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Una nuova fase per nFA

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Non credo che il nome Forza Italia sia stato deciso in un brain-storming su internet, è necessario affidarsi a persone esperte che siano in grado di gestire anche la pagina Facebook che attualmente si limita ad esistere senza mettere in campo nessuna delle campagne aggressive indispensabili per raggiungere quella massa critica che servirà a Boldrin e agli altri per decidere se impegnarsi o meno. Guardate che ottobre è dietro l'angolo e di mezzo c'è il buco nero agostano.

Totalmente d'accordo.

 

Per ora siamo tutti ad un livello da lista cittadina 

Io ho stampato il manifesto e le proposte, ed in questi giorni ho iniziato a farle leggere e commentare a cittadini italiani che conosco qui nei dintorni di Londra, persone che non conoscono NfA e che non hanno idea di chi sia OG, ma che credo possano essere abbastanza esemplificativi del tipo di votante che dovrebbe essere attratto da simili proposte (e quasi tutti in passato hanno espresso mezze simpatie per il Sig. Grillo e il suo movimento, soprattutto in funzione antipartitica), e l'impatto non è stato dei migliori.

 

Alcuni si sono lamentati per la forma, soprattutto a chi non ha alle spalle una formazione accademica l'utilizzo di certi vocabili (i.e alienazioni) ha generato più di una perplessità (non che non ne capissero il significato, ma lo vedevano come un tipo di linguaggio mellifluo, politichese, interpretando come "noi vendiamo la cosa pubblica per privatizzarne i profitti nelle nostre tasche"). Tutti hanno trovato i dieci punti eccessivamente prolissi, e soprattutto generici, chiedendomi in continuazione: "ma in pratica cosa vogliono fare?".

 

Uno si è lamentato in maniera piuttosto veemente per la richiesta di finanziamenti, e mi ha fatto un esempio abbastanza illuminante: "quando il Sig. Santoro ha chiesto al pubblico di finanziare, avrebbe fatto un discorso del tipo "noi fino ad oggi abbiamo fatto questo e quell'altro, se volete che continuiamo a farlo, abbiamo bisogno del vostro aiuto finanziario", e però questi che cosa hanno fatto? Si svegliano un giorno e mi chiedono soldi?" (magari la pagina di richiesta finanziamenti si potrebbe riscrivere con questo paradigma in mente, soprattutto da parte del gruppo di NfA che ha alle spalle anni di campagne contro il malgoverno italico). Questa persona mi ha anche fatto notare che il Sig. Grillo non chiederebbe soldi e che i vari gruppi territoriali del M5S si amministrano finanziariamente in maniera indipendente, senza necessità di una costosa struttura centrale e relativi sprechi. Non so se sia vero, ovviamente, ma si potrebbe indagare.

 

In generale, dall'esperienza avuta, ed ammettendo di aver indagato su un campione molto piccolo (4 persone), mi sembra che avrebbe senso un manifesto più corto, stile raccolta di slogan, poi un documento con i 10 punti programmatici generici ma curando molto gli aspetti semantici, e poi un altro documento con delle proposte dettagliate su una riga, stile il programma del M5S.

interessante il tuo resoconto, tuttavia mi stupisco un po' della reazione dei tuoi interlocutori, accanto a espressioni abbastanza generiche ci sono alcuni punti assolutamente distintivi nl manifesto. Ad es.  riduzione della spesa pubblica in termini di spesa/PIL, non mi sembra lo proponga nessuno dei grandi partiti, oppure difesa del reddito ma non dei posto di lavoro dei lavoratori, anche questa e' una proposta non standard.  Sono capite queste proposte? Hanno espresso un'opinione le persone con cui ne hai discusso?

Se devo dirti la verità, a me è parso che il discorso "riduzione della spesa pubblica in termini di spesa/PIL" non l'abbiano capito, espresso in quei termini. E stiamo parlando di persone che vivono e lavorano all'estero, e  che non hanno beneficio alcuno diretto o indiretto dall'elefantiaca spesa pubblica italiana (anzi, un paio sono al corrente che per via dell'IVIE/IVAFE, che è in pratica una patrimoniale sugli emigrati che ritornano nel Bel Paese, sono praticamente condannati all'esilio fino ad una eventuale abrogazione di quelle imposte).  Uno mi ha specificatamente risposto che "l'abbassamento delle tasse lo promettono tutti i partiti, e poi una volta eletti le aumentano, perché dovrei credere a questi?".

