Titolo

Un altro rapporto debito/PIL è possibile (2)

2 commenti (espandi tutti)

Anche io ho dei dubbi sulla vendibilità del patrimonio immobiliare, per i motivi richiamati: innanzitutto la scarsa liquidità che c'è in giro (non nelle banche, attenzione), e poi per l'aspetto urbanistico (destinazione d'uso in primis), che essendo demandato ai Comuni può essere un ostacolo soprattutto mentale.

Peraltro sono convinto che senza il chiaro segnale che gli immobili inutilizzati saranno venduti le cose possano addirittura peggiorare (per gli immobili), per cui, mentre per la liquidità poco si può fare da un punto di vista normativo (imporre l'acquisto di quote di un fondo è degno dell'URSS),  dal punto di vista della destinazione d'uso si può fare qualcosa nel senso non di cambiarla ex-lege (incostituzionale), ma di fare la legge dicendo "nei comuni in cui sono presenti immobili sottoposti ad alienazione da parte della PA, la richiesta di cambio di destinazione d'uso è fatta dalla stessa PA, e i Comuni hanno 60 gg di tempo per negarla motivandola, oppure la stessa sarà concessa per effetto del silenzio/assenso"  Puoi anche incentivare l'approvazione scrivendo che "nel caso la variazione di destinazione d'uso sia invece approvata nei 60 gg il Comune riceverà il XZY % del ricavato della vendita e/o di compartecipazione al fitto"
Poi se la vuoi fare proprio sporca scrivi che"nel caso il cambio di destinazione d'uso sia negato, e la motivazione sia successivamente ritenuta insoddisfacente dal TAR, il Comune riceverà un taglio dell'80% dei trasferimenti statali,e gli Amministratori saranno obbligati in solido al pagamento delle spese processuali", ma questa forse sarebbe un'arma troppo potente.

 

Quindi rimarrebbe il problema degli sghei, ma lascio la soluzione ad altri.

obbligare all'acquisto forzoso di quote di questo fondo sarà sovietico, però non potrebbe essere una alternativa light a una patrimoniale straordinaria?

 

il discorso di creare una corsia preferenziale per il cambio di destinazione d'uso avrebbe due controindicazioni: così ad occhio mi sembra incostituzionale (gli acquirenti degli immobili dismessi avrebbero un trattamento privilegiato rispetto agli acquirenti di altri immobili) e poi ci sono le conseguenze urbanistiche e ambientali di tale cambio, con i relativi costi per i comuni.