una ipoteai e cercando di verificarla)

Anche la mia di domanda era molto semplice:
può un paese che ha gravi problemi strutturali ( e quindi dal lato dell'offerta), e che non esporta commodities( o almeno non sono parte significativa della propria economia), trarre un effettivo giovamento SOLO dalla svalutazione o da cambi liberi di fluttuare?

immagino, comunque, che per chi ritiene che la crescita derivi SOLO dalla domanda, la risposta sia positiva.

Ma aggiungevo (da ignorante conclamato): esistono evidenze?