Titolo

Un altro rapporto debito/PIL è possibile (2)

5 commenti (espandi tutti)

Niente sulle fondazioni bancarie? Ricordo un grazioso articolo di quasi un anno fa: Tassiamo le fondazioni bancarie. Io continuo a pensare che la fusione immediata di tutte le fondazioni in un'unica super fondazione, con l'unico scopo sociale quello di liquidare le quote, sarebbe una policy da esplorare. L'unico ostacolo politico che mi viene in mente, e cioé che alcune comunità locali si sentirebbero defraudate, secondo me non ha basi solide, sia dacché conosco esempi di fondazioni/banche fuse arbitrariamente con altre nonostante, certo con il senno di poi, stessero in condizioni migliori di quelle di buona parte del sistema bancario italiano odierno (la prima che mi viene in mente è la Sicilcassa, vedi in merito Dino Grammatico), sia dacché a quanto pare quando iniziano a scricchiolare tocca a tutti i contribuenti, non soltanto a quelli locali, mettere mano al portafogli per salvarle.

Alessandro, sono d'accordo con te che una tassa sulle fondazione bancarie può aiutare nell'obiettivo di ridurre il debito. Ho preferito non introdurla qua come tema di discussione, per concentrarmi su dismissioni e privatizzazioni. In questo momento preferirei che il dibattito si incentrasse su questo, dato che di carne al fuoco ne fornisce abbastanza. Ma sul tema della fondazioni  bancarie sicuramente torneremo.

ma ripropongo qui una domanda che avevo già posto al Prof Bisin,che mi aveva dato ragione ma purtroppo non aveva portato dati.Proprio perché le fondazioni sono pilotate dai politici,è molto probabile che questi abbiano usato il loro potere sulle banche per far loro comprare Btp,ma esistono dati su chi compra nelle aste dei titoli del debito pubblico?Lo chiedo soprattutto alla luce dell'asta dell'altroieri,titoli già emessi continuano ad avere spread alto,mentre titoli di nuova emissione fanno registrare un livello dei tassi abbastanza contenuto.Mi scuso per l'OT ma questa cosa mi incuriosisce veramente tanto.

qualcuno sa se le commissioni fra comprare sul secondario e comprare in asta sono diverse. Per i privati le commissioni di acquisto di titoli nuovi sono fissati dal Tesoro.

 

Leggo infatti sul sito del MEF:

Per i titoli a medio-lungo termine (BTP, CCT, CTZ) i risparmiatori non sono soggetti al pagamento di alcuna provvigione di collocamento. In quest'ultimo caso, infatti, il Tesoro retrocede alla Banca d'Italia le provvigioni in questione che saranno attribuite, in tutto o in parte, agli operatori partecipanti all'asta.

come correttamente riportato, per i titoli medio lunghi. per i bot un decreto fissa un valore massimo, abbondantemente fuori mercato (cioè si paga meno dappertutto, basta chiederlo.)

gli acquisti sul secondario, pagano una normale commissione di negoziazione. per il retail, online
ormai sono tutte in cifra fissa, pochi euro. allo sportello, numerose banche resistono con commissioni percentuali, molto trattabili: possono chiedere anche uno 0,5%, per poi passare subito a 0,15-0,10.

gli istituzionali e in generale gli ordini di importo rilevante, seguono vie diverse; ad es. riconoscono all'intermediario prescelto che colloca gli ordini, solo il prezzo medio di giornata.