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Politica fiscale e crescita

9 commenti (espandi tutti)

Prendo spunto dall'articolo di A. De Nicola sulla Repubblica di oggi per dire che la Fornero ha correttamente individuato nel cuneo fiscale uno dei principali ostacoli alla ripresa della crescita ma si è evidentemente dimenticata di affrontare organicamente il problema quando avrebbe potuto farlo, ovvero al momento della riforma delle pensioni, quando la ministra ha preferito occuparsi solo delle pensioni future e ha 'perso l'attimo'. 

Infatti se l'aliquota contributiva previdenziale ha raggiunto il 33% non è per garantire le pensioni future ma piuttosto per pagare quelle correnti e sono queste ultime che hanno complessivamente  superato il 16% del PIL (raggiungendo il tasso di incidenza massimo dei paesi industrializzati).  Si potrebbe perfino azzardare che, con le nuove età pensionabili stabilite  (giustamente) dalla Fornero,  le aliquote del 33% sono diventate  eccessive, dal punto di vista dei lavoratori attualmente in attività,  tenuto conto che penalizzano la crescita del PIL che viene utilizzata anche per rivalutare i contributi versati nel calcolo del montante contributivo.

 

perché non li ammazziamo direttamente i pensionati? Oltre a ridurre completamente l'incidenza delle loro pensioni sul PIL, si risparmierebbe notevolmente sulle spese sanitarie (i vecchi tendono ad ammalarsi e ad acciaccarsi).Inoltre le famiglie risparmierebbero sulle badanti rumene ( niente paura: le piú gnocche si potranno riciclare come babysitter). Scusa l'ironia, capisco anche i paradossi del nostro sistema pensionistico, capisco che i trasferimenti incidono maggiormente sul debito  ma, in  un paese come il nostro, mi sembra che sprechi ed inefficienze da tagliare non manchino. Senza andare sempre su pensionati e lavoratori a reddito fisso. Fossero i pensionati tedeschi che si godono il sole di Maiorca, i nostri mantengono mezza famiglia ed escono solo per i funerali e la messa:-)

Secondo te esiste solo la scelta fra 'tutto e niente' ? Almeno la metà del debito pubblico (ma la stima è per difetto) accumulato sino ad ora deriva dalla somma dei deficit pensionistici accumulati negli ultimi due decenni (pensioni pagati in eccesso ai contributi versati e capitalizzati). Non so se a te sembra una cosa normale.

no, non mi sembra normale, ma non è certo l'unica in Italia. Mi sembra ci siano riforme più semplici da fare.

ps

In paese che non si ricorda degli esodati e che ci mette due mesi a calcolare quanti sono, io dubito si possano fare riforme diverse da "tutto o niente".

gli attuali pensionati rimarrebbero avvantaggiati in quanto la loro retribuzione nella vita è stata mediamente più alta, chi è andato in pensione a 45-50 anni avrebbe in ogni caso la pensione minima.

Cerchiamo di stare nell'ambito del sistema pensionistico e non iniziamo a cercare scuse in altri ambiti, anche perchè il sistema pensionistico è una delle più palesi ingiustizie e sarebbe anche il più facile da risolvere "tecnicamente" con un ricalcolo immediato con il contributivo.

Partiamo da questo articolo da me criticabile nei modi in cui è stato presentato:
http://www.linkiesta.it/germania-salari-rischio-povertà

Questo articolo paventa una ipotesi che può accadere in germania paventando la solita storia che altre nazioni alla fine non sono così diverse dalla nostra, questo redattore ipotizza una germania del futuro come l'attuale Italia, PECCATO CHE NON ACCENNA A COME CACCHIO SARA' L'ITALIA IN QUEGLI ANNI.

In Italia molti non avranno neanche la pensione minima, ovvero tutti quelli che saranno in gestione separata o quelli della gestione mista che non raggiungono i 20 anni di contributi come dipendente a cui NON si sommano gli anni di gestione separata.

Io avrei fatto un altro articolo con il titolo: Bluff Germania e Barbona Italia

Sempre che si arrivi vivi alla pensione per  prendere la miseria prevista, perchè vedrete che sarà spostata ai 70 anni con una aspettativa di vita che non crescerà neanche con la medicina futura, ma lo sapete che tanta gente non sta facendo analisi periodiche o delle cure perchè non hanno soldi neanche per ticket?
Parlate con qualche farmacista che magari vi spiega cosa sta accadendo in molte zone dell'italia.

è interessante notare come sui blog tutti definiscano "facile" la riforma delle pensioni. Chissà perché nella vita reale solo governi tecnici di emergenza nazionale hanno osato farle.  Forse perché tanto semplici non sono?

Concordo sulla tua analisi, in futuro le nostre pensioni saranno penose , ma non vedo come il rendere penose quelle attuali migliorerà questa situazione. Vogliamo illuderci che i soldi risparmiati non verranno sprecati ma investiti a tale scopo? Se non vi dispiace io non ci credo e , visto che di strade per favorire la crescita ve ne sono, grazie ai decenni di sprechi, mi concentrerei su quelle

Se intanto si inziasse a tagliare, via ricalcolo con il sistema contributivo, le pensioni superiori a una certa cifra, diciamo 2000 euro al mese per stare larghi, un pochino di spazio per ridurre il cuneo fiscale verrebbe fuori. Almeno scandali come quello di Amato sparirebbero

Caro Amadeus i soldi del debito non hanno etichette; come potresti obiettare se io sostenessi che il 60% del debito deriva dalla corruzione degli ultimi due decenni? (60 X 20 = 1200) o dall'evasione fiscale degli ultimi 12 anni?

una vecchia pubblicità direi che "avete ragione tutti e due!" poichè entrambi mettete in luce l' aspetto che evidentemente, per motivi rispettabilissimi, ritenete più importante.
Dal mio punto di vsita sono entrambi degni della medesima attenzione e soprattutto di un intervento rapido ed incisivo