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Politica fiscale e crescita

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Ma che bella teoria.

Più lo stato spende, più l'economia cresce.

Ma pensa un pò.  Dopo quarant'anni che i ns. governanti si sgolano per dirci che ce la stanno mettendo tutta per diminuire la spesa pubblica . . . senza riuscirci.

Pensa un pò, che neanche quell'invasato anitistatalista di Brunetta (ancorché proveniente dal PSI) è riuscito a cavare un ragno dal buco. Neanche a "rallentare" la crescita costante della spesa pubblica. La quale è un tank inarrestabile.

Non c'è bisogno di teorizzare i benefici della sua crescita. Lo fa da sola, ad un ritmo in tendenza esponenziale, come un Blog che assorbe tutto (specialmente il portatfoglio delle attività remunerative).

Ma non c'è bisogno di essere Keynesiani (neo o post o vetero o rinco).  Il nostro, se ancora qualcuno non se ne è accorto, è uno degli ultimi stati socialisti.

Ma nessuno si rende conto che il ns. singolare Stato, anziché occuparsi dei suoi compiti, fa tutt'altro? Dal Festival di San Remo, alla coltivazione dei pomodori, alle operazioni a cuore aperto, ad insegnare la "Storia" (direi: la propaganda) ai ns. giovani?

Ma qualcuno si rende conto che quest'ultimo stato socialista va finalmente smantellato, e tutte le sue innumerevoli attività privatizzate? Che non vuol dire che non debba esistere un sistema assistenziale, al contrario. Ma chi l'ha detto che tutte queste attività le debba svolgere direttamente lo Stato?

A parte gli scherzi, ovvero le amenità di questo articolo che si proccupa di dissertare su teorie già fatte a pezzi da 50 anni da Friedman, Hayek ed altri venti premi nobel:  e' questo, ciò che contesto in questo progetto dei 10 punti.

Che a parte il decimo (quello del ns. buon Forti, che però non ha neanche l'approvazione dei decani), tutto il resto è poca roba, già sentita e super-trita.

Deflazione

maresp 11/9/2012 - 20:28

Caro Guido,
tutto quello che tu dici è vero. nel senzo che un paese dove il 55% del pil passa attraverso le mani dello stato ha qualcosa di insano. Il problema grave però è che l'economia italiana sta collassando. Perchè le politiche deflattive, in presenza di crisi di debito, portano al collasso. è matematico. per cui tutti i nostri discorsi sui massimi sistemi, ovvero quale società sia meglio tentare di costruire valgono poco se la società non esiste più. il rischio è questo. in questo momento l'unica soluzione è che qualcuno emetta moneta per fare qualcosa di utile (infrastrutture) senza creare debito. questo qualcuno può essere solo lo stato.

Caro Maresp, lascia perdere le infrastrutture, che non servono a niente.

Il problema per le aziende è il livello di pressione fiscale.

Come fai, col 60 o 70%, a competere contro chi ha il 15%?

Allora mi dirai: ma la colpa è del debito! Come uscirne?

Prima di tutto, vediamo se è poi legale che il 20% del gettito fiscale vada alle banche. Secondo me c'è qualche articolino nella ns. costituzione, magari proprio il nr.1, che non sembra essere daccordo.

Ma poniamo che lo vogliamo pagare, questo debito. Massì, che sarà sarà.

Intanto, prepariamoci la scialuppa di salvataggio.

Prendiamo la regione messa peggio di tutte (la Sicilia) e dotiamola di uno statuto veramente speciale:  un sistema giuridico democratico e liberale da far invidia alla svizzera, con livelli di imposizione fiscale tra il 10 ed il 15%, IVA 5%, articolo 81 cancellato, servizi tutti privatizzati (anche sanità e scuola), libertà di impresa come negli anni '50, politica monetaria ed economica pubblica tipo svizzero, e che se spendi una lira in più della crescita prevista (investimenti) ti appendono per le palle tutta la vita, sistema previdenziale ed assistenziale tipo elvetico (il migliore al mondo) ma ottimizzato (privatizzata anche la scuola).

E con una moneta tutta sua.

Poiché nel giro di 18 mesi, anziché  essere un peso per lo Stato, diverrà la Hong Kong del mediterraneo, scommettiamo che le altre regioni faranno a botte (tutte sui partiti-che ne usciranno cancellati) per fare uguale?

E il debito lo ripaghi subito: con la rottamazione di tutti gli euro circolanti. E riparti con debito zero in una nuova valuta che sta viaggiando alla grande, ed un sistema giuridico senza rivali. 

Dov'è l'errore?

