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Una nuova fase per nFA

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Vedete, a me OG è umanamente simpatico. Lo ascolto sempre con divertimento.

 

Però... però, quando si inizia un percorso politico, bisogna dire le cose come stanno e anche come sono state.

 

Allora. OG è stato dal 1999 al 2004 responsabile della pagina economica del Foglio, organo della Convenzione per la Giustizia, movimento politico fondato da due parlamentari: il forzista Marcello Pera e il verde Marco Boato, di fatto inesistente ma esistente a sufficienza per garantire il finanziamento pubblico per la stampa di partito.

 

Dal 2007 al 2009 era direttore responsabile di Libero Mercato,  inserto economico del quotidiano Libero. Anche Libero ha una curiosa storia societaria, la testata è di proprietà del gruppo Angelucci (noti imprenditori ramo sanità, non motofalciatrici), ma la società ha "volteggiato" fra formee cooperative, organo ufficiale del Partito Monarchico (sic!), fondazioni San Raffaele, eccetera, il tutto per rastrellare dal 2003 al 2009 40 milioni di contributi pubblici.

 

Bene. Io faccio il libero professionista. Sono una "puttana" (passatemi il termine) perché non me ne frega (e non me ne deve fregare) un fico degli assetti societari dei miei clienti o dei contributi pubblici che ricevono, fintanto che non sono dei delinquenti. Non sono un moralista insomma. Il lavoro è lavoro.

 

Però se avessi lavorato anni e anni per chi vive di contributi pubblici, e in posizioni apicali come OG, mi sembrerebbe di "cattivo gusto", diciamo così, andare ad urlare il giorno dopo "Stato Ladro!!!" tutte le mattine alla radio. Non parliamo poi di propormi politicamente con tali slogan.

Mi sentirei a disagio come una pornostar in disarmo che predica la castità.

 

Queste sono state le motofalciatrici di OG, che fra l'altro ancora oggi lavora per il gruppo Sole24Ore, anch'esso sostenuto da denari pubblici (oltre che dalle quote degli iscritti a Confindustria).

 

Poi vedete voi.

Non conosco particolarmente bene chi sia OG, l'avrò sentito parlare un paio di volte in qualche programma della televisione italiana, e avrà letto qualche suo articolo, ma dal CV che hai dipinto comprendo i tuoi dubbi (io ad esempio non avevo idea che fosse stato così intrallazzato con SB). Questo premesso, devo confessare che non avrei problemi a votare alcuni membri del partito di SB, se mollassero SB e si presentassero con altri partiti alternativi a SB. Questi alcuni sono probabilmente molto pochi, ma ci sono.

Egregio sig. Guereani
Quello che Lei scrive è corretto, ma mi permetto di farLe un appunto esiste, grazie a Dio, la possibilità di cambiare opinione. Confido che quello che ha detto Boldrin sia vero vista la sua conoscenza personale nei confronti di OG e presumo di tanti OG come diceva.
Se Giannino ha cambiato idea o meglio ha mantenuto nei tempi la medesima idea e poi ha cambiato persona/partito/mondo di riferimento per portare avanti la sua idea credo che non ci sia un serio problema di autenticità della persona e del suo pensiero.
Veda quando io avevo 18 anni mi sono iscritto alla FGCI ( dopo solo un anno mi sono pentito e me ne sono andato ) ora mi accingo a seguire/votare/far parte di un partito "ultra liberista" ( il solo nome mi fa ridere ). Sembrerebbe che abbia fatto il più grosso dei cambiamenti e dei voltafaccia, ma non è così a 18 anni pensavo e credevo nella possibilità di poter essere ciò che VOLEVO essere 22 anni dopo credo nella stessa idea, ma ho cambiato i referenti, sono passato da quella bolla speculativa che era il comunismo alla meritocrazia, ma il senso è lo stesso.
Le dico questo perché credo che si debba verificare le vere intenzioni delle persone e queste si possono verificare solo con il tempo. Quando BS è sceso in campo ( puah ) credevo che ci fosse una persona che volesse cambiare l'Italia, quando MM ha fatto il governo credevo che ci sarebbe stata la svolta. Forse dirò che quando OG è entrato in politica credevo..... Ma al momento attuale mi piace quello che dice, come lo dice e a chi lo dice, quindi non posso non dargli fiducia, naturalmente devo vigilare sulla persona, verificare che quello che dice corrisponda al suo fare ( cosa che molti connazionali spesso non fanno o si dimenticano, volutamente, di fare ) ma occorre dare fiducia.
E poi non c'è solo lui, ci sono persone dietro di lui, c'è dell'altro quindi non facciamo troppo i duri e puri ognuno di noi ha sbagliato nella vita e ha possibilità di redimersi.
Pensi che ho anche votato per Casini una volta ...... Che dovrei fare crocifiggermi per questo....
Credo nel progetto e chi lo propone è credibile e questo mi basta.
Non credo che Lei sia un moralista e quello che dice è giusto. Ma penso che il nostro dovere sia anche di vigilare sul passato, presente e futuro delle persone che ci rappresentano questo per essere cittadini e non sudditi.
Grazie per l'attenzione
Cordialmente
AS

