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Come dilapidare i frutti di una riforma epocale. Condannati a crescere!

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Scusate se intervengo ancora, ma i punti che sollevate sono molto importanti, anche se forse siamo nella discussione sbagliata.

Quello che dici sarebbe probabimente vero se non ci fosse il carbone, che rimarrà abbondante e a buon mercato per i prossimi 200 anni e che sarà la fonte di energia più sfruttata. I dati sono lì da vedere (ho già indicato più volte dove andare a guardare). 

Per questo sono convinto che l'emergenza ambientale arriverà prima della crisi delle fonti energetiche. Il mercato non vede che la temperatura della acque profonde è aumentata di 6 centesimi di grado (ARGO) (una cosa enorme) e, secondo i satelliti della NASA, quella delle acque superficiali addirittura di 30 centesimi di grado (per una persona, come passare da 36,9 a 37,2). Il mercato non vede che la CO2 sta andando allegramente verso le 500 ppm nei prossimi venti anni.

Per cominciare a prendere provvedimenti concreti, basterebbe per esempio proibire la costruzione di nuove centrali a carbone, come si è fatto con la proibizione dei CFC negli impianti frigoriferi, che ha causato crescita tecnologica e ha risolto il problema del buco dell'ozono.

Allora, forse il tuo scenario diventerà realistico.