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Politica fiscale e crescita

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dici: " agire sulla domanda aggregata abbia effetti solo sul breve termine"

 

Non ci siamo, nessuno insinua questo. Si vuole semplicemente separare gli effetti di breve e lungo termine di una politica fiscale. Una politica neutra di pareggio (piu' spesa finanziata da piu' tasse; o meno tasse permesse da meno spesa) nel breve non ha impatto a livello aggregato (ma ha senza dubbio un impatto redistributivo). Nel lungo termine ha comunque un impatto, ma non necessariamente di crescita, e nell'articolo si cerca di spiegare perche'.

Penso Piga non ritenga che una politica ‘neutra’ a livello di bilancio non abbia impatto a livello aggregato, se non altro proprio per l’aspetto redistributivo, non tanto tra pubblico e privato, ma tra varie fasce di reddito: tassando chi ha maggior propensione al risparmio e aumentando il reddito disponibile di chi ha maggior propensione al consumo la domanda aggregata dovrebbe aumentare.

tassando chi ha maggior propensione al risparmio e aumentando il reddito disponibile di chi ha maggior propensione al consumo la domanda aggregata dovrebbe aumentare.

 

aumenta la domanda aggregata... di un altro paese, forse.

se vuoi tassare ancor di più me che risparmio, io investo parte di quel risparmio per andare a propendere da un'altra parte (se questo investimento mi appare minore della quota che tu mi sottrarresti per i tuoi consumi).