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Come e dove ridurre la spesa pubblica. Un esercizio di benchmarking

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Il significato in pratica

"Il Benchmarking è un'efficace metodologia per misurare e incrementare le performance di un’impresa o di una Pubblica Amministrazione. L’utilizzo sistematico di metodologie e di strumenti di Benchmarking stimola ed integra i processi di apprendimento e cambiamento e, allo stesso tempo, stimola l’efficacia e l’efficienza dei processi aziendali e il rinnovamento della cultura aziendale, assicurando un miglioramento continuo grazie al costante confronto con l’esterno."

Infatti stavo cercando di capire dove siano descritti dei dati che diano indicazione dei livelli servizio a fronte dei costi sostenuti in quanto nell'articolo ho solo trovato

" Il grafico in basso a sinistra mostra la spesa pro capite (K€): essa non ha valenza economica ma dice semplicemente se gli abitanti del paese A godono di migliore servizi di quelli di B o viceversa (nell'ipotesi che i prezzi siano gli stessi, che la spesa sia gestita con medesima capacità e onestà e che la distribuzione della popolazione per età, che influenza welfare e sanità, sia la stessa). Non si può vantare il diritto di avere la stessa spesa pro capite se non si ha lo stesso pil pro capite per cui la spesa/pil rimane il parametro più valido per i confronti. "

Scusate l'ignoranza, ma non non ho capito anche nel grafico indicato come si possano evincere dei confronti italo/tedeschi sui livelli di servizio a fronte dei costi sostenuti.
 

Estraendo il commento conclusivo:

"con piccole correzioni nel giro di due tre esecizi avremmo potuto agganciare la struttura del nostro bilancio a quello tedesco."

Io continuo a non capire cosa serva agganciare la struttura se i livelli di servizio italiani sono notoriamente e notevolmente inferiori a quelli tedeschi, infatti continuo a pensare che le soluzioni che spesso leggo siano prevalentementi inefficaci.

Mi sono perso qualche cosa? 

Non è un benchmarking delle prestazioni o che include le prestazioni o ad esse indicizzato.

La ragione è semplicissima: non dispongo di dati comparabili e oggettivi sui livelli delle prestazioni analoghi a quelli dei costi. Se tu li hai o sai dirmi dove trovarli sarò lieto di integrare l'articolo con essi. 

Però:

il riferimento che ho preso è la Germania il cui livello di prestazioni a mio avviso è superiore al nostro per cui il risultato del confronto economico risulta ancora più solido o, come si suol dire, costituisce un"worst case". Avessi assunto come standard il Bangladesh o il Burkina Faso con il mio metodo avrei certamente individuato risparmi maggiori ma il risultato sarebbe stato "una boiata pazzesca". Oltre alle prestazioni erogate un benchmarking completo dovrebbe anche considerare l'efficacia della spesa determinata dalla competenza e dall'onestà di chi la amministra: ma anche in questo caso è mia opinione che il riferimento assunto ne rinforzi le conclusioni.

ed è il motivo semplicissimo per il quale non valuti le performance (eventualemente adeguandoli a delle variabili di contesto) e sei quindi  lontano dal fare del  benchmarking.
Esempio stupido, se mio figlio esce dalle elementari e/o dalle medie che non sa una beata mazza di lingue estere, mi spieghi a cosa serve paragonare i costi della pubblica istruzione? Costi che diventano aggiuntivi per i genitori italiani che non hanno magari i genitori tedeschi. Il risultato di non fare un vero benchmarking ha come risvolto la soluzione tipica italiota, tagli lineare, spesso spacciati come tagli verticali semplicemente perchè tagliano a pera un sottoinsieme definito da determinate caratteristiche che nulla hanno a che fare con la qualità.
A riguardo delle lingue estere io a Cagliari, per mio figlio, mi sono trovato in una situazione ancora peggiore, avere solo sezioni che insegnano  lingue estere (magari anche benissimo) che sono meno spendibili in termini di ritorno futuro. Ora avere tantissimi ragazzini Cagliaritani  che conoscono benissimo una lingua mediamente meno utilizzabile per il futuro mi sembra che debba essere una informazione che debba essere utilizzata su dei benchmarking che ci permmattano di capire su come spendere meglio i soldi.
I benchmarking che conosco io sono quelli che valutano le performance sulle idonee necessità in funzione dei servizi da erogare.

Vorrei capire quali sarebbero le conseguenze operative della tua critica al "benchmarking".

Non si fa nulla e si lascia tutto come e', oppure si tirano i dadi per capire dove tagliare e dove spendere di piu', oppure tagli lineari come Tremonti e molti altri, o altro?

