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Come dilapidare i frutti di una riforma epocale. Condannati a crescere!

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la CO2 e l'uomo

roccog 14/9/2012 - 12:35

Mi appresto a scrivere da geologo.

Mi dispiace non leggere fra le figure che si dovrebbero occupare del problema la mia. In parte potrebbe essere colpa del geologo, in parte il geologo offre meno certezze dei dati sciorinati su misurazioni dirette. Noi usiamo proxy, ma il problema è che si ha a che fare con incertezze molto elevate. Tenetene conto.

Mi sembra di aver capito che il post qui sopra volesse dimostrare che l'uitlizzo dei combustibili fossili hanno causato l'innalzamento dei livelli di CO2 oltre ogni limite naturale (si parla di 100 di migliaia di anni, ma la Terra e la vita sulla Terra sono molto più vecchie). Tenete presente comunque che la nostra capacità di misurare la CO2 con una certa precisione nel passato è possibile fino a 400k anni fa, più indietro la questione è complicata. Tra l'altro se ci spostiamo dai millenni ai milioni di anni i livelli di CO2 sembra siano stati molto più elevati e la vita aveva luogo. Ma era una terra con configurazione e vita diversa (sto parlando di dinosauri per intenderci).

Mi sembra di individuare due aspetti:

1)innalzamento della temperatura e deglaciazione

2)sostenibilità dello sviluppo nell'ultimo secolo e mezzo.

Per il geologo le epoche durante le quali c'è stato un'innalzamento della temperatura sono spesso definite "optimum climatico", per contro le glaciazioni o raffreddamenti del clima sono. E' evidente che una glaciazione dall'Italia in su sarebbe un problema energetico. Ad ogni modo la le utlime centinaia di migliaia di anni sono stati un susseguirsi di glaciazioni e deglaciazioni. Le coste del mondo hanno quindi sempre subito trasformazioni, sia per il livello del mare che per abbassamenti e innalzamenti del terreno. Anche qui i calcoli sono assai complicati. Credo che l'unico vero innalzamento potrebbe essere causato dallo scioglimento dell'Antartide, ma mi sembra che neanche IPCC metta in conto una cosa del genere.

I modelli mettono in luce che la terra è un sistema instabile che ha trovato un equilibrio precario negli ultimo 10 mila anni. Ogni perturbazione, naturale o antropica, potrebbe dar luogo a cambiamenti improvvisi. Questi cambiamenti, descrivibili con modelli caotici e non lineari, sono difficili da trattare e quindi da prevedere.

Che la Terra sia un sistema retto su equilibri imperscrutabili è fuori dubbio, non vedo infatti come, detto questo, sia poi possibile lanciarsi in previsioni certe. Ma questo è un problema dei modellatori. In effetti è sempre meglio sapere cosa ci si può aspettare, ma è meglio anche ricordarsi bene che potrebbe essere sbagliato.

 

La storia ci dice che molte civilità sono svanite nel nulla dopo aver dilapidato le risorse, questo è più facile in assenza di interdipendenza fra civiltà diverse. Oggi la Terra è praticamente composta da un'unica civiltà, solo un UFO potrebbe prendere il sopravvento su di noi, qualcuno con una tecnologia talmente diversa da usare quello che noi non usiamo o non conosciamo. E' innegabile che il ritmo di sfruttamento degli idrocarburi (il carburante di questa civiltà) sia superiore a quello di produzione. E' anche innegabile che oggi le tecnologie ci consentono di trivellare più in profondità. D'altronde credo che gli idrocarburi abbiano consentito lo sviluppo ad una civiltà ancora tecnologicamente antica in quanto sorgente facile (è l'invenzione del fuoco, nulla più, brucia e produce energia, è un roba preistorica). Ha però avuto il grande merito di fare da volano, di consentire di esprimere un potenziale di innovazione che oggi è la ricerca tecnologica avanzata. In poche parole è molto conveniente usare il petrolio come energia di innesco per una civiltà che dovrà per forza ricorre in futuro ad altra energia.

 

Visto che filosofeggiamo, è anche normale, per me, pensare che distinguere il sistema Terra dal sistema uomo è un formalismo del tutto privo di significato. E' del tutto ovvio che noi come tutti gli esseri viventi siamo una componente di quell'equilibrio e non qualcosa di diverso o innaturale. La nostra sopravvivenza nei modi attuali è irrilevante per il sistema Terra. In ciò ho abbastanza fiducia nella natura. L'evoluzione della vita sulla Terra porta continuamente ad estinzioni e trasformazioni. Non ha molto senso in questo momento "preoccuparci" per ciò che potrà essere e pretendere, in un sistema così complesso, di non lasciare traccia o, paradossalmente, variare la nostra impronta in modo da rendere stabile il sistema. Mi sembra un grossa e pericolosa illusione. Ma anche questo credo faccia parte del gioco.

Scusate, volevo essere più breve, ma non ve l'ho detto all'inizio, almeno in questo sono stato onesto.