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Come dilapidare i frutti di una riforma epocale. Condannati a crescere!

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Anche le superfici coltivabili non sono fisse.

When Embrapa started, the cerrado was regarded as unfit for farming. Norman Borlaug, an American plant scientist often called the father of the Green Revolution, told the New York Times that “nobody thought these soils were ever going to be productive.” They seemed too acidic and too poor in nutrients. Embrapa did four things to change that.

Si tratta ad occhio e croce di un quarto della superficie del Brasile (vedi mappa) classificati come non coltivabili pochi anni fa.

Il mio punto in ogni caso non è che i problemi non esistono, ma che il mondo è complesso. Se gli idrocarburi diventano piu scarsi e cari si può reagire spostandosi di meno, usare piu smart e meno hummer. Se il cibo diventa caro si mangiano piu cereali e meno bistecche, si aumentano le superfici coltivabili, si sviluppano piante produttive.

Tutto cio non elimina il limite, ma rende dannatamente difficile stabilire dov'è. A che serve un limite di cui nemmeno conosci l' ordine di grandezza?

Nota che spostarsi di meno non vuol necessariamente dire produrre di meno: magari faccio piu telelavoro e vado meno in ufficio, e magari tra qualche anno le tecnologie per teleconferenze limitano il vantaggio dell' incontro fisico piu di quanto facciano ora.

Quello che state dicendo (prezzi di mercato, limite esponenziale, ecc) è probabilmente vero per molti beni di consumo e materie prime, ma è vero solo in parte per quanto riguarda gli effetti sull'ambiente.

Il problema dei gas serra è quello ritenuto più importante. Sappiamo tutti che una correlazione non è una relazione di causa effetto, e che nei sistemi complessi, con retroazioni positive e negative, è impossibile trarre conclusioni indipendentemente dai modelli. Però adesso i modelli più affidabili che abbiamo (scienziati del gruppo IPCC e molti altri) ci dicono che se non limitiamo la CO2 il sistema andrà furoi controllo.

Se guardiamo le previsioni più accurate sul consumo mondiale di energia, raccolte nel rapporto del DOE, che si astiene da fare proiezionii sull'ambiente ma che riporta una mole eccezionale di dati, vediamo che i paesi OECD e quelli sviluppati, grazie alle politiche governative, stanno limitando le emissioni di gas serra e limitando i consumi energetici, mentre tutti gli altri paesi no. Il consumo di energia raddoppierà entro i prossimi 35 anni, si farà sempre più ricorso al carbone e nei prossimi 20 anni la CO2 raddoppierà.

Questo dice il mercato.

La maggioranza dei modelli che abbiamo dice che così  il pianeta andrà fuori controllo.

Questo è uno dei problemi aperti che con le vostre ricette credo non verrà risolto.

Ho anche cercato di riassumere la situazione nel post sostenibilità II che trovate sopra.

Agricoltura

NV 19/9/2012 - 19:20

L'agricoltura moderna è stata descritta come l'arte di trasformare il petrolio in cibo.

Ci vogliono circa 10 calorie di combustibili fossili per produrre una caloria alimentare.

 

Oltre al petrolio, l'agricoltura moderna tende a consumare anche il suolo, che viene dilavato o salinizzato dall'irrigazione forzata (tempo di rigenerazione dell'ordine dei secoli), l'acqua "fossile" delle falde profonde (tempo di rigenerazione dell'ordine dei millenni) ed il fosforo usato nei fertilizzanti (che viene estratto in minera ed è dunque non rinnovabile).

 

Pratichisamo l' agricoltura moderna da decenni nin Europa ed USA, e i segni di questi impoverimenti del suolo non li vedo.

E quanto all' energia per produrre il cibo:

 

1) prendendo per buono il tuo numero (hai una fonte?), se è così significa che visto il prezzo attuale dell' energia conviene. Con energia più cara si troverà il modo di consumarne meno. 

2) in gran parte è sostituibile dall' energia elettrica. Non puoi guidare l'auto con la prolunga, ma il trattore si, avrà qualche problema ma lavora in un raggio limitato

Pratichisamo l' agricoltura moderna da decenni nin Europa ed USA, e i segni di questi impoverimenti del suolo non li vedo.

La prima fonte che ho trovato: http://en.wikipedia.org/wiki/Environmental_impacts_of_irrigation

 

1) prendendo per buono il tuo numero (hai una fonte?)

http://www.harpers.org/archive/2004/02/0079915

 

Comparison of energy inputs for inorganic fertilizer and manure based corn production, McLaughlin, N.B., et al. Canadian Agricultural Engineering, Vol. 42, No. 1, 2000.

 

se è così significa che visto il prezzo attuale dell' energia conviene. Con energia più cara si troverà il modo di consumarne meno.

Mantenendo inalterata la produzione? Come? Oppure riducendo la domanda? La "mano invisibile" all'occorrenza non disdegna di imbracciare il fucile...

 

in gran parte è sostituibile dall' energia elettrica. Non puoi guidare l'auto con la prolunga, ma il trattore si, avrà qualche problema ma lavora in un raggio limitato

Ne sei sicuro? Secondo Wikipedia, l'11.6% delle terre emerse del mondo è costituito da terreni agricoli, di cui il 10.6% sono terreni arabili. Per contro, le città costituiscono lo 0.5% delle terre emerse. Mi sa che al tuo trattore servirà una prolunga bella lunga, senza contare quella per i camion (se non le navi o addirittura gli aerei) usati per il trasporto.

 

Pratichisamo l' agricoltura moderna da decenni nin Europa ed USA, e i segni di questi impoverimenti del suolo non li vedo.

La prima fonte che ho trovato: http://en.wikipedia.org/wiki/Environmental_impacts_of_irrigation

Intendevo segni di diminuzione della produzione agricola. Finchè non vedo quelli vuol dire che le tecnologie in uso lo compensano.

Non ho trovato dati precisi, ma facendo un giro sul sito della FAO o su questo la produzione agricola in EU o USA risulta in aumento.

se è così significa che visto il prezzo attuale dell' energia conviene. Con energia più cara si troverà il modo di consumarne meno.

Mantenendo inalterata la produzione? Come? Oppure riducendo la domanda? 

Inalterata ne dubito, ma nemmeno mi aspetto una diminuzione proporzionale.

La "mano invisibile" all'occorrenza non disdegna di imbracciare il fucile...

La "mano invisibile" c'entra poco, visto che è una metafora che si applica ai mercati concorrenziali. Di sicuro quando il gioco si fa duro la convenienza ad apropriarsi delle risorse con la forza aumenta. Motivo in piu per cui tutte 'ste chiacchiere di crescita sostenibile e/o decrescita lasciano il tempo che trovano.