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Politica fiscale e crescita

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Il problema, in parte, sta proprio nel fatto che oggi molti i soldi li mettono proprio nel materasso, figurativamente parlando. Bund tedeschi e oro sono il materasso moderno.

Perchè se io uso 1000 euro per comperare oro questi euro svaniscono dalla circolazione?

A me risulta che escono dalle mie disponibilità e vanno in tasca di chi mi ha venduto l'oro, finchè FISICAMENTE io non prendo la carta moneta e la metto dietro una mattonella questi soldi sono sempre in circolazione, e un eventuale cambio di destinazione fatto prelevandoli sotto forma di tasse e usandoli come spesa pubblica non li moltiplica nè li fa evaporare.

Anche usarli per l'acquisto di Bund non li fa sparire, al limite finiscono nelle disponibilità di qualche venditore crucco....

Alla fine, visto che sono soldi che finiscono all'estero (non mi risulta che l'Italia abbia miniere d'oro e i bund tedeschi sono appunto tedeschi), l'effetto è di togliere soldi dalla circolazione in Italia, assolutamente analogo a quello di metterli sotto il materasso. In pratica escono dal nostro circuito investimenti/produzione/consumo per entrare nel circuito di qualcun altro.

Mettere i soldi nel materasso comunque significa, in buona sostanza, non utilizzare risorse reali disponibili per promuovere l'investimento e la produzione di beni. Un contadino che ha un campo che potenzialmente potrebbe produrre il doppio ma, soddisfatto di ciò che ottiene, passa il suo tempo all'osteria sta "mettendo i soldi nel materasso". E' assolutamente vero che magari in quel preciso momento quell'extra-produzione non gli serve ma è altrettanto vero che producendo di più avrebbe le risorse per rinnovare pian piano gli alberi da frutta che ha nel suo campo. Quegli alberi magari daranno frutta fino a che lui vive ma quando il campo passerà al figlio saranno ormai anch'essi alla fine del loro ciclo produttivo. E a quel punto non ci sarà più produzione di frutta.

Il problema della spesa pubblica nasce dal fatto che vi sono situazioni in cui i privati "mettono i soldi nel materasso", non investono perché soddisfatti di ciò che hanno. In fondo un grande industriale a un certo punto può lasciare morire la fabbrica per consunzione e tranquillamente campare di rendita. Ma questo toglierà una fonte di produzione ai suoi figli e ai figli dei suoi operai.

A quel punto entra in gioco la "spesa pubblica" in quanto rappresentante degli interessi anche futuri di tutti. Preleva, con vari meccanismi siano essi coercitivi come la tassazione o volontari, come la sottoscizione di buoni del tesoro, i "soldi nel materasso" e li impiega per nuove attività produttive. O almeno dovrebbe farlo. Nella realtà dei fatti l'efficienza della mano pubblica è così bassa che finisce per distruggere quelle risorse se non, addirittura, per regalarle ad amici ed amici degli amici riproponendo il problema tale e quale a come si era inizialmente presentato.

Poiché mettere i "soldi nel materasso" è una naturale tendenza dell'essere umano, probabilmente ineliminabile a livello di singolo individuo,  è assolutamente necessario avere meccanismi di mobilitazione delle risorse altrimenti inutilizzate.

Fino a ora il dibattito si è polarizzato sulla dicotomia pubblico-privato con schieramenti pronti a difendere la propria ideologia. Nella realtà entrambe le cose finiscono per funzionare male e la soluzione forse non è neanche quella mista che probabilmente finisce per mescolare il peggio di entrambi i sistemi, salvo magari in Scandinavia. A mio avviso il dibattito dovrebbe superare questa contrapposizione per arrivare alla famosa terza via di cui tutti parlano ma nessuno sa cosa sia. Io la vedo come una via che sia gestita direttamente dalla cittadinanza senza i meccanismi di delega all'autorità statale ma francamente non so andare oltre.