Sul punto 5, il sostegno al reddito , invece hai ragione, erano tutti molto più ricettivi, e mi è sembrata ci fosse una maggiore comprensione (ma d'altronde è tutta gente che lavora senza articolo 18 da una vita, in un sistema in cui il sostegno al reddito c'è già, immagino che in un campione di lavoratori residenti nella RI e protetti dall'attuale legislazione il risultato potrebbe essere molto diverso).


Anche secondo me l'esperimento è interessante, e probabilmente andrebbe ripetuto in maniera più allargata e controllata, per capire l'efficacia della comunicazione e tante altre cose.

Sveglia!!!

simone 1/8/2012 - 14:22

Ma avete capito a chi state chiedendo il voto?

Io so che siete diversi dagli altri (grazie a Dio!) ma parlare di "Spesa/PIL", con tutto il rispetto, vuol dire non avere ben chiaro chi è il "cliente" da intercettare.

Dovete andare per slogan! Arruolare qualche donna di bella presenza (leggasi gnocca), essere graffianti come Grillo ma dando l'idea di essere un'alternativa credibile. Insomma, il vostro vantaggio competitivo è quello di essere riconosciuti, già oggi, dall'elite (scarsissima) di questa nazione come interlocutori seri e affidabili. Ora dovete convincere quelli che guardano il grande fratello! E certo non ci riuscirete parlando di spesa/PIL, vi piaccia o no.

Basta

Corrado Ruggeri 5/8/2012 - 12:34

Innanzitutto basta con "sveglia", antipatico modo di dire introdotto da quell'antipatico di Luttazzi, che presuppone che tutti siano dei fessi dormienti tranne te che hai visto la luce Soprattutto: basta con i parlare di "marketing" e non di politica, il "cliente" da intercettare  e non di "italiani", con il parlare di gnocca e non di donne e il considerare tutti gli "altri" (mai sè stessi of course) come imbecilli che guardano il grande fratello. Se interessano queste cose c'è già Forza Italia o PDL. Qui si vuole fermare il declino, non farne parte

Devo dire che ho mandato il moroso (Professore di Farmacologia da circa 10 anni in America) a leggere il sito e anche lui mi ha detto che pur concordando con i contenuti, non tornera' mai piu' sul sito ne' lo condividera' con altri.

 

Io che faccio marketing ho cominciato a cercare i motivi del suo disinteresse ed e' andata cosi':

Lui: non capisco cosa vogliono fare.

Io: ma non capisci i punti

Lui: PIL so a malapena cosa vuol dire, ma si poi se vado a leggere con attenzione sono d'accordo con tutto, come si puo' non essere d'accordo... ma cosa vogliono fare?

Io: iniziare una forza politica

lui: beh quando avranno dei politici che declinano le proposte magari si capira' meglio per ora e' solo un pampleth accademico

Io: ma secondo te cosa potrebbero fare per coinvolgere piu' gente

Lui: tagliare i testi di molto e fare delle proposte piu' concrete.

 

Quindi concordo con le osservazioni di cui sopra. Qui nella nostra torre d'avorio siamo tutti d'accordo ma fuori (e anche nelle torri d'avorio circostanti) ci capiscono in pochi.

Questa persona mi ha anche fatto notare che il Sig. Grillo non chiederebbe soldi e che i vari gruppi territoriali del M5S si amministrano finanziariamente in maniera indipendente, senza necessità di una costosa struttura centrale e relativi sprechi. Non so se sia vero, ovviamente, ma si potrebbe indagare.

Certo, bisognerebbe indagare. Anni fa in un forum si presento' una ex-grillina che spiego' con dovizia di particolari come ogni meeetup di Grillo dovesse pagare ben precise royalties per usare il suo nome (si parlava di importi a 4 zeri). Naturalmente un grillino potrebbe tacere (per proteggere il "maestro") e di un "ex" ci si potrebbe non fidare per cui fare un'indagine oggettiva è compesso in certe "sette". Scientology insegna.

Ecco l'articolo che stavo cercando.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/21/per-battere-b-serve-il-brand-...

Un estratto:

Chi lavora con Berlusconi fa analisi di questo tipo. Mentre politici ed elettori di centrosinistra discutono di politica, contenuti e massimi sistemi, dall’altra parte c’è una macchina che lavora in modo scientifico: valuta dati, prende decisioni, misura gli esiti di quelle decisioni, valuta se insistere o modificare i comportamenti. Ogni scelta è ponderata, misurata, validata.

Per battere il brand Berlusconi, dunque, ci vuole un brand sinistra.