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Fermare il Declino - La storia vera

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quando parlano di mercato senza regole, non sono così stupidi da pensare alla assenza fisica di regole

Il problema è che la regolamentazione c'è, e per ovviare agli intenti falliti di chi l'ha stabilita aggiungiamo altre restrizioni che ovviamente non risolveranno nulla, anzi peggioranno la situazione.
Avevo detto in passato che una questione da risolvere è la trasparenza, ma in questo prima di tutto devono adeguarsi i governi e le amministrazioni pubbliche.

Ciò che si intende criticare è proprio la presenza di regole che lasciano troppa libertà agli operatori finanziari e lasciano indifeso il consumatore. Esiste una letteratura sterminata sull'argomento, come tutti sanno.

Ci saranno regole che tutelano alcuni e altri meno, probabilmente, e questo non ha niente a che fare con i fallimenti del mercato.

Comunque, cosa c'entrano gli operatori finanziari e il consumatore? Si è obbligati ad investire in Borsa forse? Cosa intende dire?
Sulla letteratura non mi esprimo, esiste un equivalente che dice il contrario, quindi? Giochiamo a chi ha in mano più libri? L'approccio scientifico non funziona così, non è sottoposto al principio di autorità.

Il costo della crisi, in cui i derivati hanno avuto un ruolo importante (almeno così leggo in tutti i siti economici) è stato finora di cira 11 mila miliardi di dollari, in gran parte assorbiti dai sistemi bancari dei vari paesi e sottratti alle attività produttive.

I siti economici non sono una fonte attendibile, e comunque va provata e argomentata la responsabilità dei derivati della crisi (quale poi? quella dei subprime o questa?).
La risposta di Luciano Pontiroli può esserLe utile.

 

Ma evidentemente per Lei va tutto bene.

Non ho detto nulla in merito, confonde solamente le cause della crisi del debito sovrano.

 

 

Sulle privatizzazioni forse non mi sono spiegato: quando dico di farle con estrema attenzione e parsimonia non intendo sostenere un trattamento privilegiato per i lavoratori del pubblico,  intendo sostenere  il mantenimento del capitale pubblico per le imprese che funzionano bene e che rendono.

Sulle privatizzazioni non ho detto nulla.
Ho solo affermato, che finanziare le aziende con i soldi pubblici si può (deve) fare a meno.
Le privatizzazioni fatte senza liberalizzare i settori, creano soltanto danno.
Ed è una buonissima scusa da parte dei politici e degli intellettuali statalisti per accusare il "mercato cattivo" di essere inefficiente.