 

Mi pare che come dice Lanfranconi stesso, considerando il nostro deficit di qualità delle prestazioni, il ragionamento valga a fortiori. Da parte mia dunque nessuna critica. Per rafforzare il ragionamento, anche a parità di numeri contabili, l'argomento per me è il seguente. Siccome il PIL conta il settore pubblico (se non sbaglio) al costo dei fattori, perchè il servizio non è compravenduto sul mercato, quello che abbiamo in realtà è che il valore della strada o scuola o treno tedesco o francese è superiore al nostro, ma non lo vediamo nel PIL. Se lo incorporassimo, il nostro rapporto spesa/PIL"vero" sarebbe superiore a quello appunto francese o tedesco, grazie alla rettifica del denominatore. In pratica, avendo strade treni e scuole peggiori, la nostra produttività di sistema e minore, e dunque la competitività, eccetera. Questo per dire: Lanfranconi ha fatto un eccellentissimo lavoro, ma credo che si possa rincarare la dose con altre considerazioni.

Un vero benchmarking sui servizi erogati tra le diverse nazioni ti permetterebbe di capire veramente su COME intervenire efficacemente nei processi di erogazione dei servizi pubblici e di sapere esattamente le modalità di COSA tagliare e CHI tagliare.
La finaltà vera è quella di avere livelli di servizio uguali o superiori a quelli delle altre nazioni, a costi uguali o inferiori, tenendo chiaramente conto dellle variabili di contesto (ambientali, logistiche a fronte della geografia e della distribuzione della popolazione nel territorio, etc.).

Le attuali modalità operative portano a tagliare tirando i dadi, non solo, dai dadi ti usciranno mediamente numeri bassi in confronto ai numeri delle altre nazioni europee (limitandoci ad un ambito territoriale della comunità europea per competere globalmente con chi sta fuori da tale ambito).
Abbiamo anche tanti casi dove addirittura se si facesse un minimo di analisi degli impatti si evidenzierebbe che stai tagliando il più efficace/efficiente.
Ti faccio due esempi stupidi di ambiti diversi ma ugualmente devastanti:
1)Istruzione, come già accennato siamo riusciti a licenziare gli insegnanti di spagnolo che erano già pochi e mediamente più giovani e più idonei per il futuro dei nostri figli, ma precari e con meno anni di anzianità, a discapito di quelli di francese, dove, oltre ad averne già tanti di cattedra si è anche regolarizzato una parte di quelli precari in quanto precari da più anni;
2)Enti Locali con patti di stabilità perversi, per la formazione era uscita addirittura una normativa per la quale non puoi spendere più della metà di quello che hai speso nell'anno precedente (tanti enti non avevano speso a fondo il capitolo di spesa in quanto non necessario per le reali necessità formative nell'anno di riferimento della normativa), questo cosa comporta? che chi vuole aggiornare i sistemi informativi o integrarli con i servizi evoluti di gestione dei processi con dematerializzazione non ha più i soldi per formare i dipendenti, quindi non può acquistare le nuove infrastrutture perchè nessun dipendente sarà in grado di utilizzarle.
A voglia di sparare cazzate che tali infrastrutture le facciamo gestire nei cloud e risparmiamo soldi. A voglia di fare esercizi matematici di risparmio con dei numeri, quando poi intervieni SENZA NEANCHE FARE UNA MINIMA ANALISI DEGLI IMPATTI e SENZA FARE UN VERO BENCHMARKING.
Le soluzioni saranno prevalentemente inefficaci o addirittura controproducenti.

Operativamente bisognerebbe al minimo:
1) utilizzare i numeri che abbiamo, facendo degli interventi con delle analisi degli impatti non affidati ai soliti cialtroni (tieni però conto che buona parte della nostra dirigenza è composta da cialtroni/venduti) ed intervenire ceercando di limitare le resistenze politiche/sindacali/lobbistiche, nonchè iniziare a diffondere strutture nella PA centrale ed enti locali maggiori che facciano progettazione di indirizzo, per fare modo che chi vince un bando, anche se delinquente/amico abbia minori possibilità di venderti la merda che vuole;
2)iniziare a raccogliere e gestire i numeri che non abbiamo e che non possiamo controllare e sui quali dobbiamo agire, ovvero  informatizzare e aggregare pesantemente i processi legati ai servizi erogati dalla PA, a questo punto ridurre nel giro di un tot di anni il tanto personale in esubero della PA (nel mentre gli riduci il salario e aumenti il netto del salsrio dei dipendenti privati).