Dissento con l'approvazione che Giovanni offre a quella parte dei provvedimenti del governo Monti che taglia i fondi alla ricerca.
Non voglio nemmeno entrare nel merito degli specifici tagli (tagliare l'INFN quando si continua a finanziare, tanto per dire, il DAMS di Bologna è atto d'un antimeritocratico da far piangere); voglio invece fare un ragionamento sia politico che "economico" (fra virgolette, nel senso di applicazione sempliciotta di mechanism design) che contraddice quello di Giovanni.
Se capisco correttamente, Giovanni mi può correggere se sbaglio, il suo ragionamento è il seguente:
1) nell'università e nell'ambito della ricerca italiana vi sono grandissime inefficienze e sprechi;
2) poiché, a causa di tali sprechi, si potrebbe produrre la stessa quantità di ricerca a costi inferiori, allora occorre cercare di eliminare tali sprechi;
3) i tagli proposti non sono enormi ma forzeranno le istituzioni ad essi sottoposte a darsi da fare per tagliare sprechi ed aumentare efficienza.
Quindi, conclude Giovanni, questi tagli non sono poi così da condannarsi.
Io condivido anzitutto che far pagare agli studenti una % più alta del costo dell'università sia buono, giusto e progressivo (nel senso di ridurre la tassazione regressiva che fa pagare ai morti di fame gli studi universitari dei benestanti) . Quindi il punto (iii) dell'articolo di GF mi convince pienamente.
Sugli altri due, io vorrei contrapporre il seguente ragionamento a quello di GF:
1') come 1), siam d'accordo;
2') poiché, a causa di tali sprechi, si potrebbe produrre maggiore ricerca con gli stessi soldi, allora occorre cercare di eliminare gli sprechi;
3') per eliminare gli sprechi occorre forzare sul sistema universitario e della ricerca concorrenza e merito, forzando alla sparizione le istanze inefficienti.
Quindi i tagli sono da condannare perché lineari e tipici di chi vuole mantenere in piedi la struttura esistente ed il sistema di potere che essa sottende, invece di sovvertirlo.
Vi è continuità fra i tagli di Monti e quelli di Tremonti-BS: nessun cambio nelle regole del gioco, nessuno sforzo di separare il grano dal loglio, preservazione e difesa degli ambiti di privilegio degli amici (se volete facciamo l'elenco) e riduzione risorse a disposizione del sistema educativo e della ricerca.
Ora, siccome di certo il totale delle risorse NON è particolarmente alto ed andrebbe aumentato invece che ridotto e siccome, SOPRATTUTTO, un taglio lineare operato in un sistema omertoso e medievale come quello della ricerca e dell'università italiana ricadrà (come è sempre ricaduto) su quelli che non sono parte del sistema omertoso, sui non protetti, sugli outsiders e sui giovani, io ne concludo che questi tagli siano da condannare perché generano incentivi nefasti.
L'università e la ricerca italiana sono uno dei pochi rami della spesa pubblica che non ha bisogno di tagli ma di radicale riforma strutturale per cambiarne il sistema d'incentivi. Non si può sempre usare l'emergenza come scusa e giustificazione. Il governo Monti è al potere da 9 mesi, Profumo è uno che viene dall'interno del sistema: hanno avuto TUTTO il tempo necessario per preparare riforme vere e di struttura.
Se non l'hanno fatto io posso solo concludere che o ben sono degli incompetenti o sono in malafede. O entrambe le cose.
Da un lato Michele ha ragione, ad esempio quando dice che gli effetti di questi tagli quasi certamente si scaricheranno sui precari. Le Università preferiranno spendere in avanzamenti di carriera piuttosto che in ricercatori TD, ad esempio. Insomma, per usare le sue parole, incentivi nefasti.
Dall'altro, se i soldi verranno usati male perché il sistema è marcio, perché darli? Prima di aumentare il finanziamento andrebbe rivoluzionato il sistema. Ma come si fa? Da Mussi in poi ci provano tutti, poi al momento di discutere con le parti interessate (in particolare i professori, di cui, ricordiamo, il parlamento è pieno) le riforme si addolciscono e ci troviamo punto e a capo.
