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Come dilapidare i frutti di una riforma epocale. Condannati a crescere!

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Quanti anni ho? Troppi, sono del ’69, ma anche  riguardo l’eta (anzi soprattutto riguardo l’eta) l’unica opzione che ritengo percorribile è la crescita. 

Tralascio il punto sul World 3 in quanto la penso molto diversamente, non mi sembra che ci abbiano azzeccato particolarmente. 

Per il resto questo tuo ultimo commento esprime il tuo punto di vista più chiaramente per me ed è ragionevole, anche se non mi trova d’accordo. 

Certo è ragionevole auspicare che si facciano previsioni “prudenti” ma il fatto di mettere in conto una recessione non significa che io non debba cercare strategie per uscire da questa recessione al più presto.

Soprattutto considerando che l’Italia ha effettivamente margini di ottimizzazione che non sono stati presi in considerazione se non, come noti anche tu, per promesse elettorali. 

Se alle promesse non è stato dato seguito non significa che i fatti su cui si basano siano immaginari.

Preciso che se adesso “stiamo soffrendo” non è certo perchè siamo cresciuti in questi anni, bensì perchè chi ci ha governato considerava il rapporto debito/pil “soltanto un numero” e non ha fatto niente, nè di quello che auspichi tu, nè di quello che auspico io. 

Tralasciando la triste penisola e ragionando a livello mondiale è sicuramente ragionevole non sprecare le risorse attuali sperando che tanto ci inventeremo qualcosa, ma i penitenziagitem per il sistema che sento, soprattutto dai delusi che il sole dell’avvenire socialista non abbia attecchito, sono periodicamente sempre gli stessi (ok dalla nuova era glaciale, si è passati al global warming) ma finora non ci hanno preso, anzi non ci sono neanche andati vicino. 

Magari prima o poi ci azzeccheranno: l’olanda sarà sommersa dalle acque, finiranno le risorse energetiche, finira il cibo e l’Inter farà un altro triplete (gli eventi sono in rigoroso ordine di gravità crescente).

Mi permetto però di dubitarne fortemente. 

Ad esempio, a quanto ne so, le potenzialità degli OGM, della ricerca su dna e staminali e persino del nucleare non sono ancora state sfruttate e considerate pienamente. 

PS
Grazie per i link che leggerò con interesse (si può sempre cambiare idea :-)

Tralascio il punto sul World 3 in quanto la penso molto diversamente, non mi sembra che ci abbiano azzeccato particolarmente.

Secondo questo paper che confronta l'output delle simulazioni del 1972 con i dati osservabili fino al 2000, pare che la "business as usual" run ci abbia azzeccato abbastanza. Tu a quali dati ti riferisci?

 

Preciso che se adesso “stiamo soffrendo” non è certo perchè siamo cresciuti in questi anni, bensì perchè chi ci ha governato considerava il rapporto debito/pil “soltanto un numero” e non ha fatto niente, nè di quello che auspichi tu, nè di quello che auspico io.

Stiamo soffrendo perché siamo cresciuti meno delle previsioni dei governi.

 

Magari il mio sarà pessimismo generazionale, però... sono nato nel 1982, ed è dal 1992, cioé da quando ho cominciato ad avere idea di cosa fosse la politica, che sento parlare di crisi economica, di riforme necessarie per la crescita, ecc. Allora c'era il governo "tecnico" Amato I.

Nel 1994, avevo 11 anni, i comunisti si trasformarono in "riformisti" e B fece  la sua famosa discesa in campo.

Ora di anni ne ho quasi 30 e c'è ancora la crisi economica, il governo "tecnico", gli "eredi di Togliatti" che hanno cambiato faccia innumerevoli volte tanto che non sanno neanche loro chi sono, e B si appresta a scendere in campo un'altra volta.

Perdonami ma di fiducia che questo sistema politico possa fare riforme significative ne ho ben poca.

oltre

Tommaso Gennari 14/9/2012 - 21:23

Stiamo soffrendo perché siamo cresciuti meno delle previsioni dei governi.

Io direi che i governi c'entrano ma non spiegano tutto. Stiamo soffrendo, economicamente, perche' la distanza tra aspettative e realta' e' alta. Perche' in un passato recente ci si poteva permettere di avere alte aspettative. Oggi per vivere bene bisogna ritarare tutto il sistema delle aspettative. I governi possono aiutare in questo, ma alla fin fine sono le persone e la cultura che devono farlo.

NV, se ti va, contattami sul blog che trovi linkato al mio profilo nfa, piu' sopra Aldo mi aveva invitato a scrivere qualcosa su questo tema, ma oggettivamente non ho tempo per farlo; tu potresti farlo meglio di me, o potremmo farlo assieme.

Cercare di crescere, da un lato, e attrezzarsi culturalmente e socialmente a una probabile bassa crescita o decrescita, dall'altro, non sono affatto incompatibili.
Uscire con l'ombrello non è augurarsi che piova.

Scusa il ritardo nel risponderti,  stavo cercando gli articoli di critica al World 3 che avevo letto (circa 4/5 anni fa e solo in inglese). Non li ho trovati, credo che l'autore si chiamasse Simon. Onestamente devo ammettere che, nel cercare quelle letture, mi son imbattutto in vari articoli interessanti sul World 3 e, forse, dovrei rivedere il mio giudizio.

Però questo non cambierebbe il mio giudizio sulla decrescità: infatti non contesto tanto il problema, io contesto la soluzione. Sia tecnicamente (non è ponendo limiti allo sviluppo che si migliorerà la situazione, anzi secondo me, succederebbe il contrario); sia praticamente ( come fai a mettere d'accordo tutti su dove fermare la crescita e come? Non siamo vulcaniani :-)), e anche filosoficamente ( ha senso stare a pane ed acqua, per avere cibo per un mese in più, o è preferibile un mese in meno ma a caviale e champagne?)

Sulla perenne situazione di crisi, se tu fossi nato nel 69 non sarebbe cambiato molto, come dicevo nel commento  sopra, e se leggi qualche libro di storia vedrai che, tranne forse il periodo a cavallo tra i 50 ed i 60 del secolo appena scorso, è sempre e solo un parlare di crisi. Insomma: o tempora o mores non è un meme recente. Nemmeno io ho fiducia nei nostri politici, ma se già hanno risultati scarsi quando pretendono di "rilanciarci" , immagina che combinerebbero se avessero l'alibi che non c'è spazio per lo sviluppo ( questo a prescindere dal discorso che stavamo facendo, cioè se questo spazio esista o meno).