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Le resistenze alla valutazione della scuola

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No, Andrea mi hai frainteso. Non c'è bisogno di scomodare nè il comunismo nè la concorrenza.

L'insegnante non è il bidello, molti vogliono diventarlo non per necessità di uno stipendio ma per scelta di vita.

Ad esempio: ho visto carabinieri che rischiavano la vita consciamente e carabinieri che si imboscavano in maniera vergognosa per il più semplice lavoro d'ufficio  per lo stesso stipendio, anzi tutto il sistema era disincentivante per i primi (chè se non fai non sbagli).

Esiste gente che fa il suo lavoro con passione, che gli incentivi li trova dentro di se nella sua idea del mondo e se capissero di farlo male (e si potesse provarlo loro) cercherebbe di migliorare.

Questo non sostituisce quel che tu suggerisci di fare  (e che mi trova abbastanza d'accordo) sono due cose diverse.