Il ministro dovrebbe fare di testa sua e rifiutare il dialogo. A me sembra, in questo momento, una cosa politicamente irrealizzabile.
Presumo tu sia d'accordo con la necessità di tagliare la spesa pubblica e spero che tu non voglia fare come l'italiano medio (bisogna tagliare tutto tranne il mio orticello). Dato questo quadro e non un altro, esprimo un giudizio su tagli che sono tutt'altro che lineari (come sarebbe stato un taglio secco del FFO). Sono di tre tipi
i) tagli secchi ad istituzioni di ricerca finanziate dal MIUR. Il mio giudizio era molto dubitativo - dolorosi forse qualcosa è sopportabile. L'INFN, che si occupa di una branca della fisica prende di più di tutto il resto della ricerca italiana
ii) la forte riduzione del turn over. Il mio giudizio era abbastanza dubitativo: si potrebbe sopportare con qualche riorganizzazione se tutti i soldi venissero usati per assumere giovani e non per promuovere docenti già in ruolo. Se poi così non fosse, sarebbe colpa delle università non del ministero. Gli incentivi sono nefasti? Proviamo a cambiarli (come sai, il processo, lento e molto combattuto, è in corso) ma i tagli in se non sono il problema. Anzi c'è un lato molto positivo: se i risparmi da pensionamento sono superiori al 20%, le università sono obbligate ad usare i fondi per ricerca ed edilizia.
iii) permettono alle università di aumentare le tasse sui fuori-corso. Giudizio ampiamente positivo, soprattutto considerando che parte dei soldi deve andare in borse di studio
tagli secchi ad istituzioni di ricerca finanziate dal MIUR. Il mio giudizio era molto dubitativo - dolorosi forse qualcosa è sopportabile. L'INFN, che si occupa di una branca della fisica prende di più di tutto il resto della ricerca italiana
Ente di ricerca finanziamento Ml di Eu dipendenti taglio ML
1 l'agenzia spaziale ha poco pesonale perché in pratica è una funding agency, che gestisce commesse per l'industria spaziale e delle telecomunicazioni;
2. tra i dipendenti INFN ho messo i 2500 associati universitari. Prevalentemente svolgono ricerche a tempo pieno in fisica nucleare, medicale o applicativa, ma sono pagati dalle università
3. non so quanti associati universitari abbiano gli altri enti
Il costo dell'INFN , rilevante rispetto agli altri enti, è dovuto a due fattori:1) la grande tradizione italiana in fisica nucleare (siamo terzi al mondo per citazioni, si veda più sotto De Nicolao) e 2) il costo degli apparati per la fisica nucleare e dei grandi acceleratori. In Italia INFN mantiene e fa funzionare 4 grandi laboratori (Legnaro, Frascati, Gran Sasso, Catania), che costano milioni solo di corrente elettrica per gli acceleratori (tranne il Gran Sasso).
Ho già fatto notare che, come impiego di risorse, nella fisica nucleare l'Italia è allo stesso livello degli altri paesi (pensate che in Germania è in costruzione il complesso di acceleratori chiamato FAIR, che costa 1,5 Miliardi di Euro), mentre è paurosamente deficitaria negli altri settori.
i) tagli secchi ad istituzioni di ricerca finanziate dal MIUR. Il mio giudizio era molto dubitativo - dolorosi forse qualcosa è sopportabile. L'INFN, che si occupa di una branca della fisica prende di più di tutto il resto della ricerca italiana
Il fatto che i tagli siano o meno sopportabili dipende da quanto e' comprimibile la spesa: non ha alcun senso confrontare il budget di un ente che deve pagare stipendi con un budget che va tutto in ricerca di personale gia' stipendiato (come i PRIN). E poi il fatto che i tagli siano o meno sopportabili dipende dal risultato che vuoi ottenere: se non ci interessa rimanere al vertice in uno dei pochi settori in cui l'Italia e' ancora davvero competitiva, be' allora possiamo anche lasciare l'INFN senza i soldi per pagare la bolletta dell'ENEL.
ii) la forte riduzione del turn over. Il mio giudizio era abbastanza dubitativo: si potrebbe sopportare con qualche riorganizzazione se tutti i soldi venissero usati per assumere giovani e non per promuovere docenti già in ruolo. [...]
