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Le resistenze alla valutazione della scuola

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E' vero che ci sono mille resistenze, è vero che c'è un corporativismo piuttosto palese, è vero anche che l'istruzione in Italia è quasi ingovernabile (perché mostruosamente centralista), però l'Invalsi sta cambiando qualcosa, piano piano. E senza troppo clamore (a parte quello sollevato dalle polemiche altrui): niente dichiarazioni reboanti o sparate rivoluzionarie, ma tante innovazioni progressive che a qualcosa stanno pur portando.

Credo che si spieghi anche così il loro atteggiamento felpato verso le critiche, anche quelle più sciocche. 

 

Veramente difficili saranno altre cose: nella scuola deve passare il principio che i professori non sono tutti uguali ed interscambiabili, che le scuole devono essere davvero autonome (visto che nelle superiori di oggi non serve a niente, per dire, far leggere a tutti l'epica il primo anno, Manzoni il secondo, l'Inferno di Dante il terzo, e così via), che l'uniformità è rassicurante ma non serve a niente, che la qualità può essere se non misurata perlomeno rilevata, ecc. ecc.