Detto altrimenti, la colpa di OG consiste nell'essere un giornalista di "destra" o, meglio, un giornalista che ha lavorato in giornali di destra. Perché, con la sola e lodevole eccezione dei giornalisti de Il Fatto, TUTTI i giornalisti italiani lavorano per giornali che ricevono sussidi pubblici. Come la mettiamo? 

In nome del "buon gusto" vietiamo a tutti i giornalisti di fare politica o, meglio, vietiamo loro di prendere alcuna posizione contro questo sistema di sussidi e spesa pubblica perché al momento ne ricevono, indirettamente, una parte?

 

Ed i pensionati? Vogliamo proibire ad un pensionato che ritenga questo sistema pensionistico ingiusto di dirlo e di svolgere attività politica perché tale sistema venga modificato?

 

Ed un deputato o senatore, sia esso di destra o di sinistra, che in un attacco di rara decenza dovesse scegliere di agire per ridurre i costi del parlamento e della politica in generale, come dovremmo accoglierlo? A pernacchie perché sputa dove mangia?

 

E gli imprenditori che sono contro i sussidi alle imprese, che dire di loro? O gli avvocati che magari ritengono che l'ordine sia una istituzione medievale pur facendone parte?...

L'elenco di affermazioni assurde che seguono dalla logica adottata da Alessandro Guerani per squalificare personalmente OG  potrebbe diventare lunga assai e rivoltarsi contro l'inventore della medesima. Ma non lo farò.

Mi preme solo sottolineare che è proprio QUESTO STILE di far politica - proprio dei Feltri, dei Belpietro, dei Sallusti ed anche dei Ferrara, che Guerani attacca - che il suo commento ripropone. 

Questo stile non mi interessa. E la pianto qui.
 

Intanto una premessa doverosa, a me, personalmente, non frega nulla, ma proprio nulla, che OG scrivesse per giornali di destra , o fosse un supporter di SB o meno.

 

Il mio ragionamento è diverso e vale anche se avesse scritto per il Manifesto e fosse stato uno sfegatato fan di Turigliatto o Ferrero.

 

Dico solo che ci sono dei limiti, a mio modo di vedere, fra fare un certo tipo di lavoro e l'attività politica. Limiti appunto delimitati dalla coerenza personale e dalla credibilità (quella parola così tanto invocata quando si parla oggi di economia).

 

Non è un caso che in Italia certe professioni non sono pagate "dal mercato", ma dal "pubblico", e infatti vedono un trasferimento continuo, quasi automatico talvolta, da un campo all'altro.

Il caso di OG è emblematico: attivista politico prima, giornalista in posizioni apicali (apicali, non il pensionato) in giornali di partito (partiti inesistenti, creati ad hoc per avere i finanziamenti dello Stato, che lì era evidentemente bellissimo e non ladro) dopo, ed ora di nuovo in politica.