Il punto è molto semplice. Lo ripeto per la centesima volta. Le persone di buona volontà parlano di spesa per ricerca, le università usano i soldi per aumentare gli stipendi dei docenti attraverso le promozioni e - in misura minore- per aumentare il numero di occupati.
La Folla è stufa agra dell'Università e dei loro accademici docenti, che bastonerebbe senza ritegno seguendo le linee guida pubblicate in questi anni soprattutto da "Il Giornale", "Libero", ma anche da "il Sole" e il "Corriere". Le Masse chiedono di farla finita con l'Autonomia, e minacciano con i Forconi.
Nell'Europa Centro-Settentrionale ridono, ridono, ridono, e se la passano pensando che spazzare via del tutto l'Italia è un buon affare, dopotutto.
Quel che volevo dire e' che non mi sembra che assieme ai tagli sian previsti meccanismi di salvaguardia di chi e' efficiente.
Il punto è molto semplice. Lo ripeto per la centesima volta. Le persone di buona volontà parlano di spesa per ricerca, le università usano i soldi per aumentare gli stipendi dei docenti attraverso le promozioni e - in misura minore- per aumentare il numero di occupati.
Le promozioni a tappeto sono state una jattura, ma la soluzione non puo' certo essere quella delle "non promozioni" a tappeto. Altrimenti i docenti giovani e bravi prenderanno la via dell'estero.
E' gia' successo per i precari, ed ora cominciano ad emigrare anche gli strutturati: solo nella ristretta cerchia dei miei colleghi e conoscenti matematici so di due casi di persone che hanno preso l'aspettativa per andare a lavorare in Germania (dove gli e' stato offerto un contratto a tempo indeterminato).
Capisco lo spirito, ma dissento
• •9/7/2012 - 17:13Dissento con l'approvazione che Giovanni offre a quella parte dei provvedimenti del governo Monti che taglia i fondi alla ricerca.
Non voglio nemmeno entrare nel merito degli specifici tagli (tagliare l'INFN quando si continua a finanziare, tanto per dire, il DAMS di Bologna è atto d'un antimeritocratico da far piangere); voglio invece fare un ragionamento sia politico che "economico" (fra virgolette, nel senso di applicazione sempliciotta di mechanism design) che contraddice quello di Giovanni.
Se capisco correttamente, Giovanni mi può correggere se sbaglio, il suo ragionamento è il seguente:
1) nell'università e nell'ambito della ricerca italiana vi sono grandissime inefficienze e sprechi;
2) poiché, a causa di tali sprechi, si potrebbe produrre la stessa quantità di ricerca a costi inferiori, allora occorre cercare di eliminare tali sprechi;
3) i tagli proposti non sono enormi ma forzeranno le istituzioni ad essi sottoposte a darsi da fare per tagliare sprechi ed aumentare efficienza.
Quindi, conclude Giovanni, questi tagli non sono poi così da condannarsi.
Io condivido anzitutto che far pagare agli studenti una % più alta del costo dell'università sia buono, giusto e progressivo (nel senso di ridurre la tassazione regressiva che fa pagare ai morti di fame gli studi universitari dei benestanti) . Quindi il punto (iii) dell'articolo di GF mi convince pienamente.
Sugli altri due, io vorrei contrapporre il seguente ragionamento a quello di GF:
1') come 1), siam d'accordo;
2') poiché, a causa di tali sprechi, si potrebbe produrre maggiore ricerca con gli stessi soldi, allora occorre cercare di eliminare gli sprechi;
3') per eliminare gli sprechi occorre forzare sul sistema universitario e della ricerca concorrenza e merito, forzando alla sparizione le istanze inefficienti.
