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Un altro rapporto debito/PIL è possibile (2)

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Finalmente il dettaglio. 

 

bene mettere le dismissioni immobiliari a partire dal 2016 perchè la faccenda è intricata. oltre a reviglio, ricordo anche un'intervista a visco che diceva più o meno le stesse cose aggiungendo che molti immobili erano beni strumentali tipo ospedali caserme ecc.

 

ok privatizzare rai poste ferrovie e partecipate. immagino che accanto alla vendita ci saranno anche provvedimenti volti a liberalizzare il mercato e regolare i conflitti d'interesse.

 

ENI, in misura minore ENEL, e finmeccanica. ho già scritto nell'altro post le mie perplessità al riguardo. Lanfranconi ne ha aggiunte altre che trovo sensate.

 

quello che continua a non convincermi del tutto è però altro. Oggi non è che ci siano tanti compratori in giro.nel report che ho precedentemente linkato ,si afferma che l'anno scorso nel mondo i ricavi da privatizzazioni sono stati 90 mld di $.  noi vogliamo farne 35 mld di euro con questa congiuntura.spero di sbagliare, ma mi sembra veramente ottimistico.Se i ricavi fossero tipo 20 mld di euro, che si fa? c'è un piano b?

Ci sono tante cose che possono andare storte. La crescita del PIL in qualche punto della prossima legislatura può essere nettamente inferiore a quella ipotizzata. Ci può essere un'improvvisa fiammata nei tassi d'interesse. L'Europa può chiederci di contribuire all'aiuto finanziario a qualche altro paese, come ha fatto per la Grecia. Qualche  paese del Nord-Africa o del Medio Oriente può esplodere creando un'emergenza umanitaria/militare. E poi il terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette ....

Il rischio che le dismissioni e privatizzazioni non rendano quanto previsto c'è sempre. Abbiamo volutamente mantenuto una linea di valutazione prudenziale e abbiamo cercato di essere il più realisti possibile, ma nessuno può dire con certezza quanto vale un immobile o il premio di controllo di un'impresa finché non si prova veramente a vendere queste cose. Che si fa se gli introiti sono inferiori a quanto atteso? Lo stesso che si fa in tutti gli altri casi in cui le cose vanno peggio di quanto previsto. Si prende atto che gli obiettivi stabiliti, nell'arco di tempo stabilito, non sono raggiungibili e si cerca, in base alle nuove informazioni, di formulare un nuovo piano.

Al momento direi che se uno qualunque degli shock avversi sopra descritti si materializzasse sarebbe necessario posticipare nel tempo l'obiettivo di riportare il rapporto debito/PIL a livelli ragionevoli. Non è bello, ma neanche una tragedia. Se gli shocks sono positivi (crescita più alta, tassi più bassi, introiti da privatizzazioni e dismissioni superiori) invece si accelera.

Lasciami dire però che le preoccupazioni su quanto si può incassare dovrebbero secondo me essere di secondo piano rispetto alle preoccupazione per le resistenze politico/amministrative al progetto.

Il vero pericolo per questo piano è che i politici e tutto il mondo burocratico che dalla proprietà pubblica degli immobili e delle imprese traggono notevoli vantaggi si oppongano sia attivamente sia passivamente al progetto, creando enormi ostacoli a ogni passo (esempio: ogni progetto di dismissioni deve necessariamente iniziare da un censimento accurato del patrimonio pubblico, che richiede la collaborazione delle varie amministrazioni dello stato; che si fa se qualcuno inizia a ritardare?).  Rispetto a questo, il rischio di incassare (molto) meno di quanto ipotizzato mi pare decisamente di rango inferiore.

Citando le "cavallette" di Belushi vi assicurate il voto del 30% dei 30-49enni. E' gia' un inizio. Sono serio.

 

Ottimo ottimo ottimo post Sandro. Questo e' il messaggio da dare.

 

Per stare in tema: la luce c'e', e questa e' la via. Gli altri vi portano allo scenario opposto: vera macelleria sociale (conseguente ad un ulteriore deteriorameento dello scenario economico dovuto alle scelte sbagliate), poverta' crescente. Voi mettete tutto nero su bianco, come state facendo. Quanto il vero tracollo arrivera' voi potrete dire che l'avete previsto. Tanto voi siete in Amerika e vi tocchera' di meno.

 

Continuo. Oggi in UK Nick Clegg ha proposto la patrimoniale. Io penso che, con voi, il dibattito politico italiano e' decisamente il migliore esistente in Europa. Non mi azzardrei a dire del mondo, perche' penso che in molti paesi "sconosciuti" (chenneso' magari la Nigeria - 140 milioni di persone con una penetrazione internet ormai non lontana da quella italiana, dato il ritmo di crescita) il dibattito potrebbe essere migliore.

 

In bocca al lupo, e speriamo tutti per il meglio, per il bene che vogliamo ai nostri cari che sono in Italia.

Il vero pericolo per questo piano è che i politici e tutto il mondo burocratico che dalla proprietà pubblica degli immobili e delle imprese traggono notevoli vantaggi si oppongano sia attivamente sia passivamente al progetto, creando enormi ostacoli a ogni passo

 

E che dire se le dismissioni avvenissero come sono sempre avvenute ossia a condizioni molto favorevoli per quei politici  e per tutto il mondo burocratico che dalla proprietà pubblica degli immobili e delle imprese traggono notevoli vantaggi?

 

Rispetto a questo, il rischio di incassare (molto) meno di quanto ipotizzato mi pare decisamente di rango inferiore.

Mi sembra che la storia sia maestra che del fatto che il rischio sia una quasi-certezza