Titolo

Politica fiscale e crescita

1 commento (espandi tutti)

Se vogliamo stare coi piedi per terra, nel contesto, allora inizio a corrugare fortemente la fronte leggendo: " Immaginate che a fianco delle politiche di riforma subito lanciate all’avvio dell’euro ...". Ecco, devo proprio immaginare, e parecchio, perché non so voi ma io di "riforme subito lanciate all'avvio dell'euro" proprio non ne ho viste. A meno che non si intenda il lancio verso il cestino, stile basket.  Anche perché se fossero state avviate per tempo non saremmo stati nella situazione in cui ci siamo trovati l'estate scorsa. Governi di CS e di CD si sono sempre dati da fare per rassicurare: va bene così, il nostro sistema previdenziale è il migliore del mondo, è in equilibrio, guai a toccare qui o toccare là.

C'è un altra questione poi da sottolineare, sempre per rimanere realisti ed ancorati al contesto italiano. Se avessimo avuto per 10 anni una crescita del PIL dell'1% o superiore (che a fronte di una crescita dell'economia crea un aumento di gettito) , credete veramente che i politici non ne avrebbero subito approfittato spendere questo inatteso tesoretto? Altro che 80% del PIL, saremmo rimasti tra il 110 ed il 120%!

Mi pare quindi che l'articolo citato immagini situazioni che non si sono verificate (niente riforme dopo l'euro e niente politica espansiva ai primi segnali di crisi 2008) e che con buona probabilità anche se si fossero verificati sarebbero stati sprecati esattamente come abbiamo sprecato, dopo l'ingresso nell'euro, l'abbassamento dei tassi di interessi trasformando il risparmio di spesa in altra spesa, come ben illustrato tempo fa in queste colonne.