Quindi i tagli sono da condannare perché lineari e tipici di chi vuole mantenere in piedi la struttura esistente ed il sistema di potere che essa sottende, invece di sovvertirlo.
Vi è continuità fra i tagli di Monti e quelli di Tremonti-BS: nessun cambio nelle regole del gioco, nessuno sforzo di separare il grano dal loglio, preservazione e difesa degli ambiti di privilegio degli amici (se volete facciamo l'elenco) e riduzione risorse a disposizione del sistema educativo e della ricerca.
Ora, siccome di certo il totale delle risorse NON è particolarmente alto ed andrebbe aumentato invece che ridotto e siccome, SOPRATTUTTO, un taglio lineare operato in un sistema omertoso e medievale come quello della ricerca e dell'università italiana ricadrà (come è sempre ricaduto) su quelli che non sono parte del sistema omertoso, sui non protetti, sugli outsiders e sui giovani, io ne concludo che questi tagli siano da condannare perché generano incentivi nefasti.
L'università e la ricerca italiana sono uno dei pochi rami della spesa pubblica che non ha bisogno di tagli ma di radicale riforma strutturale per cambiarne il sistema d'incentivi. Non si può sempre usare l'emergenza come scusa e giustificazione. Il governo Monti è al potere da 9 mesi, Profumo è uno che viene dall'interno del sistema: hanno avuto TUTTO il tempo necessario per preparare riforme vere e di struttura.
Se non l'hanno fatto io posso solo concludere che o ben sono degli incompetenti o sono in malafede. O entrambe le cose.
Complesso. Come si fa?
• •9/7/2012 - 23:03Non so come pormi di fronte a questo problema.
Da un lato Michele ha ragione, ad esempio quando dice che gli effetti di questi tagli quasi certamente si scaricheranno sui precari. Le Università preferiranno spendere in avanzamenti di carriera piuttosto che in ricercatori TD, ad esempio. Insomma, per usare le sue parole, incentivi nefasti.
Dall'altro, se i soldi verranno usati male perché il sistema è marcio, perché darli? Prima di aumentare il finanziamento andrebbe rivoluzionato il sistema. Ma come si fa? Da Mussi in poi ci provano tutti, poi al momento di discutere con le parti interessate (in particolare i professori, di cui, ricordiamo, il parlamento è pieno) le riforme si addolciscono e ci troviamo punto e a capo.
Il ministro dovrebbe fare di testa sua e rifiutare il dialogo. A me sembra, in questo momento, una cosa politicamente irrealizzabile.
La 240/2010 un "addolcimento"?
• •10/7/2012 - 21:01Sorry "kaapitone", but on what planet do you live?
rileggi, grazie
• •10/7/2012 - 23:27Presumo tu sia d'accordo con la necessità di tagliare la spesa pubblica e spero che tu non voglia fare come l'italiano medio (bisogna tagliare tutto tranne il mio orticello). Dato questo quadro e non un altro, esprimo un giudizio su tagli che sono tutt'altro che lineari (come sarebbe stato un taglio secco del FFO). Sono di tre tipi
i) tagli secchi ad istituzioni di ricerca finanziate dal MIUR. Il mio giudizio era molto dubitativo - dolorosi forse qualcosa è sopportabile. L'INFN, che si occupa di una branca della fisica prende di più di tutto il resto della ricerca italiana
ii) la forte riduzione del turn over. Il mio giudizio era abbastanza dubitativo: si potrebbe sopportare con qualche riorganizzazione se tutti i soldi venissero usati per assumere giovani e non per promuovere docenti già in ruolo. Se poi così non fosse, sarebbe colpa delle università non del ministero. Gli incentivi sono nefasti? Proviamo a cambiarli (come sai, il processo, lento e molto combattuto, è in corso) ma i tagli in se non sono il problema. Anzi c'è un lato molto positivo: se i risparmi da pensionamento sono superiori al 20%, le università sono obbligate ad usare i fondi per ricerca ed edilizia.