Prendiamo la regione messa peggio di tutte (la Sicilia) e dotiamola di uno statuto veramente speciale:  un sistema giuridico democratico e liberale da far invidia alla svizzera, con livelli di imposizione fiscale tra il 10 ed il 15%, IVA 5%, articolo 81 cancellato, servizi tutti privatizzati (anche sanità e scuola), libertà di impresa come negli anni '50, politica monetaria ed economica pubblica tipo svizzero, e che se spendi una lira in più della crescita prevista (investimenti) ti appendono per le palle tutta la vita, sistema previdenziale ed assistenziale tipo elvetico (il migliore al mondo) ma ottimizzato (privatizzata anche la scuola).

E con una moneta tutta sua.

Poiché nel giro di 18 mesi, anziché  essere un peso per lo Stato, diverrà la Hong Kong del mediterraneo, scommettiamo che le altre regioni faranno a botte (tutte sui partiti-che ne usciranno cancellati) per fare uguale?

E il debito lo ripaghi subito: con la rottamazione di tutti gli euro circolanti. E riparti con debito zero in una nuova valuta che sta viaggiando alla grande, ed un sistema giuridico senza rivali. 

Dov'è l'errore?

Che sono siciliani, non svizzeri? Tra lo svizzero che vota per aumentarsi la benzina in modo da non avere italiani il fine settimana a rompere e il siciliano che promette il voto in cambio di un certo quantitativo di pasta solo io vedo differenze economiche, culturali e sociali ***.

Lo dico senza ombra di razzismo, mi piacciono molto i siciliani e ne ammiro parecchi, ma è la regione cui sono stati dati più fondi e che ha la maggior autonomia (almeno sulla carta) dopo Alto Adige e la Val d'Aosta. I risultati mi sembrano diversi, probabilmente perchè ci sono problemi che vanno oltre la tassazione e le normative del lavoro!

E poi, perchè non prendiamo la regione messa meglio di tutte per fare questo esperimento sociale?

Perche in Italia bisogna sempre aiutare chi resta indietro e mai chi dimostra di esser più bravo? 

 

PS

***e anche di tempo! Il paragone, pur basato su due persone che ho realmente conosciuto, non è onesto in quanto un fatto avveniva circa 15 anni fa, l'altro negli anni '60. Però rendeva il concetto (o almeno così credo)

Grazie del tentativo, ma dire "i siciliani non sono svizzeri" non basta per demolire la proposta.

Sono emiliano, ma non penso che i siciliani debbano invidiare nulla agli svizzeri, se non il sistema giuridico.

Come sosteneva Von Hayek:  "un mercato è un sistema giuridico".

Non diceva "una particolare etnia".

Ne aggiungo una mia: sono le regole a fare bello un gioco, non i giocatori. Specialmente quando si tratta di milioni di persone.

 

Quindi se applichiamo il “sistema giuridico” svizzero in Burundi o in Messico questi paesi diventerebbero delle ridenti confederazioni elvetiche? Immagino sia ovviamente  vero anche il contrario: se la svizzera avesse il sistema messicano, Lugano si trasformerebbe inesorabilmente e senza appello nella Ciudad Juarez d’europa?

Quindi, se 20 anni fa, Italia e Germania si fossero scambiati gli abitanti, senza cambiare il “sistema giuridico”, oggi noi da Berlino guideremmo l’Europa e i tedeschi da Roma sarebbero alle prese con il governo tecnico del professor Gebirge ?

Oppure: come mai in Romagna o nelle Marche con lo stesso “sistema giuridico” hanno risultati diversi dalla Sicilia ?

Sembra tu abbia fatto una versione “liberista” del Comunismo dove gli uomini sono tutti uguali e non contan nulla, contano solo le regole.

Il capitale umano non lo consideri ?

Chiarisco due cose: 

1 non sto denigrando o sminuendo i siciliani! Dico solo i siciliani non sono gli svizzeri e magari non vogliono neanche esserlo e, potessero scegliersi da loro come governarsi, dobbiamo assumere che forse farebbero delle scelte diverse.

2 non sto dicendo che il “sistema giuridico” non serve , anch’io lo ritengo importantissimo ma non è la panacea che la applichi dall’alto e risolvi tutto.

Il sistema deve essere scelto e accettato, se viene imposto deve essere capito e infine accettato. Questo processo, questo cambio di mentalità richiede tempo, perchè questo è un gioco dove i giocatori si scelgono le regole e, soprattutto, scelgono come farle applicare. 

Per questo i giocatori sono importanti ! Non è per caso che gli italiani si sono dati regole differenti dai tedeschi.

