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La responsabilità sociale dell'impresa: un dialogo

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teoria e pratica

wmute 20/6/2012 - 19:12

Ci sono anche altri punti da prendere in considerazione secondo me.

 

IMO (ci tengo a sottolinearlo) in un mondo ideale attività CSR dovrebbe aumentare i profitti futuri. L'azienda X si rende conto che camperà meglio in una società migliore, con dipendenti più felici, etc etc... Senza allontanarsi dal campo teorico, questo futuro può non esistere per X se ci sono (anche pochi) investitori miopi sull'azionario, competitors a cui non interessa CSR e difficoltà di accesso al credito, a meno che l'azienda X non goda di un notevole vantaggio competitivo.

 

Andando sempre di più verso la pratica, una collega della b school mi ha fatto vedere un po' di dati di CSR e... tristezza. Le aziende sembrano buttarsi sulla stessa attività CSR dei "vicini", in pratica seguono la moda. Ora, a meno che non ci siano enormi network externalities positive per il rendimento sociale delle CSR (ipotesi che mi pare assurda), l'allocazione ottimale dato un insieme di aziende dovrebbe essere un po' più diversificata. Questo mi dà da pensare che la logica della CSR è just another marketing trick e serve proprio alla massimizzazione del profitto di breve. Ma sarò malpensante io...

Quello di cui parli e' il caso della "strategic CSR": le imprese potrebbero aderire alle pratiche della CSR perche' e' conveniente farlo e non perche' "ci credono" davvero. Come abbiamo scritto nell'introduzione, ormai la CSR e' cosi' diffusa e richiesta da consumatori e potenziali dipendenti che aderirvi e' diventata quasi una necessita' per molte imprese. Abbiamo anche menzionato i casi emblematici di Nestle e Nike che sono diventate socialmente responsabili dopo gli scandali che le hanno colpite.

Ma se le pratiche di responsabilità sociale permettono di correggere (parzialmente)  alcuni fallimenti di mercato, siamo comunque contenti che le imprese le attuino, qualsiasi siano le loro ragioni.