 

Io queste "slidin' doors" le noto molto solo in Italia e mi paiono uno dei tanti problemi di questo paese in cui la commistione informazione-politica ha oramai raggiunto livelli imbarazzanti.

 

E se mostrare il suo CV significa "squalificare personalmente" OG o fare "killeraggio" la colpa è mia o del CV in questione?  CV che non ha assolutamente nulla, e ripeto nulla, di "vergognoso" in sé.

Ma che sicuramente è frutto di scelte.

Come anche la politica è frutto di scelte.

E fra le scelte professionali compiute (ripeto, legittimamente) da OG e le scelte politiche che propugna continuo a sentire una forte distonia.

 

Se voi non la sentite, amen.

Anche io condivido le perplessita' di Alessandro Guerani: la prima cosa che uno chiede dal candidato che vota e' un po' di coerenza.

Detto questo, non e' certo la presenza di un candidato poco presentabile che compromette un partito (se cosi' fosse saremmo condannati all'astensione perpetua). Personalmente, quando ci sara' da votare, guardero' chi sono i candidati nel mio collegio, e scegliero' di conseguenza.

A proposito: sembra che un'incognita non irrilevante e' la legge elettorale con cui andremo a votare.

Anche io avrei questo tipo di perplessità, se avessi ancora 16 anni, purtroppo ne ho il doppio. Ho sentito fare questo ragionamento in piu' occasioni e si puo' riassumere in "io lavoro per la ditta X anche se sono contrario a certe pratiche di X, ma il personaggio Y che dichiara pubblicamente che X è male non dovrebbe avere/avere avuto nessun rapporto con X". A me sembra piu' logico richiedere al personaggio pubblico Y di seguire lo stesso standard morale che applichiamo a noi stessi.

 

In termini pratici, credo che i wahabiti siano uno dei gruppi piu' retrivi e nemici dei diritti umani al mondo, ma se mi offrissero un lavoro in un fondo sovrano saudita ci andrei a lavorare domani? Beh, evito di fare apprezzamenti sulla coerenza personale di chicchessia. Non sto dicendo che fare discussioni su coerenza/credibilità sia sbagliato in sé, ma almeno si abbia il coraggio di dire "io sono contrario ai contributi pubblici e per questo se domani ci sono contributi per acquistare un nuovo PC e io devo cambiare il PC non li prendo appositamente, anzi se me li offrono li rifiuto". Se riuscite a fare un ragionamento del genere siete persone migliori di me e avete tutta la mia stima, in caso contrario mi asterrei da critiche sulla coerenza di chicchesia. Tra l'altro la situazione è paradossale, perché posto che OG volesse fare il giornalista avrebbe lavorato PER FORZA in un posto che prende contributi pubblici (ah no c'è Mediaset, ahah), cosi' come se fosse stato un avvocato sarebbe stato un iscritto all'Ordine, se fosse stato Professore Universitario avrebbe goduto della progressione automatica per anzianità e esempi a caso a seguire.

Ribadisco, e mi infastidisce assai farlo, ma vedo che anche Carlo Carminati si associa all'incorente argomento di Guerani: rispondete alle domande che ho posto a Guerani.

Sulla base della logica da lui avanzata (e confermata) vale il seguente: tutti i giornalisti, pensionati, lavoratori pubblici, dipendenti RAI, dipendenti di aziende pubbliche, dipendenti di aziende sussidiate dalla mano pubblica, italiani NON hanno il diritto di far politica o, se lo hanno, devono far politica sostenendo che ci vogliono maggior tasse o maggior spesa pubblica. Se dovessero sostenere il contrario peccano di incoerenza e tutto il resto di cui si accusa Giannino.

In particolare, esiste anche un solo poltico italiano, a qualsiasi livello, che avrebbe il diritto di parlare sulla base di questi criteri? Bersani? Di Pietro? Vendola? E Grillo? Che dire di Grillo, secondo questo criterio, che è diventato milionario con i soldi della RAI, pubblico carrozzone clientelare ed inefficiente, ed ora tuona contro il sistema?

