Titolo

Fermare il Declino - La storia vera

3 commenti (espandi tutti)

Alcuni commenti, non esaustivi, da una vostra affezionata lettrice, che peraltro spesso dissente dalle vostre analisi e proposte, apprezzando comunque il tentativo di essere chiari
1) come altre volte, anche in questo caso il vostro programma sconta la hubris degli economisti: fatevi dare una mano da qualche giurista, ne troverete certo all'altezza che potranno aiutarvi a definire un po' meglio alcuni aspetti non secondari del vostro programma. Ad esempio cosa intendete per "riformare il codice di procedura"? Vi riferite a quello civile, penale, amministrativo (escludo che abbiate in mente quello penale militare, ma come vedete c'è spazio per un po' di dettagli), e potreste indicare in che modo? Perchè vedete, tutti e tre i codici di procedura sono stati oggetto di ripetuti e spesso maldestri interventi riformatori, diciamo a partre dalla riforma del diritto societario per finire con il codice del processo amministrativo, varato nel 2010 e già mazzolato dalla Corte Costituzionale, sicchè ad oggi tutti e tre i codici del nostro processo sono stati ampiamente e ripetutamente rimaneggiati, senza che nessuna riforma abbia avuto il tempo di spiegare i propri effetti e poter essere quindi giudicata con serenità nei suoi pregi e difetti. Oltre all'assenza di riforme, l'eccesso di riforme può determinare altrettanti se non maggiori danni, lo stato disastrato dell'amministrazione della nostra giustizia lo dimostra. Quindi se il vostro obiettivo, come credo, era quello di garantire un accesso economico ad una giustizia civile e commerciale rapida, non mi sembra che necessariamente l'obiettivo possa essere centrato tramite l'ennesima riforma del codice di procedura civile, ma se poteste essere più concreti magari questo aiuterebbe a capire meglio la vostra proposta;
2) sul deficit di rappresentanza femminile già altri si sono pronunciati, non mi dilungo, mi permetto solo di osservare che la mancanza di proposte concrete su temi "femminili" si fa sentire: un suggerimento, perchè non contattate la prof. Chiara Saraceno? Se avete potuto aprire a Giannino...;
3) scusate ma nessuno, neanche la Gelmini, ha avuto il coraggio di dire che voleva distruggere l'istruzione, permettetemi di farvi notare dunque che il demonio si nasconde nei dettagli, voi come pensate di procedere? Alcune delle cose che altrove avete scritto mi convincono (ad es aumentare l'autonomia delle scuole, specie nella chiamata diretta degli insegnanti, superamento del sistema delle graduatorie a scorrimento etc.) molte altre un po' meno, anche qui maggiori dettagli sarebbero essenziali. Per esempio, è necessario distinguere tra l'istruzione obbligatoria, per la funzione sociale e le caratteristiche della platea servita, e l'istruzione superiore, cui solo i capaci e meritevoli, nelle parole della nostra Costituzione, devono poter accedere. Ora se per l'istruzione superiore può avere senso - anche se ne dubito - porre le istituzioni scolastiche in competizione, per l'istruzione obbligatoria non ha senso: forse perchè abitate in America non vi rendete conto che non si possono mettere in competizione scuole materne o elementari, attendendo che quella inefficiente "fallisca", perchè il processo creerebbe nel frattempo migliaia di cittadini privi di diritti essenziali, cioè il diritto a un'istruzione di base adeguata ad essere cittadini. Rileggete Don Milani, qualcosa potrebbe interessarvi. Poi vi regalo una mia considerazione, sul ruolo della scuola nella nostra società: il maestro diplomato che insegnava nella scuola degli anni '60 faceva comunque parte di una piccolissima elite culturale di un paese in cui gli analfabeti erano tanti e i laureati si contavano sulle dita di una mano, oggi le insegnanti di mio figlio - oltre a non maneggiare con disinvoltura l'italiano nè altre lingue europee - hanno completato un ciclo di studi che le pone nella fascia culturale medio bassa del paese. Se vogliamo recuperare il ruolo di ascensore sociale del sistema di istruzione, a mio avviso dobbiamo partire da qui. Vi prego però di non riproporre ricette propagandistiche come "lo studente dell'anno", magari qualcosa su come recuperare l'evasione scolastica o rendere l'istruzione professionale effettivamente tale e chiudere le Università che sfornano disoccupati (la laurea dovrebbe comunque essere utile sul mercato del lavoro, non una targa decorativa) e sprecano soldi pubblici: l'idea che togliere il valore legale del titolo di studio sia la panacea di tutti i mali mi sembra ignorare il problema delle asimmetrie informative, nonchè la mancanza di sostegni reali all'istruzione universitaria per i "capaci e meritevoli" di cui sopra (il nostro sistema di borse di studio è semplicemente inesistente, mentre è molto florido il mercato dei posti letto a nero per gli studenti nelle città universitarie, ma forse dall'Amerika questo non si vede).
In attesa di leggervi ancora, in bocca la lupo, al nostro Paese innanzitutto.

non tutti i redattori vivono in America e tutti hanno ben presente la complessità dei problemi della scuola e dell'università. Stiamo lavorando a dei programmi più completi che forse potranno rispondere a parte dei tuoi timori.  Poi libera di condividere o meno le proposte concrete

Quello che Lei dice è corretto e giusto sono argomenti decisamente ficcanti nel tema, ovviamente come Le ha scritto il sig. Federico la cosa è in costante evoluzione e quindi necessita di tempo.
A titolo personale Le posso dire che quello che Lei dice ed indica come mali hanno provenienza antica e quindi non basterebbero 20 anni per cambiare la mentalità di questo paese e questo popolo, ma questo non ci esime dal porci e, contestualmente, rispondere alle domande che Lei pone e non lo dico come "noi" di nFA o di FiD, ma come noi di cittadini. Non necessitiamo di ulteriore benaltrismo.
Mi permetto di chiederLe una Sua mail personale dato che stiamo, io, Giuliana Allen e Francesca Chiaromonte, di dare una risposta dall'estremo basso nei confronti del punto 8 ed in particolare nella ricerca di coinvolgere nelle varie discussioni il gentil sesso o le cortesi Signore.
Se volesse saperne di più senza, per questo, doversi impegnare in qualcosa che potrebbe non condividere La prego di non esitare a contattare me o Giuliana o Francesca ( tutte le mail sono nei nostri profili ) per avere un confronto maggiore sui temi da Lei indicati e sul nostro progetto.
Sperando di poterLa annoverare tra le mie mail Le porgo i miei più sinceri saluti
Antonio Savà