iii) permettono alle università di aumentare le tasse sui fuori-corso. Giudizio ampiamente positivo, soprattutto considerando che parte dei soldi deve andare in borse di studio
i dati
• •11/7/2012 - 01:57Ente di ricerca finanziamento Ml di Eu dipendenti taglio ML
---------------------------------------------------------------------------------------------------
Agenzia spaziale 502 198 3,8
CNR 492 8192 24,0
INFN 240 2000+2500 34,0
INAF (Astrofisica) 80 989 1,3
INGV (geologia) 45 484 2,2
-----------------------------------------------------------------------------------------------------
Alcune note:
1 l'agenzia spaziale ha poco pesonale perché in pratica è una funding agency, che gestisce commesse per l'industria spaziale e delle telecomunicazioni;
2. tra i dipendenti INFN ho messo i 2500 associati universitari. Prevalentemente svolgono ricerche a tempo pieno in fisica nucleare, medicale o applicativa, ma sono pagati dalle università
3. non so quanti associati universitari abbiano gli altri enti
Il costo dell'INFN , rilevante rispetto agli altri enti, è dovuto a due fattori:1) la grande tradizione italiana in fisica nucleare (siamo terzi al mondo per citazioni, si veda più sotto De Nicolao) e 2) il costo degli apparati per la fisica nucleare e dei grandi acceleratori. In Italia INFN mantiene e fa funzionare 4 grandi laboratori (Legnaro, Frascati, Gran Sasso, Catania), che costano milioni solo di corrente elettrica per gli acceleratori (tranne il Gran Sasso).
Ho già fatto notare che, come impiego di risorse, nella fisica nucleare l'Italia è allo stesso livello degli altri paesi (pensate che in Germania è in costruzione il complesso di acceleratori chiamato FAIR, che costa 1,5 Miliardi di Euro), mentre è paurosamente deficitaria negli altri settori.
Benissimo, allora tagliamo l'INFN!
Tagli sopportabili?
• •11/7/2012 - 07:39Il fatto che i tagli siano o meno sopportabili dipende da quanto e' comprimibile la spesa: non ha alcun senso confrontare il budget di un ente che deve pagare stipendi con un budget che va tutto in ricerca di personale gia' stipendiato (come i PRIN). E poi il fatto che i tagli siano o meno sopportabili dipende dal risultato che vuoi ottenere: se non ci interessa rimanere al vertice in uno dei pochi settori in cui l'Italia e' ancora davvero competitiva, be' allora possiamo anche lasciare l'INFN senza i soldi per pagare la bolletta dell'ENEL.
Tu hai visto un bel film.
no io ho visto un pessimo film, e tante volte
• •12/7/2012 - 16:22Il punto è molto semplice. Lo ripeto per la centesima volta. Le persone di buona volontà parlano di spesa per ricerca, le università usano i soldi per aumentare gli stipendi dei docenti attraverso le promozioni e - in misura minore- per aumentare il numero di occupati.
Cattiva volontà
• •13/7/2012 - 18:32La Folla è stufa agra dell'Università e dei loro accademici docenti, che bastonerebbe senza ritegno seguendo le linee guida pubblicate in questi anni soprattutto da "Il Giornale", "Libero", ma anche da "il Sole" e il "Corriere". Le Masse chiedono di farla finita con l'Autonomia, e minacciano con i Forconi.
Nell'Europa Centro-Settentrionale ridono, ridono, ridono, e se la passano pensando che spazzare via del tutto l'Italia è un buon affare, dopotutto.
RR
Taglia e cuci
• •16/7/2012 - 21:31Quel che volevo dire e' che non mi sembra che assieme ai tagli sian previsti meccanismi di salvaguardia di chi e' efficiente.
Le promozioni a tappeto sono state una jattura, ma la soluzione non puo' certo essere quella delle "non promozioni" a tappeto. Altrimenti i docenti giovani e bravi prenderanno la via dell'estero.
E' gia' successo per i precari, ed ora cominciano ad emigrare anche gli strutturati: solo nella ristretta cerchia dei miei colleghi e conoscenti matematici so di due casi di persone che hanno preso l'aspettativa per andare a lavorare in Germania (dove gli e' stato offerto un contratto a tempo indeterminato).