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Le resistenze alla valutazione della scuola

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Giuliana

 

Da quel che dici, e so che è così, negli USA il rendimento degli studenti viene a coincidere con il rendimento degli insegnanti, che si regolano di conseguenza. L'Invalsi non segue questa politica, e il giorno che dovesse farlo io, per quel che vale, lo criticherò con forza (la Gelmini non aveva capito questa distinzione e si  è presa un sacco di giuste critiche).

Gli istituti ministeriali di valutazione come l'Ofsted inglese o quello olandese hanno un approccio molto diverso e più serio e condivisibile: vanno a ispezionare le scuole, tutte, prendendosela con molta calma. Anche in quel caso ci sono margini di miglioramento, ma meglio di niente. Tu chiedi giustamente di non sparare a zero sulla categoria degli insegnanti, cui appartengo anch'io, e hai ragione, ma di fatto non c'è assolutamente modo di sapere come sono o non sono gli insegnanti italiani. Semplicemente non abbiamo un dato che sia uno.

tu scrivi negli USA il rendimento degli studenti viene a coincidere con il rendimento degli insegnati che si regolano di conseguenza

a me non pare sia cosi': i standardized test servono a chi poi manda fondi per stabilire il valore complessivo della scuola testata. Ai professori serve per capire se ci sono aree weak da rivedere, alla preside per vendere al meglio la sua scuola se la percentuale complessiva degli studenti IN BLOCCO e' alta e se in blocco sono cucci in matematica a cazziare i prof . ma forse sono io che non so leggere e comprendere bene

 

@ andrea moro: non mi riferivo a te ma ai vari pseudonimi che in several comments hanno detto che la scuola italiana e' criminale (vedi posts di ieri) che chi insegna non sa quello che fa (parafraso perche' non mi va di pin point, ma ho reso l'idea) scusa se ho postato sotto di te, ma con il nuovo modo di nFA e con la mia testa faccio casino a piazzare quello che mi preme dire

 

Magari introducessero anche in Italia i famosi socrates cioe' i commenti anonimi degli studenti alla fine di ogni corso che servono agli atenei per avere il polso dei propri insegnanti. per me fu una scoperta mind opening: mai in italia ho potuto dire che cosa pensavo di chi mi stava insegnando, ma this is ot

ciao giuli