Ps

Un esempio scherzoso: in entrambi i paesi le lezioni universitarie per regola iniziano all’ora X. In Germania è riprovevole non essere puntuali, noi abbiamo inventato il quarto d’ora accademico. 

 

non l'ho abbiamo inventato noi :

http://en.wikipedia.org/wiki/Academic_quarter_(class_timing)

Egregio Ruggero,

Se si parla di "Demcrazia" o di "Liberalismo" non si parla di svizzera, ma di concetti universali.

Il fatto che quella svizzera sia l'unica istituzione al mondo a meritare la definizione di "democrazia semi-diretta", non dipende dall'etnia svizzera, che peraltro è del tutto disuniforme (4 lingue, 4 religioni diverse, emigrati da tutto il mondo - anche siciliani).

La filosofia di liberale, poi, è ancor più universale. Sostiene semplicemente che l'Uomo è portatore di diritti innati, che il sistema giuridico (Diritto) ha il compito di difendere (in particolare: contro i suoi simili e contro l'autorità pubblica).

 

E poi, basta colpevolizzare il cittadino italiano. Questi non fa altro che adattarsi alle regole. Se sono idiote, ovvero contrarie all'interesse sia suo che comune, le aggira, in un modo o nell'altro.  Salus populi suprema lex.  La colpa è sempre del sistema.  Il nostro, non funziona. E' necessario cambiarlo. 

Ed io non sprecherò una parola di più, su un concetto così evidente.

Corrado, comprendo le tue argomentazioni ma considera la GT. Le regole condizionano il comportamento dei giocatori. O tu giochi a scacchi come giocheresti a morra? Chiaro che le regole, cosi' come le osserviamo nella pratica, sono il frutto di un equilibrio (di Nash?) e quindi mostrano il punto di sella locale tra tendenze diverse. Questo spiega perché a Berlino le regole sono diverse da Palermo.  O perché il Leone ha una struttura sociale diversa dal Leopardo (gli equilibri di Nash valgono anche in natura, come ha ben argomentato Dawkins).  Tuttavia noi, a differenza di Leoni e Leopardi abbiamo il pallino in mano e possiamo, se vogliamo, cambiare le regole per indurre comportamenti migliori.

Se non abbiamo questa speranza, quest'idea progettuale, mi spieghi cosa siamo qui a discutere?

Francesco ma è proprio perchè le regole possono indurre comportamenti migliori che siamo qui a discutere.

Siamo a discutere quali regole siano più adatte ad ottenere i comportamenti migliori  stante la situazione di partenza.

Lascia stare gli scacchi, parliamo di Dama: le regole son le stesse ma nei fatti ogni regione italiana le adatta e gioca in modo diverso (chi "soffia", chi può rifar la mossa ecc ecc).

Le mie argomentazioni vogliono solamente contestare la faciloneria di chi pensa che basti appliccare pedissequamente quel che funziona in un paese ad un altro, oltretutto calandolo dall’alto, per ottenere gli stessi risultati in un batter d’occhio, senza considerare il capitale umano, la cultura, gli "equilibri".

Questi son i figli di quelli che “italianizzeremo l’alto adige” adesso “svizzererano la Sicilia”

Ragionando come Cacciaro rischiamo di trovarci ad avere un mucchio di leggi inapplicate perchè non comprese e non volute, insomma un’altro buco nell’acqua, un’altra riforma all’italiana. 

Preferisco discutere prima per evitare di lamentarmi dopo, tutto qui.

Un esempio di quel che intendo potrebbe essere il divieto di fumare nei locali pubblici. Finché  la sanzione era comminata al fumatore i cartelli erano bellamente ignorati!  La regola c'era come all'estero, ma non funzionava. Poi si è deciso di comminare la sanzione anche al proprietario del locale, ottenendo il doppio risultato che lui ti impedisce di fumare e che l’italiano medio si sente un infame (o comunque in imbarazzo) a far prendere la multa al proprietario. 

La regola è ancora la stessa, ma ora funziona (cioè induce il comportamento desiderato) perchè è applicata in modo più adatto alla nostra cultura.

Simple as that.

Insomma un frac è sempre un frac, ti rende più elegante, ma non puoi mettere lo stesso frac a me e a Bud Spencer, devi adattarlo in sartoria ...e magari Bud Spencer sarebbe più a suo agio con un completo sportivo. 

 

Ho capito il tuo ragionamento ma credo che ci sia un equivoco. Ci sono regole (non direttamente applicabili ovunque senza essere modellate localemente) e ci sono meta-regole, cioè un sistema istituzionale di base, fondante il modo di intendere e costituire le regole stesse. Il federalismo è un simile sistema e non è un caso che la struttura federale americana sia stata attinta dalle fasi preparatorie di quella svizzera, adattata e ripresa a sua volta poi dagli svizzeri stessi. La stessa la troviamo in australia (e poi quella usa è stata clonata in gran parte dell'america latina).

