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Una nuova fase per nFA

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Intanto una premessa doverosa, a me, personalmente, non frega nulla, ma proprio nulla, che OG scrivesse per giornali di destra , o fosse un supporter di SB o meno.

 

Il mio ragionamento è diverso e vale anche se avesse scritto per il Manifesto e fosse stato uno sfegatato fan di Turigliatto o Ferrero.

 

Dico solo che ci sono dei limiti, a mio modo di vedere, fra fare un certo tipo di lavoro e l'attività politica. Limiti appunto delimitati dalla coerenza personale e dalla credibilità (quella parola così tanto invocata quando si parla oggi di economia).

 

Non è un caso che in Italia certe professioni non sono pagate "dal mercato", ma dal "pubblico", e infatti vedono un trasferimento continuo, quasi automatico talvolta, da un campo all'altro.

Il caso di OG è emblematico: attivista politico prima, giornalista in posizioni apicali (apicali, non il pensionato) in giornali di partito (partiti inesistenti, creati ad hoc per avere i finanziamenti dello Stato, che lì era evidentemente bellissimo e non ladro) dopo, ed ora di nuovo in politica.

 

Io queste "slidin' doors" le noto molto solo in Italia e mi paiono uno dei tanti problemi di questo paese in cui la commistione informazione-politica ha oramai raggiunto livelli imbarazzanti.

 

E se mostrare il suo CV significa "squalificare personalmente" OG o fare "killeraggio" la colpa è mia o del CV in questione?  CV che non ha assolutamente nulla, e ripeto nulla, di "vergognoso" in sé.

Ma che sicuramente è frutto di scelte.

Come anche la politica è frutto di scelte.

E fra le scelte professionali compiute (ripeto, legittimamente) da OG e le scelte politiche che propugna continuo a sentire una forte distonia.

 

Se voi non la sentite, amen.

Anche io condivido le perplessita' di Alessandro Guerani: la prima cosa che uno chiede dal candidato che vota e' un po' di coerenza.

Detto questo, non e' certo la presenza di un candidato poco presentabile che compromette un partito (se cosi' fosse saremmo condannati all'astensione perpetua). Personalmente, quando ci sara' da votare, guardero' chi sono i candidati nel mio collegio, e scegliero' di conseguenza.

A proposito: sembra che un'incognita non irrilevante e' la legge elettorale con cui andremo a votare.

Anche io avrei questo tipo di perplessità, se avessi ancora 16 anni, purtroppo ne ho il doppio. Ho sentito fare questo ragionamento in piu' occasioni e si puo' riassumere in "io lavoro per la ditta X anche se sono contrario a certe pratiche di X, ma il personaggio Y che dichiara pubblicamente che X è male non dovrebbe avere/avere avuto nessun rapporto con X". A me sembra piu' logico richiedere al personaggio pubblico Y di seguire lo stesso standard morale che applichiamo a noi stessi.

 

In termini pratici, credo che i wahabiti siano uno dei gruppi piu' retrivi e nemici dei diritti umani al mondo, ma se mi offrissero un lavoro in un fondo sovrano saudita ci andrei a lavorare domani? Beh, evito di fare apprezzamenti sulla coerenza personale di chicchessia. Non sto dicendo che fare discussioni su coerenza/credibilità sia sbagliato in sé, ma almeno si abbia il coraggio di dire "io sono contrario ai contributi pubblici e per questo se domani ci sono contributi per acquistare un nuovo PC e io devo cambiare il PC non li prendo appositamente, anzi se me li offrono li rifiuto". Se riuscite a fare un ragionamento del genere siete persone migliori di me e avete tutta la mia stima, in caso contrario mi asterrei da critiche sulla coerenza di chicchesia. Tra l'altro la situazione è paradossale, perché posto che OG volesse fare il giornalista avrebbe lavorato PER FORZA in un posto che prende contributi pubblici (ah no c'è Mediaset, ahah), cosi' come se fosse stato un avvocato sarebbe stato un iscritto all'Ordine, se fosse stato Professore Universitario avrebbe goduto della progressione automatica per anzianità e esempi a caso a seguire.

Ribadisco, e mi infastidisce assai farlo, ma vedo che anche Carlo Carminati si associa all'incorente argomento di Guerani: rispondete alle domande che ho posto a Guerani.

Sulla base della logica da lui avanzata (e confermata) vale il seguente: tutti i giornalisti, pensionati, lavoratori pubblici, dipendenti RAI, dipendenti di aziende pubbliche, dipendenti di aziende sussidiate dalla mano pubblica, italiani NON hanno il diritto di far politica o, se lo hanno, devono far politica sostenendo che ci vogliono maggior tasse o maggior spesa pubblica. Se dovessero sostenere il contrario peccano di incoerenza e tutto il resto di cui si accusa Giannino.

In particolare, esiste anche un solo poltico italiano, a qualsiasi livello, che avrebbe il diritto di parlare sulla base di questi criteri? Bersani? Di Pietro? Vendola? E Grillo? Che dire di Grillo, secondo questo criterio, che è diventato milionario con i soldi della RAI, pubblico carrozzone clientelare ed inefficiente, ed ora tuona contro il sistema?

Domando (e pretendo risposta aperta, altrimenti provate solo cattiva fede):

VERO o FALSO?

Seguono o non seguono tali conclusioni dall'argomento di Guerani/Carminati?  

