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La responsabilità sociale dell'impresa: un dialogo

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La contrapposizione tra Friedman e Freeman mi sembra un esempio di path dependance: da un lato si rivendica il contratto come fondamento di tutti i rapporti tra impresa, azionisti (shareholders) e stakeholders, almeno finché si considerano tali solo fornitori, consumatori, dipendenti.

Dall'altro, si pone l'accento sui vantaggi di un ambiente sociale più favorevole all'impresa che adotti comportamenti "responsabili", sull'implicito presupposto che l'autonomia contrattuale debba essere indirizzata in questo senso da una pressione sociale, se non anche dalla regolazione.

A ben vedere, offrire ai fornitori pagamenti puntuali e magari bonus a quelli più efficienti, garantire ai consumatori prodotti di buona qualità (materiale o anche ideale), riconoscere ai dipendenti non solo la mercede corrente ma ulteriori benefits sono comportamenti strumentali alla creazione di durevole valore per gli shareholders, che un management lungimirante potrebbe impiegare senza bisogno di esservi costretto dal regolatore. Se così è, il significato profondo della contrapposizione è un altro: introdurre nel mercato USA forme di welfare all'europea.

Trasportare questo dibattito in un ambiente iper-regolato, come quello dell'UE, mi sembra imprudente.

Precisiamo ancora una volta che le istituzioni incoraggiano l'adozione di pratiche di CSR (sia negli Stati Uniti che in Europa), ma le imprese sono libere di scegliere: non esiste una regolamentazione a riguardo. I consumatori sono liberi di acquistare prodotti dalle imprese socialmente responsabli o da quelle che non aderiscono alla CSR; allo stesso modo i lavoratori possono essere assunti da imprese che aderiscono alla CSR oppure da imprese non socialmente responsabili. Non mi e' chiara la contrapposizione tra Stati Uniti ed Europa.

Credo che la cultura europea sia più sensibile ad esigenze di socialità di quanto lo sia la cultura prevalente negli U.S.A.; del resto, il welfare state è un prodotto europeo, la cui trasposizione oltreoceano sarebbe un abominio per molti.

In Europa, la regolazione statale o sovrastatale (UE) già accoglie obiettivi di socialità (per es., legislazione contro le pratiche discriminatorie o contro le pratiche commerciali scorrette, tutela dei consumatori e degli investitori) che negli USA non sono ignoti, ma neppure pienamente accettati.

La CSR potrebbe allora essere proposta come strumento per creare un ambiente culturale e politico favorevole a maggiore regolazione in senso "sociale".