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Come dilapidare i frutti di una riforma epocale. Condannati a crescere!

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Condividendo in pieno, e come è possibile non farlo alla luce dei dati!, l'articolo e soprattutto il titolo di Aldo, vorrei introdurre un differente punto di vista sul problema crescita: quello della distribuzione del reddito e delle politiche redistributive tramite la leva fiscale.

Lo spunto mi è dato da  un interessante paper appena uscito, censito da Seminerio sul suo Blog (Phastidio).

http://graphics8.nytimes.com/news/business/0915taxesandeconomy.pdf 

Lo studio è fatto sulla realtà USA ed è quindi non pienamente applicabile all'Italia. Però anche da noi la distribuzione del reddito sta andando vs una logica di polarizzazione e di assottigliamento della classe media che, come noto, è il segmento più importante che sostiene la domanda aggregata e la crescita.

Riporto direttamente le conclusioni del saggio tradotte da Seminerio:

"I risultati dell’analisi suggeriscono che, negli ultimi 65 anni, variazioni delle aliquote massime dell’imposta sui redditi e di quella sui capital gain non appaiono correlate con la crescita economica. La riduzione nelle aliquote massime non appare essere correlata con la crescita di risparmio, investimento e produttività. Le aliquote massime appaiono aver poca o nulla relazione con la dimensione della “torta” economica»

«Tuttavia, la riduzione delle aliquote massime appare associata alla crescente concentrazione di reddito al vertice della distribuzione di reddito. Come misurato dai dati dell’IRS [il fisco Usa, ndPh.], la quota di reddito in capo al primo 0,1 per cento delle famiglie statunitensi è aumentata dal 4,2 per cento del 1945 al 12,3 per cento del 2007, prima di scendere al 9,2 per cento a causa della recessione del 2007-2009. Nello stesso periodo, l’aliquota media d’imposta pagata dal primo 0,1 per cento è scesa da oltre il 50 per cento nel 1945 a circa il 25 per cento nel 2009»

«La politica fiscale potrebbe avere una relazione con il modo in cui le fette di torta vengono tagliate: aliquote d’imposta inferiori possono essere associate a maggiori disparità di reddito»"