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La responsabilità sociale dell'impresa: un dialogo

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Per come la vedo io, una azienda che crede (veramente) nella CSR è un’azienda “etica” e va contrapposta ad una azienda fondata solo sul “greed”. La prima ha una natura “sociale” mentre la seconda è “egocentrica” se non addirittura “sociopatica”. Ci si può chiedere chi avrà più successo e la risposta è che entrambe possono avere successo o fallire, semplicemente hanno punti di forza e di debolezza un po’ diversi. L’ambiente economico in cui l’azienda opera sarà poi molto importante nel determinare il successo o l’insuccesso di un modello. La stessa cosa avviene con gli individui: per esempio, l’individuo etico si trova bene in una società “eticamente strutturata” in cui la reputazione ha un valore sostanziale, mentre avendo molti “constrain” rispetto al sociopatico si troverà male in contesti sociali molto degradati…

Siamo perfettamente d’accordo con questa osservazione. A nostro parere, il successo o l’insuccesso delle pratiche di responsabilità sociale d’impresa sono strettamente dipendenti dal tipo di “ambiente sociale” in cui l’impresa opera. Alcuni consumatori sono sensibili alle qualità etiche dei prodotti offerti dalle imprese socialmente responsabili, altri no. Ricollegandosi alla questione precedente, le istituzioni possono incoraggiare la creazione di un “clima sociale” favorevole al successo del modello dell’impresa responsabile.

nidi

chemist 28/6/2012 - 20:02

Grazie. Aggiungo che avendo discusso la questione in azienda, ho riscontrato un grandissimo interesse da parte soprattutto delle dipendenti di sesso femminile per la realizzazione di nidi aziendali o di convenzioni con nidi esterni, che permettano di lasciare i bambini piccoli durante tutto l'orario di lavoro in luoghi facilmente raggiungibili.
Le ragioni sono ovvie e non sto a ripeterle.
Mi parrebbe un classico esempio di buona CSR.