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Le resistenze alla valutazione della scuola

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Riflessioni

ZioPeppo 7/7/2012 - 10:57

L'istituto dell'INVALSI è un primo passo per il miglioramento delle prestazioni della Scuola Italiana (Pubblica e Privata). Al solito, se misuro delle prestazioni o servizi (di qualunque tipo: kWh, m3/h di metano, kg di mele) è perchè poi faccio una successiva azione: emettere uno scontrino oppure mettere mano al processo che genera il servizio per migliorarlo secondo criteri stabili prima ( e non dopo) la misurazione. Nel caso Scuola, la prestazione da misurare ritengo che sia la conoscenza degli studenti e quanto è efficace la scuola. Purtroppo (per la misurazione) stiamo parlando di soggetti "vivi", non statici (un kg di mele è sempre un kg di mele). I soggetti dellal misurazione sono bambini , ragazzi, giovani adulti che all'inizio dell'anno devono essere misurati nelle loro abilità e poi nuovamnte a fine percorso. In mezzo ci sta l'apprendimento con insegnanti (altro stakeholder del modello). Indirettamente, misurando gli studenti, si misura l'insegnante, quanto è efficace. Questo magari disturba, ma oltre alla "qualità del legno" (l'alunno) conta anche quanto l'artigiano (l'insegnante) riesce a plasmare, motivare (e ogni altra cosa che dovrebbe fare un insegnante) lo studente. Si potrebbe aprire un lungo capitolo su cosa si richiede a un insegnante, quali benchmark (indicatori) caratterizzano un buon insegnate da uno meno buono, ma andiamo OT. Restiamo sulla misurazione e sui controlli che si mettono in campo dopo per governare il sistema scuola e indirizzarlo dove si è programmato di andare. Diciamo che dovremmo prima decidere l'ideal-tipo di Scuola che vogliamo, poi analizzare la situazione attuale (con INVALSI) e poi mettere in campo le risorse (soldi e programmi) e in un arco temporale definito arrivarci. Prevedere milestones intermedie per correggere la rotta, ove necessario. Tutto questo processo leva dal campo la demagogia, il populismo, le storture ideologiche. Il problema secondo me, è che dopo INVALSI il MInistero piu' misero della storia italica non ha soldi per fare "azioni correttive". Si limita a misurare. A questo punto, INVALSI diventa uno spreco di soldi. E' come decidere di voler attraversare la strada e fermarsi a metà. Spreco di tempo e soldi. Potevi restare ignorante dall'altra parte della strada. Se si decide di misurare, lo studente, di mettere in campo le risorse, allora si arriva come conseguanza a misurare il corpo docente e i monagers che gestiscono 10 siti scolastici a 5000 euro al mese. Mi domando quanto un dirigente scolastico riesca a incidere su dieci siti, 4 ore a sito alla settimana (negligible). Misurando i professori finalmente , forse, certi professori cambieranno approccio con gli studenti (alcuni sono veramente non piu' adatti a insegnare, meglio metterli in una biblioteca pubblica per un paio di anni e vedere se non rinsaviscono). A proposito , i professori non hanno i buoni pasto da 14 euro (come si sente in giro raccontare da qualche inpiegato della PA). Insegnare è un mestiere complicato. Le elementari italiche, secondo PISA, pare che fossero a un buon livello. Ora non so. Il modello era quello dei moduli, dove si dava la possibilità ad alunni dai 6 ai 10 anni di recuperare (e piu' di uno recuperava). Oggi, non so. Qualcuno, forse molti, restano indietro e classi da 28 alunni non aiutano di certo nel compito di insegnare.