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Tra disciplina fiscale e assistenzialismo

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In qualsiasi forma di assicurazione, una compartecipazione ai costi serve a diminuire problemi di moral hazard, disincentivando l'uso dell'assicurazione per motivi futili: se non costa niente, non ci pensi due volte a consumare il bene in oggetto. Insomma, un piccolo ticket che scoraggi questo tipo di usi è efficiente. 

Insomma, un piccolo ticket che scoraggi questo tipo di usi è efficiente.

Su questo sono d'accordo, e per questo scopo sarebbe corretto usare un ticket universale indipendente dai redditi, lasciando all'imposta sui redditi di prendersi carico della redistribuzione di reddito. Nel pessimo sistema italiano, invece,ci sono larghe aree di esenzione (che eliminano la soppressione di richieste inutili), e ticket modulati sul reddito come seconda IRPEF, con tutta una ridicola e pletorica struttura di calcolo (diversa dal calcolo IRPEF, ovviamente) e di controllo.

Ma rimane che in presenza di domanda costante di servizi sanitati, alzare o introdurre il ticket non diminuisce per niente la spesa sanitaria, sposta solo la modalita' con cui tale spesa e' finanziata.

Si queste sono cose assurde, anche perche' sommando i vari tipi di benefits creano aliquote marginali altissime, a volte anche superiori al 100%, vicino alle soglie di esenzione, .