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Un altro rapporto debito/PIL è possibile (2)

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qual'è il valore totale delle compravendite sul mercato immobiliare italiano in un anno?  il rapporto immobiliare 2012 stima che sul mercato residenziale nel 2010 avvenissero compravendite per 102 mld di euro l'anno e su quello non residenziale per 17,5 mld.  Non so se siano stime affidabili e magari c'è qualcosa che resta fuori, si trovano qui  e qui.

Concentrare sull'arco di pochi anni (2016-2018) dismissioni per un valore di 105 mld  non rischia di svalutare  il parco immobiliare italiano, sia pubblico che privato? Se la cosa accadesse non sarebbe pericolosa?  non tanto perchè potrebbero non essere raccolti i 105 mld sperati, ma perchè potrebbe inasprire il problema del credit crunch, riducendo il valore dei beni maggiormente usati come garanzia.   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Provo a rispondere da non esperto. Così eventualmente gli esperti mi correggono e vediamo se arriviamo ad una comprensione comune utile per i non iniziati.

In realtà il meccanismo proposto non porterà necessariamente ad un aumento delle compravendite immobiliari. Anzi, potrebbe anche non esserci alcuna compravendita.

Gli immobili sono conferiti ad un fondo. Quello che viene poi venduto sono le quote di questo fondo. Che hanno un valore legato al patrimonio conferito, ma non in modo diretto. Infatti un buon gestore potrebbe far rendere il patrimonio non vendendolo, ma destinandolo ad affitti e incassando pigioni che lo stato invece non incassa.

Anche le quote del fondo non dovrebbero necessariamente essere incassate subito. Si potrebbe vendere a tranche con un premio legato alle rivalutazione dei beni conferiti. Su questo per altro, non accennato nell'articolo, vi è il tema della eventuale variazione di destinazione d'uso che i piani regolatori del comune in cui gli immobili sono inseriti potranno dare.

Ma a chi

Franco Verzetti 29/8/2012 - 20:57

verrebbero vendute le quote di questo fondo? Non correremmo il rischio di farle finire nelle tasche dei soliti noti?

Infatti quasi tutti i piani di dismissione non considerano vendite dirette (già fallite con l'ultima SCIP, Società Cartolarizzazione Immobili Pubblici) ma attraverso un fondo mobiliare e immobiliare creato ad hoc che dovrebbe acquistare dallo Stato beni mobili e immobili, valorizzarli e quindi rivenderli durante un periodo molto lungo o metterli a reddito.

Il problema si sposta nel trovare i sottoscrittori del fondo tanto che alcuni hanno pensato ad una sottoscrizione forzosa in luogo di una patrimoniale straordinaria.

 

Un altro problema potrebbe essere il seguente: alienando la crema dell'attuale garanzia al debito pubblico si diminuisce il volume del debito del valore dell'alienato  ma il debito residuo, ancora cospicuo, risulterebbe meno garantito e quindi non sarebbero da escludere richieste di interessi più gravosi ad ogni suo rinnovo parziale. (spread più alti)