Avremmo anche deciso di semi-scendere nell'agone, ma non per questo mi si è evaporato il cervello! 

Michele, quello che dici ha una risposta sola: vero.

 

Pero' se il CV di OG presentato da Guerani riporta dei fatti (magari parziali), i dubbi per chi non conosce personalmente OG sono legittimi. Se poni la questione come "fidatevi di noi"e "tutti hanno il diritto di cambiare idea" e' OK, chi scrive qui si fidera' - ma se il punto di nfA e' ragionare sui fatti, farsi venire dei dubbi non mi pare cosi' scandaloso. E se questo e' killeraggio, non oso pensare che cosa sara' quello che vi verra' attribuito fuori: vedi i commenti agli articoli su fermareildeclino.it di Famularo su Linkiesta e Didonna sul Fatto, per fartene un'idea.

 

Nulla di personale contro OG: e' l'argomento di questo thread, ma quanto sopra vale anche per altri firmatari. Tutti loro hanno pienamente il diritto di cambiare idea, ma saranno anche un fardello per voi (oltre che per loro stessi) fino alla prova dei fatti. 

 

Vero

Alessandro Guerani 29/7/2012 - 18:06

Ma proprio gli esempi che fa mostrano il principale problema della politica italiana, cioè la credibilità.

 

Perché nei paesi ai quali vi ispirate le scelte personali dei candidati politici sono la prima cosa passata al setaccio? No, qui in Italia è killeraggio e i pensionati (soldati) hanno le stesse responsabilità dei direttori (generali).

 

Non si preoccupi, sono io che ho una mentalità moralista, quella che ad esempio mi impedirebbe di urlare "Islam boia" dopo aver lavorato come dirigente per i Wahabiti. O "Stato ladro!" quando i miei editori si affidano ai suoi contributi, in modo pure opinabile anche se non illegale, per riuscire a pagare il mio stipendio, non da impiegato, ma da dirigente con responsabilità annesse.

 

Qui non c'entra cambiare idea, c'entra quello che si è disposti anche a sacrificare per le proprie idee per avere poi la forza morale di eventualmente chiedere sacrifici anche agli altri.

 

Sarà un concetto da sedicenne ma di generali che inneggianno alla guerra dal tavolo del Ritz mentre i soldati sono in trincea io non ne sento il bisogno.

Bene. Io faccio il libero professionista. Sono una "puttana" (passatemi il termine) perché non me ne frega (e non me ne deve fregare) un fico degli assetti societari dei miei clienti o dei contributi pubblici che ricevono, fintanto che non sono dei delinquenti. Non sono un moralista insomma. Il lavoro è lavoro.

Non si preoccupi, sono io che ho una mentalità moralista.

Secondo me la A e B hanno intersezione nulla, ma magari mi sbaglio.

 

Insiemistica a parte, mi pare di capire che tu puoi essere contrario ai contributi pubblici e lavorare per chi i contributi li prende (concetto di "puttana"), mentre OG non puo' perché dal suo ruolo "pubblico"  critica apertamente i contributi. Secondo me invece, se vuoi criticare chi i contributi pubblici li prende smetti di fare la puttana e lavori solo per chi i contributi pubblici non li ha mai chiesti, altrimenti ti astieni dal criticare  chicchessia. Magari sono un ubermoralista.

No

Alessandro Guerani 29/7/2012 - 21:01

lei  semplicemente ha un concetto, molto italiano purtroppo, che non pretende dalle figure politiche una coerenza maggiore rispetto alla normale vita professionale.

 

Per il resto la sua teoria degli insiemi fa fatica a reggere alla normali regole retoriche, per cui sí, è vero, ho 16 anni, vivo di contributi pubblici, lavoro per i Wahabiti, urlo "stato ladro" e "islam boia" alla radio tutte le mattine e propongo manifesti politici e magari un domani dovrò decidere sul lavoro di centinaia di persone perché quello che fanno non riesce a stare sul mercato da "solo".

Ecco, forse gli proporrò di diventare tutti organi di stampa del Partito Monarchico, in effetti ha ragione.

Caro Michele, diciamo che ci sono molti modi di convivere con il sistema, e a mio avviso non sono tutti equivalenti.

Per esempio, tanto per restare ai giornali, una cosa e' usufruire di uno sconto sul prezzo della carta, un'altra e' inventarsi un movimento politico piu' o meno fantasioso al fine di ciucciare danari pubblici à go-go. Non credi?

Comunque, riguardo alle perplessita' su OG, il fatto di scrivere su Libero (a spese del povero contribuente tartassato) e' solo un tassello del quadro completo, e non vedo come tu possa scandalizzarti perche' c'e' chi diffida di uno che ha confuso il Berlusconismo con la rivoluzione liberale (sarebbe come credere D'Alema il paladino della classe operaia ;)

Sul fatto poi che gli attuali partiti (almeno nelle classi dirigenti) siano al minimo storico di credibilita', beh, sai che scoperta!

 

PS: per inciso, nemmeno di Grillo, che tu menzioni, ho una buona opinione. In questo caso pero' le mie riserve non riguarderebbero il suo lontano passato in RAI, ma piuttosto il suo presente di padre-padrone del M5S. Paradossalmente il catalizzatore del M5S sembra essere diventato ora il piu' severo limite di un movimento per altri versi molto interessante.