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Aderisco a “fermare il declino” partendo dal PD

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a me pare che il LIBOR o ogni altro indice non vada truccato nè in alto nè in basso

a me pare che non sia compito di una decina di banchieri creare vantaggi ai poveracci 

ritornando in Italia a me pare che una banca, considerata prestigiosa, non possa garantire a spese dei piccoli azionisti una buonuscita di 45 miliardi a un fallito ed alla sua famiglia che tanto avevano già succhiato con comportamenti diciamo anomali.

a me pare che i comportamenti della finanza richiedano qualche correzione, tu no?


l libor era ritoccato al ribasso. per il retail, la piccola gente che va tutelata, ha comportato pagare meno i mutui e incassare meno dalle cedole di un'obbligazione a tasso variabile. complessivamente, prevale la prima. eppoi il mutuatario è più simpatico del rent

sono comportamenti in buona parte criminali, da perseguire. e il mio esempio valeva per indicare i fenomenali giochi di specchi ( la banca di inghilterra sapeva eccome! e riteneva di aver esercitato appunto la sua funzione di controllo) che sono dietro anche ai casi più clamorosi.

 

però la questione generale tutt'ora irrisolta è, ad es.: basilea 3 è troppo severa o troppo lasca?

oppure: la separazione fra banca d'affari e banca di investimento è veramente cruciale? visto che lehman già la rispettava, assieme a molti altri ratios patrimoniali che si ritenevano sicuri. ratios che anche adesso si fatica a rivedere sostanzialmente, viste le gravi conseguenze recessive.

ancora: il pincopalla che sul corriere di oggi suggerisce di vietare i futures regolamentati sui titoli di stato, sa di cosa parla?

 

inutile cercare il grande colpevole,  qua si sono sbagliati tutti a cominciare dai regolatori, confortati dagli accademici e dalla opinione pubblica, specie la più informata, e  la conferma viene appunto dalla perdurante incertezza sui rimedi.

 

(sono 45 milioni, non miliardi)

Non sono certamente in grado di discutere delle tecniche e strategia di finanza, ci mancherebbe. La mia informazione sul libor era sbagliata, credevo che fosse aggiustata in alto, ma la mia conclusione operativa rimane invariata, come crede pure Aldo Lanfranconi e per lo stesso principio. Non è possibile manipolare il mercato come regola generale. A forza di impoorre la propria logica la finanza ha fatto capitolare stati e forse riesce pure a far capitolare l'Europa e l'euro. Questa eventualità mi spaventa. La consegunza, almeno per l'Italia, è un continuo aumento delle tasse e riduzione di servizi a carico della massa a reddito fisso (i ricchi non si possono tassare per il principio che trasferiscono le loro sostanze verso i paradisi fisali)

Nei dieci punti del manifesto, programma non mi aspetto una filippica verso la finanza per renderli credibili ai miei occhi. I dieci punti sono validi in se. Rimango ancorato ad una logica che ritiene il primato della democrazia con le sue regole rispetto alla finanza.

 

Il liberismo estremo di questi ultimi 15, 20 anni ha portato a polarizzzare la ricchezza verso il profitto dei super ricchi e ridotto il reddito in termini reali dei salari in buona parte del mondo occidentale. Sono dati incontrovertibili, non credo manipolati. Se queste questioni sono considerate quesquilie da proletari, allora permettetemi di indignarmi e di avere dei dubbi delle norme del neoliberismo e del pensioro unico sotteso.

 

Sia chiaro che non voglio etichettare alcuni economisti a ogni costo in termini manichei.

Beh stabiliamo alcuni fatti di base: non c'è stato nessun liberismo estremo negli ultimi 15-20 anni. In generale le condizioni di vita dei poveri nello stesso periodo sono migliorate (dove per poveri si intendono i poveri cinesi, indiani ecc.). I salari in termini reali nel mondo occidentale mi pare siano rimasti stabili (non ho le serie qui appresso, chiedo aiuto a chi se la ritrova). Insomma attenzione a parlare di dati incontrovertibili.

non ho trovato dati sui salari ma quello sul reddito disponibile.

Qui il PDF OECD con i dati e qui un po' di grafici interattivi costruibili con gli stessi.

Mi pare che i dati siano al 90% sopra lo zero e che quindi il reddito disponibile tende ad aumentare.  Il problema dei soli salari credo sia limitante. Oggi nel mondo occidentale una famiglia ha sempre piu' spesso diverse fonti di reddito: da lavoro, da pensione, da capitali, affitti compresi.

Nella mia considerazione precedente ho affermato che i salari (redditi da lavoro degli operai) nel mondo occidentale (Europa, America del Nord, secondo nozione comune) sono diminuiti in termini reali e questo vale sicuramente in Italia. Se vogliamo tirare l'acqua al propro mulino si possono includere anche l'eredità possibile, l'appartamento della nonna, la pensione dello zio ecc. e sommare salari con patrimonio, ma non credo sia corretto.
Anche il patrimonio si è ulteriormente polarizzato ed è cresciuto quello del 10% più ricco e diminuito il restro.

Spiacente ma non possiedo mulini. Cerco solo di difendere il metodo che vige da queste parti, imparato ricevendo a mia volta correzioni a quello che scrivevo, visto che è la piu' grande ricchezza del posto: si parte sempre dai dati. I discorsi sul turbocapitalismo, o sulla finanziarizzazione dell'economia, o sulla fine dell'Ocidente sono i benvenuti a patto che partano da dati oggettivi. Se parli di politiche neoliberiste, whatever that means, devi elencare esattamente cosa intendi, altrimenti si inizia un dialogo tra sordi. Si intendono leggi come la Treu-Biagi? Benissimo, vediamo quali effetto ha avuto sul salario mediano, sul tasso di disoccupazione, sui lavoratori scoraggiati, sull'occupazione femminile etc etc. Etichettare qualcosa come "liberista" o "socialista" prima ancora di aver spiegato di cosa si parla nella pratica allunga ogni discussione del 2000% (ho uno studio econometrico nel cassetto che lo prova :D) di qui almeno il 90% è pure noise (ibidem). Grazie dell'attenzione.