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Le resistenze alla valutazione della scuola

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Perchè voglio sperare che esistano (e siano tanti) insegnanti coscienziosi che, rendendosi conto di insegnare in maniera inadeguata

Se affidarsi alla coscienza delle persone e alla speranza che ognuno di noi cambi atteggiamento durante la propria attività senza incentivi diventasse realtà, allora pure il comunismo e i monopoli potrebbero funzionare.
I fatti purtroppo dicono il contrario. Non si tratta di ricattare gli insegnanti o i lavoratori. Senza incentivo, le persone (non tutte, chiaro) cercano molti modi per evadere il lavoro, parte di esso o qualsiasi altra attività. Per questo la concorrenza (che non sarà mai perfetta, certo) è sempre meglio dei monopoli e delle rendite, ed è un bene per tutti noi.

Inoltre, ci possono essere insegnanti con dottorato che insegnano male o non riescono a trasmettere le proprie conoscenze agli studenti, ed altri molto più competenti nella comunicazione che però non hanno lo stesso curriculum dell'altro. Quindi bisognerà fare delle scelte, per salvare l'istituto.
Cosa importante, il fatto che un istituto sia pubblico non vuol dire che non possa fallire.
Questo è un altro grave problema solitamente ignorato.

No, Andrea mi hai frainteso. Non c'è bisogno di scomodare nè il comunismo nè la concorrenza.

L'insegnante non è il bidello, molti vogliono diventarlo non per necessità di uno stipendio ma per scelta di vita.

Ad esempio: ho visto carabinieri che rischiavano la vita consciamente e carabinieri che si imboscavano in maniera vergognosa per il più semplice lavoro d'ufficio  per lo stesso stipendio, anzi tutto il sistema era disincentivante per i primi (chè se non fai non sbagli).

Esiste gente che fa il suo lavoro con passione, che gli incentivi li trova dentro di se nella sua idea del mondo e se capissero di farlo male (e si potesse provarlo loro) cercherebbe di migliorare.

Questo non sostituisce quel che tu suggerisci di fare  (e che mi trova abbastanza d'accordo) sono due cose diverse.