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Tutti al mare...

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L'inquinamento da amianto va preso molto sul serio, ma senza generalizzare. Non è il Polonio, che basta sfiorarlo e sei morto, è un materiale che in certe situazioni può essere pericolosissimo.

E' arcinoto che l'inalazione delle fibre (in particolare di alcune varietà di amianto) è potenzialmente cancerogena, e lo è quasi sicuramente se l'inalazione è ripetuta o peggio professionale. A Casale Monferrato quasi tutti quelli che hanno lavorato nella fabbrica Eternit sono finiti sottoterra, si è parlato al processo di quasi 3mila casi mortali. 

In situazioni diverse, cioè non inalato, l'amianto è sostanzialmente inoffensivo. Le città sono piene di tubazioni acquedottistiche in cemento-amianto, che non rilasciano fibre, e in tutti i condomini dove occorre un'autoclave per mandare l'acqua ai piani alti è installato un servatoio di compenso che solo da pochi anni, nei nuovi impianti, è in fiber-glass o polietilene o acciaio inox. Tutti gli altri serbatoi, quindi centinaia di migliaia in Italia, sono in cemento-amianto. E, che si sappia, non hanno dato origine a inconvenienti sanitari.

Ciò premesso, avrei qualche perplessità, vivessi a Cagliari, ad andare sulle spiagge dove sono stati trovati detriti di cemento-amianto. La sabbia, che è silicea quindi molto più dura del cemento-amianto, ne può provocare per attrito lo sminuzzamento, con perdita di fibre che possono essere trasportate dal vento e quindi inalate. Sarà poca cosa, non dubito. Giustamente è stato chiesto in un commento quale fosse la concentrazione delle fibre nell'aria: informazione fondamentale che una ASL o un Comune responsabile avrebbero dovuto dare. Nel dubbio, eviterei nelle giornate di vento (a CA frequenti). Oltretutto è in corso un disinquinamento, quindi il sacrificio è limitato. Ma la mia è solo un'opinione, si può anche giungere, come dirò più avanti, a conclusioni opposte.

Questo sul piano razionale.

In termini sociologici, è indubbiamente intrigante òa domanda posta da Boninu: com'è che la popolazione, che anche senza conoscere la chimica o la tecnologia del cemento-amianto, ha certo letto sui giornali del processo di Casale Monferrato e delle migliaia di morti, che è spesso disposta ad indignarsi contro l'inquinamento da elettrodotto (ma sta ore al telefonino tutti i giorni, ragazzini in primis) o contro gli innominabili OGM, non abbia fatto sostanzialmente una piega per l'amianto rinvenuto in spiaggia.

Ci sono due linee possibili di interpretazione, una pessimista una ottimista.

La pessimista dice che la gente non sa niente e non capisce niente, e si mobilita contro qualcosa, che siano gli OGM o la TAV o le centrali nucleari o quel che volete, non in base a conoscenze e valutazioni razionali basate su dati certi, ma solo perchè risponde gregariamente a parole d'ordine lanciate da chi cavalca demagogicamente le generalizzazioni più sgangherate e improbabili. In questa linea si finisce col concludere depressivamente che siamo fatti così, ci vorranno generazioni per cambiarci etc etc.

Quella ottimista: la popolazione ha valutato sinteticamente che non vi è da preoccuparsi troppo. Infatti a) la quantità di amianto è poca, la spiaggia sterminata, ed è probabile che la maggior parte delle fibre separate dai detriti siano ormai volate chissà dove dopo vent'anni di maestralate o sciroccate b) l'amianto c'era da una ventina d'anni, durante i quali una generazione ha passato l'estate sulla spiaggia: non si sono segnalati sinora problemi sanitari, oggi il rischio è residuale anche perchè è in corso il disinquinamento c) polveri di amianto possono esserci dappertutto, il territorio è pieno di coperture in cemento-amianto di edifici dismessi, che se deteriorate possono rilasciare comunque fibre d) l'ambiente è pieno anche di altri inquinanti di ogni genere, alcuni certamente molto pericolosi, non si sa in che misura monitorati, e che inaliamo o ingeriamo continuamente e) in conclusione, nel panorama generale dell'inquinamento ambientale pochi kg di cemento-amianto dispersi su una spiaggia enorme sono un problema a dir poco relativo, quindi non fasciamoci troppo la testa...e passerà anche questa.

 

GD