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I redditi delle famiglie degli universitari

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Lo stato sta sussidiando le famiglie ricche N-2000, e le famiglie povere N-400.

E quegli N lo stato da dove li prende, dall'albero degli zecchini? No, vengono dalle tasse delle famiglie. Noi in Europa paghiamo tasse elevate per avere in cambio servizi pubblici di un certo livello. Dovremmo sentirci in colpa quando li utilizziamo? Sembra che sia proprio questo l'intento, quando si metton su discorsi alla Robin Hood come la bella chiusa dell'articolo.

Ovviamente a pagare più tasse sono i ricchi e i medi, assai meno i poveri (guardate nel grafico "Money" di xkcd che piccola parte delle tasse statali e federali viene dal 50% della popolazione con redditi più bassi; e dire che si tratta dell'America, con un sistema di tassazione assai meno progressivo del nostro!). Altro che stato che ruba ai poveri per dare ai ricchi! Semmai i ricchi si riprendono un po' di quel che han dato in tasse, sussidiano un po' i medi, e sussidiano molto di più i poveri. E lo fanno senza lamentarsi troppo, perché in questo modo le università producono gli ingegneri che, in cambio di un magro salario, progetteranno i prodotti che consentiranno ai ricchi di continuare ad arricchirsi. Anche il povero è contento: magari non riesce a far studiare i suoi figli nella misura in cui ci riesce il medio (e non solo per ragioni economiche), ma almeno sa che troverà un dottore ben preparato quando si rivolgerà al servizio sanitario nazionale (un altro servizio pubblico simile alle università, su cui non mi sorprenderei di vedere futuri articoli dello stesso tenore).

A conti fatti, gli unici a cui questo sistema proprio non va giù sono certi economisti che (tiro a indovinare) preferirebbero ridurrre gradualmente la quota di finanziamento che arriva tramite lo stato, aumentando gradualmente le rette (con qualche borsa per i poveri e meritevoli in modo da salvare l'anelito di giustizia sociale che soffia sempre nei salotti buoni), fino ad arrivare a un sistema all'americana in cui la gente si indebita fin sopra i capelli per poter studiare. Così si risolve anche il problema del debito pubblico, trasformandolo in debito privato, pensa un po' che trovata geniale. Chissà se un giorno qualcuno si ricorderà che ci troviamo in una crisi di sovraproduzione, e che se vogliamo tornare a crescere abbiamo bisogno di alimentare la domanda, non di strozzarla.