Domando (e pretendo risposta aperta, altrimenti provate solo cattiva fede):

VERO o FALSO?

Seguono o non seguono tali conclusioni dall'argomento di Guerani/Carminati?  

Avremmo anche deciso di semi-scendere nell'agone, ma non per questo mi si è evaporato il cervello! 

Michele, quello che dici ha una risposta sola: vero.

 

Pero' se il CV di OG presentato da Guerani riporta dei fatti (magari parziali), i dubbi per chi non conosce personalmente OG sono legittimi. Se poni la questione come "fidatevi di noi"e "tutti hanno il diritto di cambiare idea" e' OK, chi scrive qui si fidera' - ma se il punto di nfA e' ragionare sui fatti, farsi venire dei dubbi non mi pare cosi' scandaloso. E se questo e' killeraggio, non oso pensare che cosa sara' quello che vi verra' attribuito fuori: vedi i commenti agli articoli su fermareildeclino.it di Famularo su Linkiesta e Didonna sul Fatto, per fartene un'idea.

 

Nulla di personale contro OG: e' l'argomento di questo thread, ma quanto sopra vale anche per altri firmatari. Tutti loro hanno pienamente il diritto di cambiare idea, ma saranno anche un fardello per voi (oltre che per loro stessi) fino alla prova dei fatti. 

 

Vero

Alessandro Guerani 29/7/2012 - 18:06

Ma proprio gli esempi che fa mostrano il principale problema della politica italiana, cioè la credibilità.

 

Perché nei paesi ai quali vi ispirate le scelte personali dei candidati politici sono la prima cosa passata al setaccio? No, qui in Italia è killeraggio e i pensionati (soldati) hanno le stesse responsabilità dei direttori (generali).

 

Non si preoccupi, sono io che ho una mentalità moralista, quella che ad esempio mi impedirebbe di urlare "Islam boia" dopo aver lavorato come dirigente per i Wahabiti. O "Stato ladro!" quando i miei editori si affidano ai suoi contributi, in modo pure opinabile anche se non illegale, per riuscire a pagare il mio stipendio, non da impiegato, ma da dirigente con responsabilità annesse.

 

Qui non c'entra cambiare idea, c'entra quello che si è disposti anche a sacrificare per le proprie idee per avere poi la forza morale di eventualmente chiedere sacrifici anche agli altri.

 

Sarà un concetto da sedicenne ma di generali che inneggianno alla guerra dal tavolo del Ritz mentre i soldati sono in trincea io non ne sento il bisogno.

Bene. Io faccio il libero professionista. Sono una "puttana" (passatemi il termine) perché non me ne frega (e non me ne deve fregare) un fico degli assetti societari dei miei clienti o dei contributi pubblici che ricevono, fintanto che non sono dei delinquenti. Non sono un moralista insomma. Il lavoro è lavoro.

Non si preoccupi, sono io che ho una mentalità moralista.

Secondo me la A e B hanno intersezione nulla, ma magari mi sbaglio.

 

Insiemistica a parte, mi pare di capire che tu puoi essere contrario ai contributi pubblici e lavorare per chi i contributi li prende (concetto di "puttana"), mentre OG non puo' perché dal suo ruolo "pubblico"  critica apertamente i contributi. Secondo me invece, se vuoi criticare chi i contributi pubblici li prende smetti di fare la puttana e lavori solo per chi i contributi pubblici non li ha mai chiesti, altrimenti ti astieni dal criticare  chicchessia. Magari sono un ubermoralista.

No

Alessandro Guerani 29/7/2012 - 21:01

lei  semplicemente ha un concetto, molto italiano purtroppo, che non pretende dalle figure politiche una coerenza maggiore rispetto alla normale vita professionale.

 

Per il resto la sua teoria degli insiemi fa fatica a reggere alla normali regole retoriche, per cui sí, è vero, ho 16 anni, vivo di contributi pubblici, lavoro per i Wahabiti, urlo "stato ladro" e "islam boia" alla radio tutte le mattine e propongo manifesti politici e magari un domani dovrò decidere sul lavoro di centinaia di persone perché quello che fanno non riesce a stare sul mercato da "solo".