Come è possibile che paesi cosi' diversi per dimensioni e culture abbiano una base costitutiva cosi' simile? Ora non so cosa intenda Cacciari quando vuole svizzerizzare la sicilia ma io lo intendo come dare alla sicilia (o altro territorio grande o piccolo) un sistema costituzionale basato sulle meta-regole federaliste. Non si tratta per me di fotocopiare regole o modelli ma di comprendere certi principi e come si realizzano tramite un determinato sistema di meta-regole che finisce per essere base costitutiva di paesi anche molto diversi tra loro.

scusa Francesco dici che hai capito il ragionamento, ma poi parli come se io avessi negato la possibilità della Sicilia di diventare federale!? Io non sto confondendo regole e metaregole .Sto dicendo ad altri di non farlo.Quel che penso del federalismo si può riassumere con il tuo ultimo periodo che inizia con "non si tratta...".

 

Siamo a discutere quali regole siano più adatte ad ottenere i comportamenti migliori  stante la situazione di partenza. 

Lascia stare gli scacchi, parliamo di Dama: le regole son le stesse ma nei fatti ogni regione italiana le adatta e gioca in modo diverso (chi "soffia", chi può rifar la mossa ecc ecc).

Peccato che con certe regole che riesci ad applicare in italia non vai dai nessuna parte, le partita a dama con le altre nazioni le perderai sempre, non puoi competere con nazioni che hanno determinate regole  e che riescono ad applicare, inoltre puoi vincere qualche battaglia con le italianissime e applcabili soluzioni creative , ma adesso con la globalizzazione non vinci la guerra.

 

Le mie argomentazioni vogliono solamente contestare la faciloneria di chi pensa che basti appliccare pedissequamente quel che funziona in un paese ad un altro, oltretutto calandolo dall’alto, per ottenere gli stessi risultati in un batter d’occhio, senza considerare il capitale umano, la cultura, gli "equilibri".

Io ho sempre espresso perplessità su molte delle soluzioni proposte da nFA proprio per inapplicabilità al contesto italiano e spesso per la loro linearità, ovvero mantenimento di ingiustizie perchè non efficaci nell'entrare nel merito.

 

Un esempio di quel che intendo potrebbe essere il divieto di fumare nei locali pubblici. Finché  la sanzione era comminata al fumatore i cartelli erano bellamente ignorati!  La regola c'era come all'estero, ma non funzionava. Poi si è deciso di comminare la sanzione anche al proprietario del locale, ottenendo il doppio risultato che lui ti impedisce di fumare e che l’italiano medio si sente un infame (o comunque in imbarazzo) a far prendere la multa al proprietario. 
La regola è ancora la stessa, ma ora funziona (cioè induce il comportamento desiderato) perchè è applicata in modo più adatto alla nostra cultura.

 

Ovvero non si riesce ad applicare le regole che funzionano in qualsiasi paese civile perchè non c'è cultura del rispetto degli altri E perchè NON è PRESENTE UNA ORGANIZZAZIONE EFFICIENTE CHE APPLICA CONTROLLO E SANZIONI, allora APPLICHI UNA PEZZA.
Con la nostra cultura non vai da nessuna parte perchè NON POTRAI MAI INVENTARTI UNA PEZZA per tutti i nostri casini/inciviltà,  e anche nella remota ipotesi di riuscirci  è come se avessi montato un puzzle con la forma dell'italia, le altra nazioni ci danno un  COLPO E IL PUZZLE SI FRANTUMA (si rompe qualcosa anche negli altri ma buona parte rimane intero). 

 

Se non abbiamo chiare in mente le finalità e pensiamo di diventare come gli altri con la nostra cultura non raggiungeremo mai l'obiettivo di competere e diventare persone civile.
L'unica soluzione non è costruire un sistema puzzle di pezze, ma di mettere le pezze all'interno di un processo costruttivo che dovrà portare un cambio culturale e organizzativo/tecnologico.

 

Se in italia si deve fare seriamente  un'attività che deve portare ad una infrastruttura organizzata ed efficiente, stai certo che nel piano operativo si dovranno mettere non poche pezze, ma insieme ci dovranno essere delle attività costruttive per arrivare ad avere una infrastruttura organizzativa e tecnologica effciente. 

 

La finalità vera del lungo processo da attuare è il cambio culturale, avvicinarci il più possibile a quella dei paesi civili ed organizzati, non mantenere questa cacchio di cultura