Ecco, forse gli proporrò di diventare tutti organi di stampa del Partito Monarchico, in effetti ha ragione.

Caro Michele, diciamo che ci sono molti modi di convivere con il sistema, e a mio avviso non sono tutti equivalenti.

Per esempio, tanto per restare ai giornali, una cosa e' usufruire di uno sconto sul prezzo della carta, un'altra e' inventarsi un movimento politico piu' o meno fantasioso al fine di ciucciare danari pubblici à go-go. Non credi?

Comunque, riguardo alle perplessita' su OG, il fatto di scrivere su Libero (a spese del povero contribuente tartassato) e' solo un tassello del quadro completo, e non vedo come tu possa scandalizzarti perche' c'e' chi diffida di uno che ha confuso il Berlusconismo con la rivoluzione liberale (sarebbe come credere D'Alema il paladino della classe operaia ;)

Sul fatto poi che gli attuali partiti (almeno nelle classi dirigenti) siano al minimo storico di credibilita', beh, sai che scoperta!

 

PS: per inciso, nemmeno di Grillo, che tu menzioni, ho una buona opinione. In questo caso pero' le mie riserve non riguarderebbero il suo lontano passato in RAI, ma piuttosto il suo presente di padre-padrone del M5S. Paradossalmente il catalizzatore del M5S sembra essere diventato ora il piu' severo limite di un movimento per altri versi molto interessante.

Anche io non sono d'accordo col definire killeraggio dire che cosa ha fatto/scritto OG in passato. Si ha diritto di sapere quale è stato il percorso di chi si appresta a entrare in politica. Poi ognuno è libero di scegliere se tenere in conto il "passato" di un candidato e come. Anzi, a dirla tutta, sarebbe ancora meglio e più credibile se OG stesso spiegasse (forse l'avrà già fatto da qualche parte ma non passo il tempo a seguirlo) come e perché in passato ha sostenuto BS e poi ha cambiato idea, visto che ora si accinge a sostenere un progetto alternativo.

Detto questo, secondo me vale la pena di sostenere questo progetto (OG incluso), a costo di pentirsene in futuro. Sono stufo di votare PD solo perché non riesco a votare altro. E non vedo l'ora di votare un soggetto politico con convinzione! Magari al punto di sostenerlo in modi concreti oltre che con il voto. In bocca al lupo!

amico mio, killeraggio. Non siamo mica nati ieri! Abbiamo avuto il tempo di vIvere le rovine del fascismo, gli ultimi crimini del comunismo, l'integralismo cattolico e i comportamenti e i metodi dei loro epigoni. Abbiamo anche visto l'emergere di volgari arruffapopoli alla Berlusconi o alla Bossi (non parlo di quelli "di sinistra" ne' di quelli "di moda") ai quali molti di noi hanno inizialmente creduto perché promettevano la rivoluzione liberale o il federalismo. Se vogliamo inchiodare qualcuno a un momento del suo passato non abbiamo che l'imbarazzo della scelta di croci ben più grandi di quella cui si inizia a inchiodare Giannino e, con lui, le idee che propone. Io ho creduto alla Lega degli inizi. Non avrei il diritto di pentirmene e di esprimere le mie idee, che poi sono quelle di allora? Ho lavorato per tutta la vita per quella chiavica dell'università pubblica italiana. Non ho avuto l'intelligenza e il coraggio di Boldrin e soci ma non per questo voglio vedermi privato del diritto di sostenere le idee che condivido, e che magari ho modificato nel tempo, e di propugnarle. Alla fine ne' Berlusconi, ne' Bossi sono gli unici babau del panorama italiano. Ne rimangono altri, direi tutti, oggi ben più attivi e, per questo, più pericolosi. E con un vissuto anche piu' inquietante. Vogliamo o no guardare  i dieci punti, come tu fai? Perche' altrimenti dalla foresta di pagliuzze o di travi negli occhi degli altri non ne usciremo mai.